Lunedì, 18 Ottobre 2021
Economia

Taglio del nastro per l'Omc 2021: per tre giorni focus sulla transizione energetica

Taglio del nastro martedì mattina per la 15esima edizione dell'Omc-Med Energy Conference al Pala De Andrè di Ravenna

Taglio del nastro martedì mattina per la 15esima edizione dell'Omc-Med Energy Conference al Pala De Andrè di Ravenna. Un appuntamento a lungo atteso e che raccoglie per tre giorni importanti ospiti nel palazzetto ravennate per parlare in particolare di transizione energetica.

“L'urgenza di definire un percorso completo per raggiungere la neutralità dalle fonti fossili entro la metà del secolo richiede un impegno globale e trasversale di tutti gli attori coinvolti: responsabili politici, comunità scientifica, aziende, comunità degli investitori, istituzioni finanziarie e società civile”: si apre con queste parole l’adesione dell'Omc ai principi della Cop26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in programma a Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre. Un messaggio con cui l'Omc vuole ribadire “la volontà di svolgere un ruolo attivo nel processo di cambiamento, sostenendo l'adozione di tecnologie innovative e nuovi modelli di business in grado di favorire il percorso della transizione nei prossimi decenni in un rinnovato quadro normativo, e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sui temi energetici, climatici e ambientali, in particolare per le giovani generazioni”.

Dopo il taglio del nastro e il tradizionale giro di visita agli stand, si è aperta la sessione plenaria con l’introduzione del sindaco di Ravenna, Michele De Pascale. “Ravenna possiede, oltre al porto, due grandi vocazioni industriali: la chimica, soprattutto nel campo degli elastomeri e dell’economia circolare e il settore dell’energia, dell’offshore e delle attività marittime. I prossimi anni saranno strategici per i settori della produzione di energia, della chimica e del recupero dei materiali che si troveranno al centro di una vera e propria rivoluzione green. Ravenna rappresenta già oggi un punto di riferimento per l’innovazione nel settore energetico, ne è dimostrazione proprio questa rinnovata edizione di Omc, che diventa quest’anno Omc – Med Energy Conference, un appuntamento annuale dedicato al dibattito mondiale sulla transizione energetica. Dunque Ravenna ha davanti l’opportunità di avviare una nuova fase di guida nel settore energetico, soprattutto nella definizione di una strategia energetica nazionale non conservatrice, ma pragmatica, innovativa e nel contempo concreta e realizzabile, verso un futuro in cui l’energia sarà prodotta solo da fonti pulite, continuando a mantenere, nel frattempo, un posto di rilievo nella produzione del mix da fonti energetiche (gas naturale e rinnovabili)”.

“Abbiamo ampliato la nostra portata dell'evento, aprendo i suoi confini tradizionali a tutte le forme di energia, perché siamo fortemente convinti che l'interdipendenza e le partnership unite al dialogo e allo scambio di prospettive siano la ricetta per un futuro energetico concreto – ha detto la presidente di Omc, Monica Spada, nel suo intervento -. A questo proposito, è un onore per me annunciare che le autorità e le istituzioni energetiche dell'Europa e del Nord Africa, Company Ceos, associazioni internazionali, hanno approvato queste nuove ambizioni per Omc, abbracciando il paradigma energetico a 360 gradi in una prospettiva sostenibile a lungo termine e si sono uniti al comitato consultivo dell'Omc per supportare l'evoluzione della conferenza. Abbiamo lavorato per diventare un catalizzatore di idee attraverso alleanze multilivello con tutti gli stakeholders, istituzioni, aziende, giovani, favorendo e incoraggiando un mix di reti che portasse a un mix di competenze, esperienze e know-how. Crediamo fermamente che non ci sia un'unica soluzione, ma una serie di percorsi che devono essere esplorati prima di tracciare la tabella di marcia verso una transizione energetica giusta e inclusiva... Per questo abbiamo stretto alleanze con associazioni, istituzioni – nazionali e internazionali – che rappresentano diversi segmenti del settore energetico (biogas, solare, eolico, riciclo, CCUS) con l'ambizione di portare prospettive, know how e modelli operativi diversi intorno a un tavolo”.

