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Martedì, 21 Maggio 2024
Economia

Confartigianato Donne Impresa soddisfatta per l’estensione del voucher baby sitting alle imprenditrici

L’Italia ha la leadership europea per numero di imprenditrici e lavoratrici autonome, con 1.578.000 donne occupate indipendenti (al netto delle coadiuvanti familiari), il 15,0% del totale registrato nell’Unione Europea a 28, davanti a Regno Unito (13,5% del totale Ue a 28), Germania (12,6%), Spagna (9,3%) e Francia (9,2%)

Per Confartigianato Donne Impresa, l’approvazione dell’emendamento alla Legge di Stabilità che estende, in via sperimentale per un anno, il voucher baby sitting alle imprenditrici e alle lavoratrici autonome, "è un deciso passo avanti per riconoscere alle donne il diritto a coniugare attività d’impresa e impegni familiari e colmare le disuguaglianze rispetto alle dipendenti". Dal prossimo anno, infatti, verrà estesa alle madri lavoratrici autonome il beneficio, già fruito dalle lavoratrici dipendenti e parasubordinate, di richiedere, in sostituzione (anche parziale) del congedo parentale, un contributo economico da spendere per servizi di baby-sitting e per l’infanzia erogati da soggetti pubblici o privati accreditati. Il voucher potrà essere usato alternativamente o per acquistare servizi di baby-sitting o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati. Vale 600 euro al mese e per le neo beneficiarie: lavoratrici autonome o imprenditrici per un massimo di tre mesi (quindi 1.800 euro in tutto).

Per Emanuela Bacchilega, presidente di Confartigianato Donne Impresa della provincia di Ravenna, nonché presidente regionale, “questo rappresenta un primo traguardo per superare l’incomprensibile disparità di trattamento tra dipendenti e imprenditrici. Una discriminazione particolarmente odiosa nei confronti delle titolari d’impresa escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti e che attualmente non godono di alcun sostegno per coniugare gli impegni professionali con la cura della famiglia”. 

“Un meritato riconoscimento alle donne imprenditrici, che speriamo diventi presto strutturale – continua Bacchilega – perché, come evidenziato nel 12° Osservatorio di Confartigianato Donne Impresa sull’Imprenditoria Femminile Artigiana in Italia presentato nelle settimane scorse, la ripresa del mercato del lavoro è in gran parte trainata dalle donne: a settembre 2015 sono 9.434.941 le donne occupate, valore prossimo al massimo storico registrato ad agosto 2015; uguagliato il massimo storico del tasso di occupazione femminile, arrivato al 47,5%.”

L’Italia ha la leadership europea per numero di imprenditrici e lavoratrici autonome, con 1.578.000 donne occupate indipendenti (al netto delle coadiuvanti familiari), il 15,0% del totale registrato nell’Unione Europea a 28, davanti a Regno Unito (13,5% del totale Ue a 28), Germania (12,6%), Spagna (9,3%) e Francia (9,2%). A tale primato concorre l’imprenditoria artigiana femminile: al II trimestre 2015 sono 359.499 le donne ricoprono cariche imprenditoriali nelle imprese artigiane italiane, rappresentando il 20,5 % degli imprenditori artigiani italiani. Risultato migliore, seppur lieve, in Emilia Romagna dove 37.901 imprenditrici artigiane rappresentano il 21,3% del totale degli artigiani; per finire con la Provincia di Ravenna, storico territorio con grande incidenza di imprenditoria femminile, con 3.280 donne con cariche nelle imprese artigiane a rappresentare il 22,7% del settore. Donne Impresa Confartigianato, a livello nazionale, rappresenta ben 359.000 imprenditrici artigiane.
 

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