Turismo, l'indagine: Cervia scelta per convivialità, eventi, spiagge e "coccole" ai turisti

La difficile situazione economica dettata dall’emergenza Coronavirus ha modificato le modalità con cui gli italiani vanno in vacanza, un turismo di prossimità, “mordi e fuggi” che vede Cervia tra le destinazioni obiettivo degli italiani

La difficile situazione economica dettata dall’emergenza Coronavirus ha modificato le modalità con cui gli italiani vanno in vacanza, un turismo di prossimità, “mordi e fuggi” che vede Cervia tra le destinazioni obiettivo degli italiani che quest’anno andranno in vacanza nelle località di mare (1 su 2). Il tavolo di discussione è aperto, a settembre ci sarà un primo bilancio di questi mesi estivi e la cabina di regia che vede all’opera il Comune di Cervia, la Cooperativa Bagnini, gli istituti di credito e Nomisma, con la collaborazione delle Regione Emilia Romagna, deciderà le misure e le risorse necessarie per una ripartenza sostenibile del territorio.

Cosa stava succedendo in Italia prima dello stop forzato?

Il valore del turismo per il paese, tra effetto diretto ed indiretto, nel 2019 ha rappresentato il 13% del Pil. Prima del Covid-19, nel mese di gennaio 2020 gli arrivi in Italia sono stati l’11% in più rispetto all’anno precedente e le presenze cresciute del 9%, nel primo bimestre le elaborazioni su dati Istat mostrano complessivamente un +1,5%, coerente con il macro trend internazionale ed in particolare europeo evidenziato dal World Travel Tourism Council, che ha visto crescere il contributo di turismo e viaggi a supporto del Pil del 2,4% tra 2018 e 2019.

La stagione primaverile, un primo allarme per un settore chiave per l’Italia

Il turismo è stato duramente colpito durante la stagione primaverile, in Italia tra marzo e maggio sono mancati all’appello 81 milioni di presenze tra italiani e stranieri, il 20% delle presenze annuali nelle strutture alberghiere. Una situazione con conseguenze economico-sociali rilevanti se si pensa che è di 3 milioni il numero in capitale umano e che nel solo mese di aprile sono stati 106 mila i posti di lavoro stagionali che sono venuti a mancare secondo Federalberghi. Una volta terminata la cassa integrazione, le conseguenze interesseranno anche i dipendenti a tempo indeterminato, inevitabili quindi le ripercussioni a cascata sul potenziale di acquisto di queste famiglie.

Il turismo in Italia nell’estate 2020, la ripresa si sposta al 2023

Si stima che la stagione 2020 si chiuderà con il 71% di presenze turistiche in meno rispetto al 2019 (Federalberghi), questo porterà ad una contrazione di 29,1 miliardi della spesa complessiva, di cui 14,4 miliardi nel settore ristorazione e servizio bar. La ripresa del turismo ai livelli del 2019 vede l’orizzonte allungarsi al 2023, con una risalita della spesa media (+10%) nello scenario base, rispetto all’andamento di arrivi e presenze. Nell’estate 2020 andrà in vacanza un italiano su due, un piccolo tesoretto se si pensa che 9 italiani vacanzieri su 10 sceglieranno l’Italia e il 6% l’Emilia Romagna. La regione, tra le 5 regioni più visitate del 2019, difende con forza la propria posizione nel 2020.

Gli italiani e le destinazioni di mare, un amore duraturo

La survey Nomisma Turisti del mare “Progetto Riviera 2020” evidenzia come la relazione tra italiani e destinazioni di mare italiane sia stretta, il 78% sceglie il Bel Paese, l’Europa è una meta frequente solo nel 27% dei casi, 30% se si osservano i Millennials; le esperienze nei territori extra europei interessano, ma solo nel 12% dei casi. Mare e ancora mare, il 44% degli italiani compie tra i 2 e i 3 viaggi l’anno, trascorrendovi in media 7,5 notti, sono il 26% coloro che sono riusciti ad organizzare un viaggio di almeno 3 settimane. I Millennials in particolare (58%) hanno definito il proprio orizzonte temporale in una settimana. Nelle estati dell’ultimo triennio, le strutture alberghiere sono state la soluzione scelta dal 70% dei turisti del mare (risposta multipla) e dall’89% dei turisti che hanno scelto Cervia come destinazione marittima, con una propensione per il lusso per il 28% dei vacanzieri. Nell’estate 2020 questa opzione rimane ancora la preferita, sinonimo di fiducia nelle disposizioni di sicurezza adottate - a soggiornare in hotel sarà il 58% dei vacanzieri - essendo cresciuto l’interesse per la seconda casa o quella di amici e parenti, così come appare in lieve aumento l’appartamento per vacanze. E la spesa per l’alloggio? Positiva la risposta dei turisti di Cervia che da sempre hanno riconosciuto un maggiore valore alla località decidendo di spendere un importo mediamente superiore, soprattutto per ciò che riguarda la fascia medio alta delle strutture ricettive. Si riduce la spesa complessiva della vacanza, l’analisi di scenario vede una contrazione tra il 15% e il 20% per gli italiani e tra il 10% e il 15% per gli stranieri.

