Dante2021: tanti appuntamenti che guardano al futuro culturale della città

Dante è più vicino che mai con Il Festival Dante2021 - a Ravenna dal 14 al 18 settembre, con anteprima dal 7 al 10 settembre - un'edizione all'insegna del dubbio come crescita e conquista della verità, seguendo il consiglio di un poeta del passato dotato però di una grande capacità di proiezione sul futuro. Con l'obettivo di costruire un grande progetto corale, basato sulla collaborazione delle persone e in nome di una cultura che non sia figlia di eventi estemporanei, ma di una consolidata continuità.

"Una scelta felice quella di Dante2021 - commenta Lanfranco Gualieri - presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna - perchè unisce il rigore scientifico all'approccio divulgativo e in questi anni, insieme agli progetti che supporta la Fondazione, come Dante in Rete rivolto alle scuole, ha fatto crescere la sensibilità verso il Poeta. Purtroppo, avendo dovuto operare delle scelte, sarà un'edizione più focalizzata sugli incontri che non sugli spettacoli, perchè quest'anno ci siamo concentrati di più sul finanziamento di progetti legati al sociale".

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Un progetto fondamentale per il futuro della cultura cittadina nei prossimi cinque anni, perchè come sottolinea il neosindaco Michele De Pascale "Darà grande visibilità a Ravenna, dando nuove motivazioni ai turisti per prolungare il loro soggiorno e lasciando un segno tangibile anche oltre il 2021. Ma sarà anche molto importante a livello nazionale, tant'è che il premier Renzi si è già impegnato per la presenza di Ravenna nel contesto delle iniziative che coinvolgeranno tutta la penisola per il settecentenario della scomparsa del Poeta, che vedranno un rinnovato asse culturale con il Comune di Firenze già in trattativa".

"Un'iniziativa che impreziosisce tutta la rasegna del Settembre Dantesco - commenta Elsa Signorino, assessore alla cultura del Comune - una bella sfida, che possiamo vincere con tutte le carte in regola, insieme a tutte le istituzioni culturali della città e ai giovani intellettuali che verranno coinvolti".

Fondamentale caratteristica che dovrà avere la nuova progettualità su Dante anche il "pluralismo convergente" caldeggiato da Antonio Patuelli, presidente Gruppo Cassa di Risparmio di Ravenna: "Il curatore Domenico de Martino mi ha imposto bonariamente questo tema "illuminista", perchè Dante è un precursore. E' anche il primo che conia il termine 'Europa'. Quello che comincerà la seconda domenica del settembre 2020 e finirà la seconda domenica del settembre 2021 sarà un vero e proprio giubileo culturale e letterario di rilevanza mondiale, oltre che un'occasione fondamentale per ribadire il distacco dal nazionalismo che contraddistinse invece l'edizione del 1921".


DANTE2021, è l'unico festival nazionale interamente dedicato al padre della lingua italiana e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca, giunge alla sesta edizione e continua così il percorso verso le celebrazioni per il settimo centenario della morte di Dante Alighieri.

L’orizzonte del Festival è definito da una citazione dalla Commedia: «A piè del vero il dubbio» ,(Paradiso IV, v. 131)  che raccoglie una grande varietà di temi quest’anno, spaziando quanto e più del consueto: dagli argomenti più concreti e attuali (Dante nella scuola, ma anche Dante nella cultura europea e nel dibattito sull’Europa) al rapporto con la scienza, in particolare la matematica, e le arti visive; fino ad eventi per cui si intrecceranno musica, teatro, arte contemporanea.  
“Accanto” a Dante si raccolgono studiosi e artisti, ma soprattutto un pubblico che è cresciuto assieme al Festival non soltanto nei numeri, ma anche e soprattutto nella conoscenza e consapevolezza del ruolo del Sommo Poeta per la cultura italiana e europea, nonché della ricchezza e bellezza della sua eredità letteraria e linguistica.
“Accanto” a Dante (non solo fisicamente, accanto alla sua Tomba) si raccoglie Ravenna - e insieme l’Italia: quest’anno aprirà il festival il sottosegretario Cesaro del MIBACT - per raccontare i momenti più illustri della propria storia mentre dischiude le porte di alcuni dei propri luoghi simbolo. Si segnala per altro quest’anno la nuova collaborazione con Casa Matha – schola piscatorum, la più antica corporazione di mestiere, già attiva a Ravenna ai tempi del poeta.

