Martedì, 19 Ottobre 2021
Economia

Vertenza Ferrari, lavoratori a casa e straordinari in fabbrica. Sgb: "Traditi i valori cooperativi"

Dei 31 dipendenti in esubero, oggetto dell’accordo con Marcegaglia e La Cisa, ad oggi solo 15 sono stati assunti alle dirette dipendenze della società La Cisa

La vertenza per trovare soluzione all’esubero della società Ferrari Logistica registra una nuova fase di stallo. Dei 31 dipendenti in esubero, oggetto dell’accordo con Marcegaglia e La Cisa, ad oggi solo 15 sono stati assunti alle dirette dipendenze della società La Cisa, mentre – a detta del sindacato dei cobas SGB – si registra “totale chiusura da parte delle aziende che a vario titolo sono coinvolte nelle attività ex Ferrari per i restanti lavoratori (16 a tempo indeterminato e 5 a tempo determinato)”.

Spiega una nota del sindacato: “Eppure ci sarebbe bisogno della loro presenza nello stabilimento: da giorni sia ai lavoratori della CISA ma in particolare a quelli della CO.FA.RI. viene chiesto di fare straordinari per fare fronte alle esigenze del cantiere; inoltre, altre società impegnate in diverse porzioni dell’ex contratto Ferrari hanno assunto dalla fine di agosto ad oggi un numero significativo di personale (superiore al numero dei lavoratori oggi ancora in esubero). Per queste ragioni i lavoratori ex Ferrari, ora dipendenti de La Cisa, hanno dichiarato lo stato di agitazione e lo sciopero totale degli straordinari, aggiornandosi per il prossimo martedì per valutare le eventuali ulteriori iniziative”.

Continua la nota: “Ancora una volta il principale ostacolo alla soluzione dell’esubero ex Ferrari è rappresentato da CO.FA.RI. che, in una nota a questa organizzazione sindacale, ha comunicato di non avere alcun obbligo di responsabilità solidale nei confronti dell’esubero e di avere in forza un organico più che sufficiente a fare fronte alle esigenze organizzative, non potendo quindi procedere ad altre assunzioni. Si da il caso però che, mentre inviava via fax la nota, con altra linea telefonica contattava i lavoratori in esubero, iscritti a SGB, per proporgli ancora una volta contratti a tempo determinato e richiedeva ai propri dipendenti impegnati in Marcegaglia di fare un numero sproporzionato di ore di straordinario”.

“Bene, per quello che servirà, vogliamo rivolgerci con franchezza a questa storica cooperativa ravennate. Sappiamo della professionalità dei vostri soci e della qualità dei vostri servizi. Non condividiamo la vostra filosofia aziendale, ma finché sta bene alle vostre assemblee non possiamo farci niente. Della responsabilità solidale di legge a cui vi richiamiamo saranno altri a decidere: sarà la legge a dirci se avete o meno gli obblighi su cui noi insistiamo. Di certo è che c’è una responsabilità solidale a cui state venendo meno: quella responsabilità solidale che è propria del movimento cooperativo, anche quando ottiene un subappalto”.
“La storia del movimento cooperativo a Ravenna nasce proprio con la gestione di un subappalto: quello della bonifica delle paludi di Ostia. 500 braccianti partirono da Ravenna alla ricerca di un lavoro e arrivati ad Ostia trovarono un paese deserto, l’unico abitante li accolse con la frase: ‘disgraziati, qui non vive nemmeno il diavolo’. Molti volevano abbandonare la Cooperativa e così il loro presidente Armuzzi li spronò dicendogli: “pensavate di avere trovato l’Osteria della Betta” (per dire: agi e mollezze) e richiamò tutti alla responsabilità e al sacrificio del lavoro. Furono non solo un esempio di dedizione al lavoro, ma stupirono Re, Papa e romani per il senso di responsabilità e solidarietà. Ben diverso da come si sta comportando CO.FA.RI. nella gestione del subappalto alla Marcegaglia”.

“Nel vostro subappalto non avete trovato alcun deserto. In quell’attività lavoravano operai responsabili e con grande professionalità, “una forza lavoro fatta di gente seria e capace”, come ha anche affermato il dott. Aldo Fiorini dopo la sottoscrizione dell’accordo del 31/08/2017. Gestite questo subappalto pensando che sia più giusto offrire l’opportunità ai vostri dipendenti di arrotondare lo stipendio con ore di straordinario che garantire il lavoro a chi già lo svolgeva prima di voi. Se ad Ostia la sfida era sconfiggere i privilegi dei latifondisti, alla Marcegaglia la vostra cooperativa si è distinta per l’indifferenza ai diritti dei lavoratori della Ferrari Logistica; non vi siete fatti scrupoli a sostituirli mentre esercitavano il diritto di sciopero, obbligando a lotte più estreme, così come oggi non vi fate scrupoli a coprire la loro attività mentre sono in assemblea sindacale. Forse in questo subappalto pensate di avere trovato l’Osteria della Betta, ma certamente avete perso i valori dei veri cooperatori”.
 

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