L’estate degli italiani tra Italia, mare e Cervia

Nell’estate 2020, il 53% degli italiani che hanno frequentato destinazioni di mare nell’ultimo triennio ha deciso che effettuerà un viaggio per vacanza, sono i Baby Boomers (55-65 anni) ad essere più restii (45%), gli indecisi dell’ultimo minuto rappresentano il 14%. Per coloro che scelgono di non partire, ad incidere in un caso su due è la paura di un possibile contagio durante il viaggio e nel 46% dei casi è la situazione economica della famiglia che non lo consente. Sarà un’estate all’insegna del tricolore, il 97% ha deciso di restare in Italia; saranno vacanze di prossimità, il 40% rimarrà nella stessa regione in cui vive e il 34% in una regione limitrofa. Cervia è tra le destinazioni richieste, in particolare da coloro che risiedono nel Nord Est. Tra i driver che spingono i turisti a scegliere Cervia rispetto ad altre destinazioni marittime emergono le occasioni di convivialità come il poter pranzare o cenare fuori (70% vs 64%), la possibilità di passeggiare o organizzare escursioni in bicicletta (59% vs 48%) e la partecipazione ad eventi e manifestazioni in luoghi aperti (56% vs 49%).

Non solo lo “stare bene” e la ricerca di una “nuova normalità”, per i turisti che scelgono Cervia la sicurezza assume un ruolo centrale nella progettazione della vacanza, garanzie quali il distanziamento anche nelle aree comuni (77%), il personale con mascherina e guanti (74%) e i certificati di sanificazioni (70%) appaiono prioritarie, in particolare questi ultimi, soprattutto per coloro che hanno figli (77%), così come la presenza di poche persone nella struttura (78% vs 66%) e la possibilità di avere la colazione servita al tavolo (68% vs 63%), elemento prioritario anche per coloro che decidono di soggiornare in hotel di lusso (78% vs 63%). Elementi smart come il check out online (74% vs 60%) e i pagamenti contactless (68% vs 60%) assumono un’importanza superiore per coloro che frequentano hotel di lusso.

Il rapporto con le spiagge di Cervia

L’88% dei vacanzieri a Cervia frequenterà spiagge attrezzate ed organizzate, percentuale ben diversa se si osserva che in media un italiano su due frequenterà la spiaggia libera. Alla luce dell’emergenza sanitaria, alcuni servizi si dividono tra l’essere un presidio per la sicurezza e una “coccola”, come la possibilità di consumare in spiaggia il pranzo preparato dall’hotel (56%), soprattutto se di lusso (76%) e l’istituzione di aree ad accesso ridotto (59%), particolarmente importanti per chi si affida ad hotel a 4 o 5 stelle (71%). Il 48% ricerca inoltre la tranquillità per l’intera famiglia, il relax deriva anche dall’attività di animazione per i figli durante la giornata, elemento ancora più importante quando si alloggia in una categoria di hotel superiore (66% vs 48%).

Cosa pensano gli operatori della riviera di Cervia?

Lo studio condotto sugli operatori della filiera del mare descrive un quadro confermativo delle intenzioni dei turisti, si nota un “turismo di prossimità” e in alcuni casi un “turismo mordi e fuggi” che rischia di contenere la spesa dei turisti italiani e stranieri. Gli stabilimenti balneari hanno visto l’annullamento di prenotazioni stagionali provenienti dalle zone più colpite dal virus (Lombardia) e questo ha inevitabilmente comportato una maggiore attenzione al numero di risorse a supporto dell’attività, in alcuni casi anche il 30% in meno.