PROGRAMMA

Dante accanto a noi
Il Festival Dante2021 a Ravenna dal 14 al 18 settembre, con qualche “antipasto” dal 7 al 10 settembre
 
L’apertura del Festival, mercoledì 14 settembre alle ore 17, si terrà presso gli Antichi Chiostri Francescani,
secondo una tradizione ormai consolidata, e sarà affidata ai saluti di Lanfranco Gualtieri (presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna), Claudio Marazzini (presidente dell’Accademia della Crusca), Domenico De Martino (direttore artistico di Dante 2021) e Antimo Cesaro (sottosegretario di Stato, rappresentante diretto del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo).

A seguire “da quel punto depende il cielo e tutta la natura” (Paradiso XXVIII): Temi di matematica e logica nella Commedia, un incontro all’insegna della grande divulgazione scientifica e del commento alla Commedia alla luce dei temi logici e matematici affrontati in particolare nel canto XXVIII del Paradiso. Furio Honsell – per sette anni Magnifico Rettore dell’Università di Udine e dal 2008 sindaco della città – dispiegherà i propri molteplici interessi (matematico, si è occupato di sistemi formali, di linguaggi di programmazione e di semantica dei linguaggi) e la propria abilità di divulgatore, già testata con successo nella partecipazione come ospite fisso alla trasmissione di Fabio Fazio Che tempo che fa, unite al proprio entusiasmo dantesco.

La prima giornata del Festival non si conclude qui: prosegue con un aperidante, in attesa delle 21 quando i Chiostri si faranno palcoscenico per “Alichin di Malebolge”. Ne è autore ed interprete Enrico Bonavera, erede di Ferruccio Soleri nello strehleriano Arlecchino sevitore di due padroni del Piccolo di Milano. Questa sua nuova creazione è una ricostruzione fantastica della storia del personaggio-maschera di Arlecchino, trasfigurazione del diavolo Alichino che Dante incontra nel canto XXI dell’Inferno (v. 118). È anche una riflessione sul bene e sul male, sulle trasformazioni dei peccati e del nostro mondo attraverso gli occhi selvaggi e insieme ingenui del vecchio diavolo dantesco, aggregatosi poi a una compagnia di buffoni girovaghi.
 
Giovedì 15 settembre alle 17, sempre ai Chiostri Francescani, “Dante nella scuola e dintorni”.
Due giovani docenti universitari, con la guida diStefano Salis del domenicale del Sole 24 ore, si confrontano sui modi con cui Dante è e dovrebbe essere studiato nelle scuole, primo e principale dei momenti di diffusione dell’opera dantesca. Ad affrontare questo tema complesso, su cui non poco pesa la tradizione, sono chiamati Claudio Giunta eMarco Grimaldi. Claudio Giunta insegna all’Università di Trento, è curatore delle Rime nella recente edizione delle Opere di Dante nei Meridiani Mondadori, autore di un recentissimo manuale-antologia di letteratura italiana dal titolo quanto mai significativo, Cuori intelligenti, e di un libro dedicato al linguaggio del Capo del governo, Essere #matteorenzi. Marco Grimaldi insegna alla Sapienza di Roma, ha curato anche lui le Rime di Dante, in collaborazione con Donato Pirovano, per la NECOD (Nuova edizione commentata delle Opere di Dante della Salerno editrice). Questi gli ingredienti per un confronto serrato e coinvolgente: tutti, in fondo, ricordano il primo incontro con Dante a scuola e sanno come avrebbero voluto che accadesse.

Dal 15 al 17 settembre il pubblico potrà inoltre seguire la nascita e lo sviluppo di un grande murale: Sui pedali con “l’alta fantasia” vedrà lo street artist Yuri (marchigiano con intense esperienze a Parigi) realizzare nei Chiostri francescani un pannello di 15 metri sul quale raffigurerà un personalissimo viaggio “a pedali” nei regni ultramondani.

