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Tasse, studio di Cna: "A Ravenna una piccola impresa comincia a guadagnare dal 16 di agosto"

Ravenna è al 66esimo posto in Italia per pressione fiscale sulle piccole imprese: il 52,1% del loro reddito se ne va in tasse

A Ravenna una piccola impresa comincia a guadagnare dal 16 di agosto dall’inizio dell’anno e fino al 15 agosto col suo reddito ci paga le tasse: allo Stato, alla Regione, al Comune. Ravenna è al 66esimo posto in Italia per pressione fiscale sulle piccole imprese: il 52,1% del loro reddito se ne va in tasse. Dal 2011 al 2014 la pressione fiscale sui piccoli è cresciuta del 4,5%.

Sono i risultati focalizzati su Ravenna, dell’Osservatorio permanente Cna sulla tassazione della piccola impresa in Italia, presentati ieri a Roma. L’indagine ha preso come riferimento medio una piccola impresa che occupi cinque dipendenti e abbia un fatturato di 430.000 euro. Come sarà nel 2014 il peso complessivo del fisco (Total Tax Rate) sugli artigiani  e sulle Pmi? Il Centro Studi Cna lo ha misurato e quantificato, andando a controllare i 112 capoluoghi di provincia e regione. Il risultato di questa esaustiva analisi è stato presentato a Roma durante il convegno “Comune che vai tassa che trovi” e raccoglie tutti i dati fiscali del 2011, del 2012 e del 2013 comparati con le previsioni di quello che succederà nel 2014.

Total Tax Rate (peso complessivo del fisco) - "Nel 2014 - evidenzia Cna - arriverà al 62,1%, posizionandosi al 66° posto (vedi tabella allegata) su un dato medio che si attesta al 63,1%. Nel 2011 era del 57,6%. Un aumento del 4,5%, il risultato di un mostro fiscale a tre teste (nazionale, regionale e comunale) che opera incessantemente su artigiani e Pmi. Per quanto riguarda la composizione dei tributi che compongono la pressione fiscale, a Ravenna l’11,3% sono regionali, il 12,9% comunali, il 38,0% erariali. L’indagine mostra come la riduzione dei trasferimenti statali abbia obbligato gli enti a incrementare i tributi locali, senza che siano state simmetricamente ridotte le aliquote IRPEF dell’imposizione erariale. Da qui, il comprensibile “nervosismo” degli enti territoriali costretti a una crescente responsabilità nell’imporre tributi propri per l’erogazione dei servizi a cittadini e imprese. Si registra, infatti, tra il 2007 e il 2014, una drastica riduzione delle risorse statali trasferite ai Comuni pari a 7,45 mld di euro".

Tax Free Day - "E’ un modo semplice ed efficace per capire fin dove arriva in dodici mesi la mano del fisco sulle piccole imprese - prosegue l'analisi dell'associazione di categoria -. A Ravenna, che in questo caso si posiziona la 48° posto (vedi tabella), sarà il 16 agosto 2014 l’ultimo giorno i cui le imprese lavoreranno per pagare le tasse (nel 2011 si “fermava” al 30 luglio). Ben 17 giorni in più di lavoro regalati al Fisco  Il reddito che resta dopo avere pagato le tasse".

Nel 2014 quanto resterà alle imprese? - "Tutti i calcoli dell’Osservatorio sono stati fatti tenendo a riferimento come modello un’impresa manifatturiera individuale, con un laboratorio di 350 mq, 5 dipendenti, un fatturato di 430mila euro/anno e un reddito d’impresa di 50mila euro/anno - continua la Cna -. A conti fatti il risultato lascia di stucco. A Ravenna, 49esima classificata, dopo avere pagato tutte le tasse, i 50mila euro diventano nel 2014, 18.947 (erano 21.208 nel 2011).

“Questi dati – afferma Pierpaolo Burioli, presidente provinciale della Cna – si commentano da soli e testimoniano le enormi difficoltà che devono affrontare oggi le piccole imprese, già impegnate a contrastare da anni una crisi durissima. E’ indispensabile trovare immediatamente una soluzione per ridurre progressivamente la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo affinché le imprese possano cominciare a pensare a nuovi investimenti e a progetti di sviluppo. Occorre trovare un giusto coordinamento tra il Fondo taglia tasse previsto nella Delega per la riforma fiscale e il Fondo, con la stessa finalità, previsto dalla Legge di Stabilità per il 2014. In particolare, servirebbe costruire un automatismo che intercetti tutte le maggiori entrate provenienti dalla lotta all’evasione fiscale, dalla riduzione della spesa pubblica, per alimentare un unico fondo che indirizzi ogni anno, inderogabilmente, una quota cospicua alla riduzione della pressione fiscale sulle imprese e sul lavoro”.

“Riguardo all’Irpef – aggiunge Massimo Mazzavillani, direttore della Cna ravennate – bisogna rivedere la tassazione delle imprese personali e degli autonomi, riducendo l’aliquota all’aumentare del reddito dichiarato, vale a dire chi più dichiara meno paga. Occorre poi aumentare la franchigia dall’imposizione Irap a 25mila euro rispetto agli attuali 10,5mila euro. Rivedere poi i criteri per l’attribuzione dei valori catastali degli immobili per allinearli periodicamente ai valori di mercato, a invarianza di gettito. E poi ancora ridurre il peso dell’Imu sugli immobili strumentali d’impresa quando vengono utilizzati per l’attività produttiva".

"Sembra incredibile ma la proprietà degli immobili sta diventando uno svantaggio competitivo piuttosto che una risorsa - continua Mazzavillani -. Lo studio Cna ha calcolato che la riduzione dell’IMU del 50% abbasserebbe il peso complessivo del fisco sulla piccola impresa di 3,8 punti percentuali, riportandolo sostanzialmente ai livelli del 2011. E’ inoltre indispensabile rendere pienamente deducibile l’IMU dal reddito d’impresa e dall’IRAP che abbasserebbe ulteriormente il total tax rate della piccola impresa di 4,1 punti percentuali, riportandolo sempre ai livelli del 2011”.

“E poi la mole di adempimenti – conclude Burioli – troppi e complicati. Vanno semplificati sia a livello centrale sia a livello locale: determinano, infatti, costi indiretti sulle imprese, minore produttività e minore competitività- Lo prova il posizionamento dell’Italia al 131° posto (sui 185 considerati) nel rapporto Doing Business 2013 della Banca Mondiale per l’indicatore “paying taxes” che, oltre all’ammontare delle imposte da versare ogni anno, tiene conto anche degli oneri amministrativi”.

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