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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Economia Faenza

Faenza, vertenza Cisa nuovo vertice al Ministero tra sindacati e direzione

Da mesi i sindacati, ed anche l'Ugl, chiedono di ridiscutere il piano degli esuberi e tengono duro sul mantenimento dell’organico.

Nuova “puntata” della trattativa sulla vertenza Cisa che ha preso il via in estate ed è entrata nel vivo a luglio con una serie di incontri al Ministero dello Sviluppo economico, dove la multinazionale Allegion ha presentato il piano industriale per i prossimi tre anni che prevede investimenti per 17 milioni di euro tra Faenza e Monsampolo , ma anche 258 potenziali esuberi. Da mesi i sindacati, ed anche l'Ugl, chiedono di ridiscutere il piano degli esuberi e tengono duro sul mantenimento dell’organico.

"In discussione la vicenda dei 238 dipendenti Cisa, dello stabilimento faentino, sui quali la proprietà, la multinazionale irlandese Allegion, con sede a Dublino, ha annunciato in piena estate (a giugno) un traumatico taglio occupazionale da sommare ai 20 esuberi calcolati nella sede di Ascoli in seguito al trasferimento di alcune attività - afferma Gerardo Fasulo, segretario della Ugl metalmeccanici Forlì-Cesena e Rimini -. E le risposte concrete sono attese nei tre appuntamenti (il 2, l' 11 ed il 15 settembre) già fissati al Ministero dello Sviluppo economico. Nel primo vertice di mercoledì, alla presenza del Mise, dei manager Allegion/Cisa, del sindaco di Faenza e dei sindacati (presente per l'Ugl il segretario nazionale Paolo Di Giovine), l'azienda ha manifestato “una certa apertura” e si è dichiarata disponibile ad aprire un ragionamento sull'eventuale modifica del piano industriale. Giovedì nell'assemblea per i lavoratori della Cisa di Faenza - vista l'ampia partecipazione s'è svolta nel Pala Cattani di Faenza i sindacati Cgil, Cisl e Ugl hanno aggiornato sull’esito dell’incontro di mercoledì a Roma".

 Fasulo ha spiegato ai lavoratori che a Faenza la multinazionale irlandese Allegion propone di riqualificare complessivamente 23 addetti in mansioni e attività di ricerca, sviluppo e marketing. Ed agli altri restanti lavoratori in esubero si propone la possibilità di fruire degli ammortizzatori sociali , della mobilità volontaria con l'incentivo all'esodo, e un'annualità. “Come sindacato manteniamo ferma l'intenzione di puntare alla difesa del massimo livello occupazionale e combatteremo per evitare che l'azienda operi con iniziative unilaterali sulla vocazione del sito di Faenza. L'Ugl chiede di ridiscutere il piano degli esuberi e tiene duro sul mantenimento dell’organico e ad oggi non garantisce accordi se non verranno mantenuti i due impegni. Siamo pronti a dare battaglia se ci chiederanno di firmare la cassa integrazione senza salvaguardare i livelli massimi di occupazione”, afferma Fasulo.  

“Ci sono le condizioni affinché Faenza rimanga sede di uno stabilimento produttivo e non solo centro locale per uffici e punto di ricerca e sviluppo o logistica come è stato paventato dalla proprietà”, conclude Fasulo, sottolineando la linea dura di battaglia: “il sindacato Ugl sarà disposto ad avallare ogni iniziativa di protesta come scioperi o picchetti che i lavoratori vorranno eventualmente organizzare a tutela del proprio posto di lavoro”.  

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