Alle 21 invece “Inferno indolore”, di e con Francesco Maino, musiche di Stefano Albarello, visual art di Marco Maschietto. Che cos’è oggi l’Inferno? Cosa rimane nel nostro quotidiano della dantesca visione infernale e dei suoi temi drammatici? Nel mondo di oggi ogni lacerazione appare anestetizzata, quasi indolore ed è questa l’occasione per Francesco Maino (vincitore nel 2013 del Premio Calvino con Cartongesso, Einaudi) per affacciarsi, con una nuova creazione espressamente costruita per Dante2021, sull’abisso, in particolare del suo Veneto, ma dell’Italia e di ogni altro luogo: una voragine fatta di medietà spaesata, di violenze topografiche e linguistiche, di bellezze struggenti e insieme distrutte. Lo accompagnano nella sua discesa agli inferi, linguisticamente dirompente, i video esemplari di Marco Maschietto e le musiche (tra antico e contemporaneo) di Stefano Albarello.
 
Venerdì 16 settembre arrivano ai Chiostri Francescani due dei vincitori delle Olimpiadi di italiano 2016 organizzate dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca
.  Kristi Nika, primo classificato nella sezione senior estero, frequenta il Liceo della Scuola italiana di Atene e vorrebbe diventare medico; a Ravenna viene per raccontare cosa ha scoperto in Dante e cosa Dante rappresenta per lui, giovane europeo innamorato dell’Italia e della nostra lingua. Al suo fianco uno dei vincitori nella categoria senior italia: Cristofer Villani del Liceo Classico M. Pagano di Campobasso. 

La riflessione sulla dimensione europea prosegue con il dibattito “Le novelle fronde / di che si vede Europa rivestire” (Paradiso, XII, vv. 47-48). Due i protagonisti che da prospettive diverse fanno i conti con quel verso gonfio di speranza e col senso attuale di quella grande idea che è l’Europa:Stefano Folli già direttore del “Corriere della sera” e ora fondista di “Repubblica” e Antonio Patuelli, Presidente del Gruppo Cassa di Risparmio di Ravenna e dell’Associazione Bancaria Italiana. Si dice che Dante abbia parlato di tutto: retorica forse, però Dante non solo ha affrontato i temi dell’Uomo, del suo destino, del senso dell’essere, ma ha vissuto pienamente il proprio tempo, la vita politica e le speranze dell’uomo in quanto cittadino. Così ancora una volta Dante è “accanto a noi” e, mentre ancora discutiamo di Europa, crisi ed exit, Dante suggerisce: è una speranza delusa o una prospettiva sempre aperta per cui vale la pena di combattere? Ci saranno “novelle fronde” per l’Europa, o è solo un sogno antico?

Alle 21 Franco Zabagli, del Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux di Firenze, studioso particolarmente attento ai rapporti tra letteratura e cinema, illustrerà le poetiche connessioni tra la fantasia onirica e visionaria di Fellini e la tradizione dantesca, fino al progetto mai realizzato del Viaggio di G. Mastorna, vero e proprio metaforico pellegrinaggio nell’Aldilà. 

Il suo intervento introdurrà il concerto del Nino Rota Ensemble che svela ai Chiostri un mondo “Simile a quel che talvolta si sogna” (Purgatorio XI, v. 27). Dante ha parlato a tutti gli artisti, molti lo hanno citato direttamente, altri implicitamente; il cinema di Fellini ha spesso le caratteristiche di un viaggio, con più o meno marcate aperture su un altrove, indefinito, tra sogno e visione, anche se mai denunciato apertamente come ultramondano. Compagno di avventure del grande regista romagnolo è stato spesso Nino Rota, musicista raffinato e capace di cogliere sottili echi traslucidi, talvolta apparentemente popolari e sempre impalpabilmente diafani. Stimolato da un verso dell’XI canto del Paradiso, il Nino Rota Ensemble (Federica Torbidoni al flauto, Diletta Dell’Amore all’oboe, Giannina Guazzaroni e Deborah Vico rispettivamente al violino e al pianoforte) ha preparato una sequenza di musiche di Rota per Fellini: da Le Notti di Cabiria a Giulietta degli Spiriti, da La Strada a Casanova e Otto e mezzo. Si aggiungerà anche un’inedita composizione di Deborah Vico, Giulietta’s dream.

