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Domenica, 29 Maggio 2022
Economia

Un convegno di Cna sulla rigenerazione del settore edile

Da tempo è noto che il 40% delle emissioni CO2, proviene dall’edilizia e che gli immobili costruiti nel secondo dopoguerra, sono quelli maggiormente dispersivi

Giovedì, alle ore 9.30, presso la sala “Bedeschi” della CNA provinciale in viale Randi, 90 le CNA dell’Emilia Romagna e di Ravenna promuovono il convegno “Le 5 erre: restauro, recupero, ristrutturazione, rigenerazione e ricerca per il rilancio del settore Costruzioni. Aprirà i lavori Walter Alessandrelli, presidente di CNA Costruzioni Ravenna. Seguiranno le relazioni di Rudi Fallaci, Tecnicoop Società Cooperativa Bologna e Ferdinando Fabbri, Studio TI Società Cooperativa Rimini.

Sarà poi la volta degli interventi di Daniele Bambi, sindaco di Castel Bolognese – Unione dei Comuni della Romagna Faentina; Mirco Bagnari, sindaco di Fusignano; Roberto Zoffoli, sindaco di Cervia; Gabrio Maraldi, assessore all’Urbanistica del Comune di Ravenna; Roberto Franchini, presidente di CNA Costruzioni Emilia Romagna. Le conclusioni saranno affidate a Massimo Mazzavillani, vicedirettore della CNA di Ravenna. Riqualificare gli edifici dispersivi e realizzare una nuova qualità dell’abitare. Il degrado di molti quartieri, il livello di inquinamento, la mancanza di sicurezza di migliaia di immobili impongono l’obbligo di ridisegnare e ricostruire in modo sostenibile e in un’ottica ambientalmente compatibile gran parte del patrimonio edilizio della nostra regione e della nostra provincia.

E’ questo l’obiettivo del progetto messo a punto da CNA Costruzioni Emilia Romagna insieme a Unipol che verrà presentato anche a Ravenna giovedì. Da tempo è noto che il 40% delle emissioni CO2, proviene dall’edilizia e che gli immobili costruiti nel secondo dopoguerra, sono quelli maggiormente dispersivi. Occorre, dunque, intervenire con progetti innovativi sia sul piano tecnico che finanziario. “Non stiamo parlando di un futuro lontano, ma di ciò che è possibile fare già ora e subito – sottolinea  Roberto Franchini, presidente regionale di CNA Costruzioni.

“La fattibilità del nostro progetto – continua Franchini - può essere immediata, utilizzando gli attuali strumenti urbanistici e la normativa vigente sul partenariato fra Enti Locali e privati. Come CNA riteniamo che, anziché prevedere il consumo di nuovo territorio, si debba rigenerare il patrimonio edilizio invecchiato, sia residenziale che produttivo che alberghiero, anche come occasione per ridisegnare le nostre città. Il progetto di CNA Costruzioni Emilia Romagna prevede di poter rilanciare il settore delle costruzioni attraverso le cosiddette 5 R: restauro, recupero, ristrutturazione, rigenerazione e ricerca”.

“Siamo consapevoli – sottoline Walter Alessandrelli, presidente di CNA Costruzioni Ravenna - che c’è una quota rilevante di strutture edili ad uso residenziale, commerciale e produttivo, costruite negli anni ’50 e ‘60, che deve essere riorganizzata e ristrutturata per realizzare una diversa qualità dell’abitare e rientrare nei parametri di sostenibilità ambientale ed energetica previsti dalla Direttiva europea. E’ quindi possibile percorrere strade nuove per migliorare la vivibilità, l’estetica, la sicurezza di interi quartieri. L’analisi di fattibilità ha individuato diversi modelli ed evidenziato precise ipotesi di intervento: ristrutturazione, sostituzione, abbattimento e ricostruzione, valutando la differente distribuzione di costi e benefici nella catena del valore. Questo ridisegno urbano dovrà considerare anche l’impatto ambientale e, quindi, il riciclo dell’acqua, il recupero dei rifiuti, oltrechè il miglioramento apportato alla mobilità e alla sicurezza antisismica.”

Una proposta ambiziosa che consente di sperimentare tipologie costruttive e materiali innovativi, creando una domanda che la dinamica spontanea del mercato altrimenti non creerebbe, in sostanza una nuova ottica dell’abitare.
 

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