Stop alle trivelle: "Fare ricorso alla Corte Costituzionale per impugnare la normativa"

La lista civica La Pigna esprime forte preoccupazione per la sospensione di 18 mesi dei permessi di prospezione e ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi

La lista civica La Pigna esprime forte preoccupazione per la sospensione di 18 mesi dei permessi di prospezione e ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi, contenuta nella legge n.12 del 2019 di conversione del Decreto “Semplificazioni”. "De Pascale e il Pd hanno deciso di cavalcare la protesta di aziende e lavoratori del settore dell’estrazione del gas, dimenticando però che fino a qualche mese prima erano loro stessi ferventi sostenitori dello stop alle trivelle anche in Emilia-Romagna - commenta la capogruppo Veronica Verlicchi - Infatti, nel settembre 2018 il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini aveva fatto approvare dalla Giunta Regionale una delibera che chiedeva al Governo Di Maio-Salvini di bloccare il rilascio dei permessi per le attività di prospezione e ricerca di idrocarburi, dei siti inclusi nei progetti “Bugia” e “Fantozza”, dell’area territoriale che insiste su diversi Comuni compresi tra le Province di Modena e Reggio Emilia. De Pascale, Presidente dell’Anci Emilia-Romagna, già dal 31 maggio 2018 era sicuramente al corrente dello stop preteso da Bonaccini. Ma ovviamente non disse nulla su tale blocco e sulle relative conseguenze negative sull’economia e sull’occupazione. Inoltre nel 2016, quando de Pascale era già segretario provinciale del Pd, il Consiglio Comunale di Ravenna approvò, pochi giorni prima del referendum nazionale sulle trivelle, un ordine del giorno nel quale si chiedeva a Eni “il superamento dei punti di estrazione più vicini alla costa a partire dal pozzo Angela-Angelina, nonché a terra nelle aree del Parco del Delta del Po”. Il Pd di de Pascale, quindi, voleva andare ben oltre lo stop temporaneo e ottenere addirittura la chiusura definitiva. Di certo, all’epoca de Pacale e i suoi non si preoccupavano del destino dei lavoratori di questi siti. Ora con una faccia tosta incredibile de Pascale, Bonaccini e il Pd tutto cavalcano la protesta contro un provvedimento deciso dal Governo nazionale".

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"Va detto che il settore dell’oil&gas ravennate gia da anni traballa sotto i colpi della prepotente e potente concorrenza internazionale - prosegue la consigliera d'opposizione - tant’è che il numero dei lavoratori nel settore energetico e dell’estrazione del gas si è costantemente e drasticamente ridotto nel corso degli ultimi anni. Il caso del Gruppo Tozzi prima con la controllata Comart e ora con la Tozzi Sud ne é la prova evidente. Qualche anno prima era toccato anche alla Rosetti Marino, che dovette fare i conti con un mercato più concorrenziale. Certo é che lo stop di 18 mesi deciso dal Governo assesta un ulteriore, durissimo colpo a un settore già in forte difficoltà. Occorre, quindi, agire velocemente per evitare che l’economia di Ravenna si indebolisca ancora di più. A de Pascale chiediamo meno chiacchiere e più concretezza. La giusta protesta che nasce dalle fortissime preoccupazioni di imprenditori e lavoratori non va cavalcata per fini elettorali, bensì sostenuta con iniziative forti ed efficaci. A tal fine, abbiamo presentato una prima mozione nella quale si impegna il sindaco, che riveste anche il ruolo di Presidente dell’Unione Province Italiane e di Presidente dell’Anci Emilia-Romagna, a chiedere al suo collega di partito, il Presidente della nostra Regione, di presentare un ricorso alla Corte Costituzionale per impugnare la normativa che stabilisce la sospensione di 18 mesi per i permessi di prospezione e ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi. La stessa mozione chiede, inoltre, al sindaco di attivare ogni iniziativa utile per modificare la normativa recentemente introdotta, allo scopo di concedere una deroga almeno dell’area di Ravenna dalla sospensione e, nel contempo, di chiedere al Governo di concedere agevolazioni economiche e fiscali per aziende e lavoratori colpiti dal provvedimento di sospensione. Una seconda mozione, invece, propone di avviare un percorso volto al riconoscimento da parte della Regione Emilia-Romagna, di Ravenna come distretto dell’oil&gas. Tale riconoscimento consentirebbe di stipulare accordi di programma con Ministeri e Regione per ricevere contributi nazionali ed europei volti alla qualificazione e all’innovazione tecnologica".

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