A seguire, alle 22, in Piazza San Francesco, in collaborazione con il Centro Dantesco dei frati minori, Mimmo Paladino offrirà a Dante2021 e alla città di Ravenna uno spettacolo dantesco con proiezioni delle proprie opere create per l’occasione e parte di un grande progetto dantesco che contempla anche un film in allestimento. Con la regia di Cesare Accetta (fotografo, light designer e direttore della fotografia in film, tra gli altri, di Mario Martone e Pippo Delbono), le musiche e gli spazi sonori di Michelangelo Lupone, e con la partecipazione di un amico del festival, Virginio Gazzolo, il gioco di immagini e parole fiorirà nei veri luoghi danteschi: la parola di Dante incontrerà la creatività contemporanea di un Maestro. Appunto “Dante: per voce e figura”.
 
Sabato 17 settembre, sempre ai Chiostri Francescani cuore pulsante del Festival, si comincia con l’imperdibile incontro mattutino, ore 11, con uno dei più grandi conoscitori della cultura classica, Luciano Canfora: Dante e il “mondo sanza gente” (Inferno XXVI, il canto di Ulisse) riguarda le possibili fonti, forse anche indirettamente note a Dante, dalle quali il poeta trasse la nozione, reputata all’epoca eretica, di terre o continenti nell’Oceano oltre le colonne: l’indagine, nella quale ci accompagnano Seneca, Aristotele, Clemente Romano e Fozio, sarà occasione per ripercorrere il tragitto seguito da Ulisse.
A proposito di confini, chi è Dante oltre quelli italiani? Come è vissuto e conosciuto e che significato ha la sua opera all’estero? Che posizione ha nella formazione degli intellettuali europei? 

Nel pomeriggio, alle 17, per l’appuntamento “Dante per me”, all’indagine serrata di Alberto Puoti (giornalista e autore televisivo: Rai-storia, Virus) rispondono tre intellettuali impegnati nella diffusione e comprensione della cultura italiana: Brigitte Cédolin, direttrice di Villa Finaly a Firenze, centro di studio e di contatto tra la Sorbona e l’Italia; Klaus Kempf, responsabile di innumerevoli progetti della Biblioteca di Monaco legati alle forme più avanzate della comunicazione digitale; Denis Reidy, a lungo responsabile della sezione italiana della British Library di Londra. Tre appassionati amici dell’Italia, che mostreranno l’immagine “capovolta” di Dante e della nostra cultura (e anche del nostro Paese): un’immagine all’interno di culture che hanno altri poli, ma nelle quali Dante grandeggia più di quanto in genere si pensi. 

Alle 21 sul palcoscenico del Teatro Alighieri si rinnova infine l’appuntamento con i Premi DANTE-RAVENNA e MUSICA E PAROLE.

Il premio Dante-Ravenna 2016 sarà attribuito a Francesco Sabatini
, docente emerito di Storia della lingua italiana e oggi presidente onorario dell’Accademia della Crusca dopo esserne stato presidente effettivo dal 2000 al 2008. Sabatini è noto anche al grande pubblico per i suoi apprezzatissimi interventi di Pronto Soccorso Linguistico alla radio e in Uno mattina della domenica. Filologo, storico della lingua, studioso di grammatica, autore di innovativi manuali per la scuola nella nuova prospettiva della “grammatica valenziale”, è anche uno dei più attenti e acuti divulgatori a disposizione degli studiosi, degli amanti della lingua italiana, dei giovani. Sarà l’occasione non solo per celebrare il valente studioso, ma anche per confrontarsi sullo stato della lingua italiana e sulle sue prospettive nell’ambito della globalizzazione e della “tempesta delle lingue” (secondo una definizione dello stesso Sabatini). Converserà con lui un giovane storico della lingua, di diversa generazione e di diversa formazione, Lorenzo Tomasin, docente all’Università di Losanna. Non mancheranno gli ospiti a sorpresa e gli amici per festeggiare il premiato. 