Gli hotel, che hanno attivato molteplici misure per la sicurezza, dall’autoriduzione del numero di camere disponibili, al distanziamento dei tavoli, ai certificati di sanificazione, confidano nel mese di agosto, dove abitualmente si concentra il 30% delle presenze della stagione, per poter ribilanciare almeno parzialmente la situazione economico-finanziaria delle attività, dopo che ad aprile e maggio, così come affermato anche dai ristoratori, è “mancato l’ossigeno” che serve per poter avviare al meglio la stagione.

La situazione appare ancora più complessa per gli esercizi commerciali, che per modello di business, soprattutto nel campo dell’abbigliamento, vedono un importante anticipo delle uscite di cassa rispetto alle entrate. Si stima un calo del fatturato tra il 50% e il 60%, sostenuto dai “turisti del weekend”, situazione che potrebbe potenzialmente essere ben più grave se si verificasse una nuova chiusura del paese. La priorità è la richiesta di liquidità per operare nel quotidiano unitamente alla possibilità di poter ripianare l’indebitamento nel medio lungo periodo, così come gli adempimenti fiscali nei confronti del Comune. Per il 47% delle imprese il finanziamento a medio lungo termine rappresenta lo strumento più utilizzato, ancora più rilevante per gli stabilimenti balneari (57%) e le strutture ricettive extra-alberghiere (62%) e per il 46% delle imprese proprio questo strumento aumenterà la propria centralità nel prossimo futuro. Ad oggi, le parole chiave e gli strumenti più utili a supportare la sostenibilità economica dell’impresa sono rappresentati dalla riduzione dell’importo della Tari (85%) elemento particolarmente gravoso sul bilancio delle attività del mare, l’azzeramento degli interessi passivi per i mutui con fidi (79%), la rateizzazione degli adempimenti fiscali nel 2020 (71%), ma ancora di più oltre l’anno, nel 2021 e 2022 (77%).

Quale fotografia per la riviera di Cervia nell’estate 2020?

Lo studio effettuato da Nomisma ha consentito di creare un modello di scenario sull’impatto del Covid-19 sulla filiera del mare di Cervia, a seguito dello shock subito al quale vuole reagire grazie all’impegno di tutti i soggetti chiamati in causa. Per ciò che riguarda il turismo domestico, in uno scenario soft in cui i contagi sono in calo, si prevede che il 77% di chi è stato a Cervia negli ultimi 2-3 anni andrà in vacanza, riducendo a circa 4 notti la permanenza media. Si attendono complessivamente 312.000 arrivi in meno e una riduzione di 1,3 milioni delle presenze. In un ipotetico scenario stressed, in cui si fosse verificato un nuovo picco a settembre, un pre allarme sul numero di contagi in agosto e il ripristino ad ottobre delle misure restrittive, il crollo delle presenze sarebbe potuto essere di 2,2 milioni. La lente di ingrandimento sui turisti stranieri vede un -65% delle prenotazioni aeree tra maggio e ottobre in uno scenario soft, che corrisponde a una diminuzione di 51 mila arrivi e un decremento delle presenze pari a 278mila. Il ruolo degli alberghi, seppur prioritario si riduce, portando complessivamente il fatturato stimato tra i 240 e i 260 milioni di euro a ridursi del 49%, con un effetto inevitabile sul numero di strutture che potrebbero essere messe in vendita al termine della stagione.

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Il Comune di Cervia, data la situazione che ha colpito la riviera e le attività turistiche che rappresentano la linfa della città, non è rimasto in disparte. Da un lato, grazie anche al supporto ricevuto dal Governo, ha stanziato immediatamente fondi a supporto di famiglie e imprese per circa un milione di euro, dall’altro ha provveduto ad una dilazione degli adempimenti fiscali entro il 2020. Pur ricordando le priorità in quanto amministratore del territorio, il Comune ha però guardato al proprio bilancio ragionando in una logica di impresa, sono state stimate le minori entrate correnti, derivanti in modo importante dal turismo, la sola tassa di soggiorno vale 3,2 milioni e sono state individuate le spese correnti congelabili per mantenere il bilancio in equilibrio, sapendo che i capitoli riguardanti la tutela della persona e delle famiglie, le imprese e le attività commerciali, così come le spese per la promozione del turismo, rappresentano pilastri intoccabili per poter consentire alla cittadinanza di proseguire nelle proprie attività durante questa stagione più corta delle altre.

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