“Il settore energetico – ha aggiunto - è quindi in fase di transizione dinamica: nel 2020, nonostante l'attuale contrazione, sono stati spesi più di 500 miliardi di dollari in tecnologie di transizione energetica, 800 miliardi se si considerano anche le attività di efficienza energetica, entro il 2050, il mondo dell'energia sarà sicuramente completamente diverso. L'efficienza energetica migliorerà fino al 60%, elettrificazione, energia rinnovabile -che quadruplicherà la capacità attuale fino a circa 11000 GW-, economia circolare, idrogeno che rappresenterà il 6-15% del mix energetico - e riutilizzo CCS e CO2 - che ridurrà circa 6-8 GtCo2 - sono alcuni dei principali driver dello sviluppo futuro. Ma la transazione richiede anche importanti aumenti di tutte le fonti di flessibilità e sinergia all'interno del settore energetico”.

Ai temi della cooperazione territoriale e della riconversione energetica hanno dedicato passaggi anche i tre ministri di Paesi mediterranei ospiti della mattinata: Tarek El Molla, Ministro del Petrolio e Risorse Minerarie dell’Egitto; Mohamed Oun, Ministro del Petrolio e Gas della Libia e Natasa Pilides, Ministro dell’energia di Cipro. “Siamo molto soddisfatti del fatto che alcune compagnie energetiche mondiali si siano mosse in Egitto per la prima volta proprio quest’anno – ha detto El Molla -. Sottolineo inoltre l’importanza della creazione nel 2018 dell’EMGF, East Mediterranean Gas Forum, e di aver stretto nel 2019 accordi con la commissione europea per lo sviluppo energetico. Per il nostro paese è fondamentale l’importanza della transizione verso le energie rinnovabili”.

“Nel campo dell’energia siamo di fronte a una serie di sfide che portano a un cambio di paradigma – gli ha fatto eco il libico Oun -. Dobbiamo riuscire ad attivare il cambiamento per diventare carbon neutral entro le prossime decadi. L’energia deve svilupparsi in maniera sostenibile, grazie alle nuove tecnologie”. E la ministra cipriota Poilides ha aggiunto: “Siamo un piccolo paese, e siamo in quella parte del Mediterraneo orientale che è individuata da molti studi come al centro di un hotspot climatico preoccupante. Anche per questo stiamo cercando di fare di tutto per accelerare il processo verso la green transition. Sarà fondamentale la collaborazione fra tutti i paesi di quest’area, per affrontare al meglio questa sfida energetica: ma io credo che dobbiamo essere ottimisti”. Parole a cui si è associata anche Kadri Simson, Commissario Europeo per l’Energia, collegata da remoto: “Uno dei punti fondamentali de nostro impegno sarà rivolto ad una collaborazione sempre più stretta con il sud del Mediterraneo”.

Nel corso del pomeriggio, fra le altre iniziative si è svolto l’incontro “Carbon Neutrality & Circular Economy: seeking new business models” in cui è stato presentato lo Schema Industriale Zero Waste ed è stato firmato un accordo di intenti tra Assorisorse (con il Presidente Luigi Ciarrocchi) e Fise Assoambiente (con il Presidente Chicco Testa). Al centro del dibattito la necessità di puntare su nuovi modelli di business basati su sviluppo sostenibile ed economia circolare, che integrino tecnologie e competenze, coinvolgendo operatori legati al mondo dell’energia e non solo, al fine di creare valore a lungo termine. Assorisorse e Fise Assoambiente hanno quindi firmato un accordo di intenti basato sulla collaborazione e il coordinamento delle rispettive iniziative dedicate all'innovazione nelle tecnologie e nei modelli di business. Le due Associazioni si impegnano ad elaborare studi, scenari e rapporti sull’energia e sull’ambiente, in particolare in relazione allo sviluppo di modelli avanzati di economia circolare, mettendo a sistema le competenze delle relative imprese Associate.