Il Premio Musica e Parole 2016 sarà invece assegnato a Luca Barbarossa, presenza costante nel mondo della canzone fino dai primi anni ’80 con numerosi importanti successi: da Roma spogliata, a Via Margutta, da L’amore rubato a Fine d’un amore, da Portami a ballare (con cui vinse Sanremo nel 1992), a Yuppie, Cellai solo te, Sette candele e molte altre. In qualità di autore per moltissimi artisti del panorama italiano da Gianni Morandi a Fiorella Mannoia, e nel 2003 ha composto il brano Il canto per Luciano Pavarotti che il grande tenore ha inserito nel suo album Ti adoro. Dotato di una vena intimistica e talvolta nostalgica o perfino dolorosa, ma anche ironica, talvolta poeticamente metaforica, come nella tradizione dei cantautori romani, Barbarossa in quella chiave è capace anche di una non banale attenzione al reale e alla società. Grazie a una costante curiosità verso nuovi ambiti e nuove esperienze è stato capace di arricchire la sua poetica e di affrontare nuovi percorsi artistici. In palcoscenico accanto a Neri Marcorè, ha dato vita a una strana coppia, tra «un cantautore con il “vizio” del teatro, un attore con il “vizio” della canzone». Dal 2010 è il conduttore di Radio 2 Social Club, programma radiofonico di grande successo ambientato in un immaginario locale dove si chiacchiera, si gioca e si fa musica creando scambi musicali tra gli artisti ospiti. Dalla radio alla televisione, in questi giorni Barbarossa è anche il protagonista – conduce, intervista e canta insieme alla mitica Social Band – di “Il mondo a 45 giri”, il programma di RAI3 che racconta la favolosa storia della RCA Italiana, la leggendaria casa discografica che ha prodotto dalla fine degli anni ‘50 agli inizi degli anni ‘80 la colonna sonora del nostro Paese. Piace in questa occasione premiare Luca Barbarossa – che sarà presentato da Giovanna Frosini dell’Accademia della Crusca e da Ranieri Polese del Corriere della Sera – anche per aver saputo applicare nella musica originali chiavi linguistiche, giocando con consapevolezza su più registri espressivi, senza mai derogare da un’ispirata e intelligente leggerezza.

Domenica 18 settembre, alle 11 presso la Casa Matha è la volta di Iconografia dantesca: un altro modo per raccontare la Commedia, con Mino Gabriele. Innovatore in una disciplina ricca di prospettive ed editore sapiente di un testo straordinario per scrittura e illustrazioni come l’Hypnerotomachia Poliphili, il grande studioso di iconologia ricostruirà, col corredo di immagini poco note e non frequentate di artisti dal XIV al XX secolo, la funzione, o piuttosto le funzioni, che le illustrazioni di corredo hanno avuto nei confronti del testo anche di un capolavoro autosufficiente come la Commedia, da quelle dei miniatori medievali a quelle degli incisori ottocenteschi e poi dei più liberi illustratori del Novecento. Il viaggio attraverso secoli di immagini sarà anche un percorso nei complessi meccanismi della lettura, della memoria, dell’interpretazione del meraviglioso testo dantesco.
 
 D.H.O.
Dante Hors d’Oeuvre

Caffè Letterario Ravenna, dal 7 al 10 settembre ore 17
piccole letture dantesche in collaborazione con il Caffè Letterario

Quest’anno Dante 2021 include un’inedita anteprima: nella settimana che precede il festival, quattro appuntamenti per stuzzicare l’appetito e risvegliare la curiosità
, ma anche per riannodare i fili dell’interesse e dell’affetto con il pubblico in una conversazione distesa. Quattro brevi racconti di “gente comune” si rivolgono alla “gente comune” all’ora dell’aperitivo in un Caffè letterario. Tra un bicchiere e un sorriso e a partire dalla lettura di un testo dantesco, ricordi, commenti, spiegazioni cercheranno di capire la poesia e comunicarla: ognuno dal proprio punto di vista (con tutte le implicazioni e i “tic” professionali), uno scrittore, un attore e due giornaliste televisive condivideranno il proprio personalissimo ritratto di Dante con gli ascoltatori. Ancora una volta Dante sarà accanto a tutti, così distante, così alto, e, insieme, così vicino, nelle parole, nei significati, nella memoria. 
 
