Economia

Vino, nel 2019 Caviro incrementa l’export: "Frutto di uno sforzo importante"

Il 2019 è stato un anno ottimo per il gruppo, che ha incrementato la capacità produttiva dei propri stabilimenti, ampliato la gamma di prodotti, allargato la propria quota di mercato in Italia e all’estero

Il 2019 è stato un anno ottimo per il gruppo Caviro che, a fronte di 22 milioni di euro di investimenti realizzati, ha incrementato la capacità produttiva dei propri stabilimenti, ampliato la gamma di prodotti, allargato la propria quota di mercato in Italia e all’estero e raccolto diversi riconoscimenti che hanno contribuito a implementare la reputazione dei brand e del gruppo. Questi risultati sono stati presentati all’assemblea dei soci di venerdì, che ha approvato il bilancio d’esercizio di un gruppo che tocca oggi i 329 milioni di euro di fatturato.

"Quello approvato, a differenza dei precedenti, è un bilancio che interessa solo 8 mesi di attività perché abbiamo deciso di adeguare la scadenza degli esercizi alle annualità vendemmiali - spiega il presidente Carlo Dalmonte - Ciò ha comportato la decurtazione dell’ultimo quadrimestre che, di solito, è anche il più profittevole nei 12 mesi. Venendo ai risultati devo dire che c’è grande soddisfazione sul fronte esportazioni, dove iniziano a vedersi i frutti di uno sforzo importante nella diversificazione e nell’innovazione, sia per quanto riguarda i formati che le proposte".

Gli investimenti

Tutte le società del gruppo sono state interessate da ingenti investimenti: "Un impegno aggregato davvero notevole che difficilmente potrebbe essere ripetuto ogni anno - sottolinea il direttore generale SimonPietro Felice -. Le nuove linee di confezionamento di Caviro sca, avviate nei primi giorni del 2019, ci hanno permesso di aumentare capacità produttiva e referenze e, ad oggi, possiamo dire che i risultati raggiunti sono stati superiori alle migliori aspettative. Parallelamente Caviro Extra ha inaugurato un impianto per la produzione di biometano da sottoprodotti della filiera agroindustriale derivante da un investimento epocale per la società e la Leonardo da Vinci spa, nell’anno del cinquecentenario dalla scomparsa di Leonardo, ha affrontato un anno di grande impegno economico e produttivo che ha generato un aumento considerevole della notorietà del marchio. Infine, la Gerardo Cesari ha completato la parte più importante dei lavori della nuova cantina di Fumane: un investimento di decine di milioni di euro che, di fatto, cambierà la fisionomia della società".

Vino, produzione e mercato

Sul fronte vino le referenze prodotte nei due stabilimenti di Forlì e Savignano sul Panaro della Caviro sca sono cresciute del 27% passando dalle 757 del 2018 alle 957 del 2019 con un contestuale aumento dei volumi confezionati da 198,8 milioni di pezzi a 213,5 milioni di pezzi. Oggi la capacità produttiva è salita a 120.000 pezzi/ora (+14%) e, all’attuale efficienza su 3 turni per 5 giorni a settimana, Caviro è in grado di produrre 298 milioni di pezzi l’anno. Il tutto a fronte di un sostanziale incremento della quota di mercato, sia in Italia che all’estero: "In Gdo Italia nel 2019 il segmento vetro ha registrato una crescita a volume del 2,3% e il segmento brik dell’1%, contestualmente Caviro ha avuto un incremento, rispettivamente, del 26,3% e del 3,7% - spiega Felice - Per quanto riguarda l’estero, dove le esportazioni di vino italiano nel 2019 a volume sono aumentate del 3,4%, Caviro Sca ha visto un incremento dell’export del 17,6%".

Qualità e lavoro

Numerosi i riconoscimenti raccolti da Caviro nel corso del 2019: dal premio come Miglior Produttore Italiano di vini al Mundus Vini Summer Tasting fino al recente Premio Top Job come miglior datore di lavoro, assegnato dall’Istituto Tedesco qualità e finanza che ha analizzato 2.000 aziende italiane, premiandone solo tre nel settore vino. "Il basso livello di assenteismo, la forte partecipazione dei lavoratori agli eventi aziendali, il contributo spontaneo dei singoli dipendenti ai grandi progetti ci davano la sensazione che il clima aziendale fosse più che positivo - prosegue il Direttore Generale - La conferma ricevuta dall’Itqf che, in modo indipendente ha certificato questa nostra sensazione, ci gratifica e ci conferma che dobbiamo continuare sulla strada della condivisione per fare in modo che i nostri lavoratori si sentano davvero una parte organica di questa grande struttura che è Caviro".

La sostenibilità

Il 2019, infine, è stato l’anno del primo Bilancio di sostenibilità presentato dal gruppo. "La nostra vocazione cooperativa è anche la nostra forza - evidenzia ancora il presidente Dalmonte - Questo incide, oltre che nel rapporto con il nostro stesso lavoro e con l’ambiente, soprattutto nella relazione con i soci. Parlando di vendemmia e di vino ci tengo a sottolineare che quella che andiamo a liquidare in queste settimane è la vendemmia da record del 2018. Di fronte agli ingenti quantitativi di prodotto da gestire il nostro sistema cooperativo ha fatto un lavoro di squadra eccellente, con le varie associate e in particolare le cooperative romagnole che hanno operato con pazienza e razionalità, portando a casa un risultato che ritengo apprezzabile. Inutile ricordare che la vendemmia successiva, quella 2019, si è rivelata diametralmente opposta e, anche a causa dei cambiamenti climatici, ci troviamo a far fronte a situazioni sempre più variabili. Anche per questo è prioritario continuare a investire a sostegno dell’ambiente e della sostenibilità. In questa direzione Caviro si muove fin dalla sua nascita e oggi, grazie al nostro primo Bilancio di Sostenibilità, abbiamo a disposizione un nuovo importante strumento di rendicontazione e trasparenza".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Vino, nel 2019 Caviro incrementa l’export: "Frutto di uno sforzo importante"

RavennaToday è in caricamento