“Collaborare con Fise Assoambiente significa disegnare insieme un percorso pragmatico verso la Transizione Energetica. Un percorso fatto di progetti sostenibili dal punto di vista ambientale, economico e sociale che si basino su neutralità carbonica delle tecnologie, competenze e innovazione” ha commentato il Presidente di Assorisorse Luigi Ciarrocchi. Il Presidente di Fise Assoambiente Chicco Testa ha aggiunto: “Guardiamo con attenzione al paniere di tecnologie che le aziende associate ad Assorisorse possono mettere in campo per favorire l’economia circolare. L’innovazione tecnologica è la strada principale per contrastare il cambiamento climatico”.

Gli interventi e le proteste

"Un successo che dura dal 1993 e per il quale vanno ringraziati gli organizzatori, a cominciare dalla presidente Monica Spada e il Roca, che nel 1993 ha lanciato l’Omc e rappresenta le società ravennati che operano nel settore offshore, tra le quali eccellenze mondiali quali Rosetti Marino, i F.lli Righini, la Cosmi spa, Micoperi e altre eccellenti realtà che si sono sviluppate collaborando con Eni, Saipem e le principali aziende energetiche mondiali. E un grazie anche al sindaco Michele de Pascale, che ha sempre creduto nell’importanza della manifestazione e si è sempre impegnato perché Ravenna consolidasse il ruolo di città guida nel settore offshore - commenta Gianni Bessi, consigliere Pd Assemblea Legislativa Emilia-Romagna - È un segno importante dei tempi che l’incontro fra i rappresentanti deli stati, gli scienziati e i produttori di fonti energetiche si intitoli "Ripensare energia insieme, alleanze per un futuro energetico sostenibile": non c’è tempo da perdere per realizzare la transizione energetica, un percorso che deve vedere un’alleanza stretta fra la politica e l’economia in una dimensione, come mi sono permesso di ricordare più volte nei miei interventi, di alleanze e di collaborazioni. Nessuno da solo è in grado di mettere in campo politiche in grado di raggiungere la neutralità carbonica e chi partecipa all’Omc ha ben chiaro questo concetto. Per questo si parlerà di come trovare una strategia comunque, condivisa, che realizzerà la transizione senza ricorrere a soluzioni miracolistiche, puntando su un  mix energetico gas-rinnovabili che è l’unica strada, come ha compreso l’Unione europea, per uscire dall’emergenza climatica garantendo allo stesso tempo il funzionamento dell’economia. La politica è chiamata a scelte decisive e da questo punto di vista l’Italia, spesso in affanno su questi temi, pare avere compreso come ci si debba muovere e l’Omc ne è una prova. Quello che serve, come dimostrano i paesi che hanno già avviato il processo di transizione, è una forte volontà politica accompagnata da una presenza finanziaria disponibile a investitore sull’innovazione. Non solo lo stato come unico motore della transizione, quindi, ma tutto il sistema economico. Anzi, possibilmente, i sistemi economici in un accordo globale che permetta al mondo di raggiungere quella che, forse, sarà ricordata come la più grande rivoluzione dell’umanità".

I repubblicani di Ravenna hanno accolto Omc-Med con uno striscione: "E' chiaro a tutti noi che la transizione ecologica può essere fatta solo consolidando le peculiarità ravennati - dice Eugenio Fusignani, vicesindaco e capolista Pri - Se si spegne il gas, non si accende la luce, di questo siamo certi noi repubblicani. inoltre per Ravenna il comparto energia significa know how, posti di lavoro, conoscenze, relazioni, ovviamente giro d'affari importante e sviluppo. Siamo sicuramente favorevoli alla transizione ecologica, ma all'interno di un piano nazionale dell'energia che prenda in considerazione le peculiarità di Ravenna, capitale dell'energia. In generale, dunque, se non verrà più estratto gas dall’Adriatico, il nostro Paese dovrà importarlo da Croazia, Albania, Montenegro, che potranno così sfruttare i nostri stessi giacimenti: maggiori costi per il sistema produttivo e per le famiglie, oltre all’inevitabile, quanto drammatica, perdita di migliaia di posti di lavoro. Questo è l’effetto di scelte che anziché favorire lo sviluppo mediante efficaci politiche infrastrutturali, sostegno alla ricerca e impegno per una crescita in termini di competitività nazionale e globale, sono inclini ad adottare provvedimenti demagogici, propagandistici e confusi che nulla hanno a che vedere con il bene comune e la crescita del Paese. I Repubblicani nello stigmatizzare la mancanza di un giusto piano di politica energetica, ritengono che si debba mettere in campo un impegno maggiore, reale e concreto della Amministrazione Comunale, fondato su riscontri scientifici che indicano il gas naturale come una delle fonti più pulite ed affidabili".

