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Turismo Verde-Cia si appella al Governo: "Subito misure per la "fase 2" degli agriturismi"

Coronavirus e Agriturismi: persi 1,4 mld di fatturato delle oltre 23mila strutture agrituristiche italiane, un sistema di 100mila addetti

Cia Romagna sta monitorando la situazione degli agriturismi del territorio romagnolo, che riscontrano gli stessi problemi del livello nazionale: fatturato a picco, cancellazioni di cerimonie, pernottamenti e ristoro, blocco delle attività delle fattorie didattiche. In molti casi si registra anche una drastica riduzione degli addetti. "Gli operatori agrituristici fanno impresa puntando sulla tutela e la promozione dell’agricoltura, dell’ambiente e dell’agroalimentare italiano. In tal modo offrono un grande contributo anche alla promozione del turismo - afferma Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna -. Cia chiede che nella definizione della ‘fase 2’ per la ripresa delle attività produttive del nostro Paese, anche il sistema agrituristico riceva la giusta attenzione. Attraverso Turismo Verde, l’Associazione per la promozione agrituristica di Cia, proseguiamo il confronto con il Governo, confronto e impegno che portiamo avanti quotidianamente anche con le Istituzioni locali".

Turismo Verde, l’associazione per la promozione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani, fa appello al Governo affinché si tuteli uno dei comparti agricoli e turistici tra i più colpiti dall’emergenza Coronavirus, con un fatturato annuo di circa 1,4 miliardi azzerato in poche settimane di pandemia. Nell’esigenza di capire non solo quando ripartire, ma anche come riorganizzare i servizi ricettivi, distintivi delle oltre 23 mila strutture agrituristiche italiane, Turismo Verde-Cia chiede ora al Governo "di predisporre nuove misure a integrazione di quelle positivamente già introdotte e necessarie a garantire la sopravvivenza degli agriturismi anche nel medio e lungo periodo". Per Turismo Verde-Cia, infatti, con le fattorie didattiche blindate alla riapertura delle scuole, i soggiorni e la ristorazione ancora vincolati a significative misure restrittive, l’attività agrituristica è praticamente azzerata e tale da richiedere la cancellazione della tassa sui rifiuti (Tari) e la sospensione, almeno fino ad aprile 2021, dei vari versamenti previdenziali e contributivi, così come delle rate dei mutui. 

La “fase 2” degli agriturismi, secondo Cia, "dovrà far fronte ai danni diretti e alla mancanza di liquidità da parte delle imprese agrituristiche. Le penali e le cancellazioni delle prenotazioni di pernotti e ristoro delle festività pasquali che rappresentano il primo picco di ogni stagione agrituristica, così come ora, per le giornate del 25 Aprile e 1° Maggio; le cancellazioni delle cerimonie; la grande incognita della stagione estiva, presentano al settore, costi insostenibili". Turismo Verde-Cia chiede, dunque, "di predisporre coperture che siano congrue, un’indennità equa e corrispondente al fatturato dell’azienda nello stesso periodo dello scorso anno, attingendo per esempio ai fondi Psr già stanziati dall’Ue, sbloccando le graduatorie Psr di quest’anno per gli investimenti in agriturismo e ampliando l’importo di spesa per accogliere più domande". 

Inoltre, in vista della graduale riapertura, è urgente per Turismo Verde-Cia "fare il punto su un chiaro protocollo di sicurezza in agriturismo, attraverso la costituzione di un tavolo tecnico con operatori sanitari e del comparto agrituristico. Questi ultimi, infatti, volendo tornare ad accogliere clientela nel rispetto delle disposizioni del Governo, si troveranno a sostenere nuovi investimenti e avranno bisogno di farlo in modo chiaro e mirato, senza disperdere risorse". A tal proposito, Turismo Verde-Cia, chiede che le imprese agrituristiche "vengano supportate con mutui a tasso zero, garantiti dello Stato e con agevolazioni nell’accesso al credito. Servono soluzioni gestionali snelle che tengano conto della multifunzionalità degli agriturismi, alle prese anche con stringenti regole urbanistiche e igienico-sanitarie".

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