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Tasse, Confcommercio Lugo: "Sulla tari più fatti e meno parole"

In questi giorni viene recapitata alle imprese l’ennesima bolletta della Tari, la tassa sui rifiuti: una rata con scadenza a fine settembre, che riguarda i mesi di luglio, agosto e settembre

In questi giorni viene recapitata alle imprese l’ennesima bolletta della Tari, la tassa sui rifiuti: una rata con scadenza a fine settembre, che riguarda i mesi di luglio, agosto e settembre. “E’ una ulteriore mazzata alle imprese che nel giro di neanche tre mesi hanno dovuto pagare a giugno gli importi degli ultimi tre mesi del 2013, a luglio i primi 6 mesi del 2014 e adesso il secondo trimestre 2014: 12 mesi di tassa sull’immondizia, oltretutto con incrementi che vanno dal 20% in su”, è l’amara constatazione del presidente di Confcommercio Ascom Lugo Domenico Brunori.

“Insieme alle altre Associazioni di Impresa abbiamo chiesto ai sindaci e alle amministrazioni Comunali di rivedere il carico sulle imprese, anche in considerazione del fatto che in tempi di crisi come l’attuale non vi è aumento ma diminuzione della produzione dei rifiuti, come dice il buonsenso ancor prima dei dati. Pur dando atto che a fine luglio qualcosa si è mosso – prosegue Brunori -, quando i Comuni hanno adottato una prima delibera per smussare i picchi tariffari, comprende chiunque che far pagare oltre 18 euro per metro quadrato un ristorante di questi tempi – con un incremento del 20% circa sull’anno scorso – è qualcosa che non sta da nessuna parte. Ed i ristoranti sono solo un esempio: ci sono anche i bar, il commercio al dettaglio di frutta e verdura, fioristi, ma anche imprese commerciali e artigianali con molta superficie scoperta: così non si può andare avanti, e per alcune attività ciò sarà la mazzata finale verso la chiusura.”

“Di fronte alla gravità della situazione – conclude il Presidente Brunori - chiediamo alle Amministrazioni Comunali di riprendere il confronto senza ritardo. Le nostre richieste vanno dal riequilibrio della tassa fra utenze domestiche ed extradomestiche – su scala provinciale attualmente le imprese che pagano il 40% del servizio occupano il 30% delle superfici – alla previsione di un fondo di sostegno apposito per le imprese in difficoltà, ad una maggiore incisività nei tavoli regionali in cui si discute il compenso al gestore Hera per finire con un impegno verso il legislatore nazionale a modificare una normativa che prevede coefficienti assurdi per le imprese”

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