"Lo striscione di benvenuto rappresenta anche il dovere di ringraziare imprese e visitatori della più grande manifestazione fieristica ravennate, che produce reddito per la città e promozione in tutto il mondo - afferma Giannantonio Mingozzi, candidato del Pri -. Il futuro energetico del nostro Paese dipende anche da come potremo utilizzare quelle risorse italiane di gasmetano che oggi ancora non beneficiano di nuove concessioni, ma proprio per questo il processo di transizione non può accantonare imprese per lo più ravennati che garantiscono occupazione, tecnologie all'avanguardia e capacità innovative riconosciute in tutto il mondo; a Ravenna, conclude il candidato dell'Edera, anche l'Università si è impegnata con il triennio di tecnologie dell'offshore e dell'oil&gas a formare le nuove leve del domani e come repubblicani continueremo sempre  a difendere occupati e imprese di un settore così importante per l'industria italiana e per il nostro fabbisogno di energia, l'unico in grado di contrapporsi all'aumento delle bollette ed alla concorrenza internazionale che fa il bello ed il cattivo tempo sui prezzi delle materie prime".

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Alcune decine di attivisti e ambientalisti hanno poi accolto i partecipanti all'inaugurazione con striscioni di protesta. Il presidio, convocato dalla campagna Per il Clima Fuori dal Fossile, Legambiente e Fridays for Future, ha visto la partecipazione anche di alcune delegazioni provenienti da fuori Ravenna e ha avuto come contenuti principali il progetto di cattura dell'anidride carbonica proposto da Eni e le autorizzazioni a nuove trivellazioni nella Bassa Romagna. Quest'anno, essendo ospiti della conferenza anche rappresentanti dei governi egiziano e libico, si è estesa la tematica anche sul versante dei diritti e della solidarietà ricordando Giulio Regeni, Patrik Zaki e le persone migranti detenute nei lager libici. La mobilitazione continuerà nei prossimi giorni e nei prossimi mesi, raccordandosi anche con le scadenze di Milano (30 settembre, 1 e 2 ottobre) e con la Manifestazione Nazionale di Roma prevista per il 9 ottobre, alle quali parteciperanno delegazioni ravennati.

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Il programma di martedì 29 settembre

09.00 Panel Session: Trasformare i modelli di sviluppo per un futuro energetico low carbon; Presentazione di scenario: Samantha Mcculloch, Direttore Dept CCUS - IEA, Moderatore: Francesca Verga – Politecnico Torino

9.30 – 10.30 Panel istituzionale con Andy Samuel, Chief Executive OGA; Jill Morris, Ambasciatrice UK; Rappresentante Istituzionale; Angus J. Gillespie, Responsabile Affari Europei, Global CCS Institute

10.30 – 11.30 Business panel con Torger Rød, CEO Var Energi; Maurizio Coratella, COO Saipem; Cosma Panzacchi, EVP Business Unit Hydrogen, Snam; Luigi Ciarrocchi, CCUS & Forestry Director, Eni; David Nevicato, Director CCUS Business Development & Partnership TotalEnergies; Giuseppe Greco, Head of Engineering, Technology, Decommissioning and Energy Transition Department, Energean

11.45– 13.15 Sessioni tecniche: Process, Hydrogen, Case studies 1, Engineering

14.30– 16.00 Sessioni tecniche: Data Optimization, CCUS, Case Studies 2, Exploration

16.30– 18.00 Sessioni tecniche: Asset, GHG Reduction, Geology&Geophysics, Case Studies 3

11.00 – 18.00 Innovation Room- Energy Hackathon @OMC in collaborazione con SPE Italy e Accenture

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