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Domenica, 26 Maggio 2024
Economia

Dagli imprenditori ravennati critiche al piano aria della Regione

È questa la principale osservazione che il Tavolo degli imprenditori della provincia di Ravenna muove al documento prodotto dalla Regione in una nota politica inviata a sindaci e presidente della Provincia

 "Il Piano aria integrato regionale 2020 deve tenere conto non solo delle ricadute ambientali, come è ovvio, ma anche di quelle economiche su attività e ambiti produttivi, visto anche il perdurare di un quadro congiunturale negativo che condiziona e limita gli investimenti delle imprese". È questa la principale osservazione che il Tavolo degli imprenditori della provincia di Ravenna muove al documento prodotto dalla Regione in una nota politica inviata a sindaci e presidente della Provincia.

Il Tavolo, si legge in una nota, "intende contribuire in maniera propositiva all’elaborazione del Pair 2020 e per questo sottolinea che il documento della regione contiene alcuni punti critici: la previsione della dinamica a ‘saldo zero’ per l’industria, le eccessive misure restrittive riguardanti il comparto agricolo, le misure relative al traffico cittadino e alla limitazione all’interno dei centri abitati. Inoltre, le misure contenute nel "Pair" intervengono sulla situazione emiliano-romagnola senza tenere conto di ciò che accade nelle regioni limitrofe: questo, oltre a vanificare gli effetti positivi sull’ambiente, determina anche un dumping ambientale a favore di altri territori".

Nello specifico, "riguardo il ‘saldo zero’ per il settore industriale è impossibile raggiungere ulteriori miglioramenti rispetto ai limiti imposti in fase di autorizzazione ambientale dalla Provincia di Ravenna, visto che l’incidenza reale dell’industria nella produzione di inquinanti atmosferici è solamente del 12% sul totale. In questo senso, si dovrebbe puntare a misure per incentivare il miglioramento dei cicli produttivi nell’ottica del raggiungimento di una minore emissione inquinante per unità di prodotto".

Per quanto riguarda il settore agricolo, che ha già raggiunto un livello di eccellenza ambientale rispetto a quelli di altre regioni, "preoccupano le misure riguardanti la copertura di vasche e lagoni di stoccaggio negli allevamenti, l’acquisto dei mezzi idonei allo spandimento per migliorare le emissioni in atmosfera e il rinnovo dei mezzi agricoli ritenuti superati. Sono interventi potenzialmente irrealizzabili, perché comporterebbero un aggravio di costi non sostenibile da parte delle aziende della provincia, se non accompagnato da adeguati incentivi economici".

Per quanto riguarda la limitazione del traffico nei centri abitati, "le perplessità e le modifiche richieste si concentrano sull’accessibilità ai Centri storici, visto che le limitazioni al traffico sarebbero addirittura estese ai Centri abitati. Inoltre, l’adozione di soluzioni per limitare il traffico di veicoli è risultata già precedentemente inefficace per raggiungere gli obiettivi, specialmente se il limite è definito da un arco temporale molto lungo (1 ottobre – 31 marzo), comprensivo del periodo di festività natalizie (da scongiurare almeno dal 1 dicembre al 6 gennaio)". 

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