Mercoledì 7 settembre

Marco Vichi (scrittore) 
L’orrore dell’orranza
«Piangete, amanti, poi che piange Amore» Vita nova

Giovedì 8 settembre
Amerigo Fontani (attore)
Mia zia conosceva Dante
«O Tosco che per la città del foco vivo ten vai» Inferno X

Venerdì 9 settembre
Silvia Brasca (giornalista, TG La7)
I ragazzi di via de’ Calzaiuoli
«Guido, l' vorrei che tu e Lapo ed io» Rime 

Sabato 10 settembre
Adriana Pannitteri (giornalista, RAI TG1)
Un commento politico
«Ahi serva Italia, di dolore ostello» Purgatorio VI
 
 a piè del vero il dubbio 
(Paradiso iv, v. 131)

14-15-16-17-18 settembre 2016 (VI edizione)


Mercoledì 14 settembre
Chiostri francescani
> ore 17 
Apertura del Festival
Lanfranco Gualtieri presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
Claudio Marazzini presidente dell’Accademia della Crusca
Domenico De Martino direttore artistico di Dante2021
Antimo Cesaro sottosegretario di Stato, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

a seguire
«da quel punto depende il cielo e tutta la natura» (paradiso XXVIII): 
Temi di matematica e logica nella Commedia 
Furio Honsell (Univ. di Udine; Sindaco di Udine)

Aperidante

> ore 21
alichin di malebolge
di e con Enrico Bonavera

Giovedì 15 settembre
Chiostri francescani
> ore 17
dante nella scuola, e dintorni
con Claudio Giunta (Università di Trento) 
e Marco Grimaldi (Roma, Università La Sapienza)
conduce Stefano Salis («Sole 24 Ore»)

Hopn (Yuri):  sui pedali con «l’alta fantasia» 
(realizzazione di un pannello di 15 metri nei Chiostri Francescani dal 15 al 17 settembre)

> ore 21
inferno indolore
di e con Francesco Maino
musiche di Stefano Albarello
visual art di Marco Maschietto 

Venerdì 16 settembre
Chiostri francescani
> ore 17
Vincitori delle Olimpiadi di italiano 2016: Kristi Nika (Atene), Cristofer Villani (Italia)

a seguire
«le novelle fronde / di che si vede europa rivestire» (paradiso, XII, vv. 47-48): 
da dante a oggi
con Stefano Folli (“La Repubblica”) 
e Antonio Patuelli (Presidente del Gruppo Cassa di Risparmio di Ravenna e dell’Associazione Bancaria Italiana) 

> ore 21
fellini. mirabili visioni
con Franco Zabagli       

«simile a quel che talvolta si sogna» (purgatorio XI, v. 27)
Nino Rota Ensemble
con Federica Torbidoni flauto, Diletta Dell’Amore oboe, Giannina Guazzaroni violino, Deborah Vico pianoforte
musiche di Nino Rota per Federico Fellini

Piazza San Francesco
> ore 22
dante per voce e figura: proiezioni con letture
di Mimmo Paladino
regia di Cesare Accetta
musiche e spazi sonori di Michelangelo Lupone
letture di Virginio Gazzolo

Sabato 17 settembre
Chiostri francescani
> ore 11
Luciano Canfora, dante e  il «mondo sanza gente» (inferno XXVI, il canto di Ulisse)

> ore 17
dante per me, 
con Brigitte Cédolin (Université Sorbonne, Paris), 
Klaus Kempf (Bayerische Bibliothek, München), 
Denis Reidy (già curatore delle Collezioni italiane della British Library, Londra)
conduce Alberto Puoti (RAI)
 
Teatro Alighieri
> ore 21
Premio DANTE-RAVENNA: Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca
con Lorenzo Tomasin (Università di Losanna)

> Premio Musica e Parole: Luca Barbarossa
con Giovanna Frosini (Università per Stranieri di Siena, Accademia della Crusca)
e Ranieri Polese (Corriere della Sera)
 
Domenica 18 settembre 
Casa Matha
> ore 11 
Mino Gabriele, iconografia dantesca: un altro modo per raccontare la Commedia

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