Sala dantesca Biblioteca Classense: in visita a porte aperte con il FAI

Sabato 11 marzo ha riaperto al pubblico dopo un lungo lavoro di restauro il Refettorio camaldolese, poi Sala Dantesca della Biblioteca Classense di Ravenna.

Nel corso dell’inaugurazione si sono alternate le diverse voci dei protagonisti e degli artefici di questo rilevante risultato:  da sottolineare gli interventi centrali del sindaco di Ravenna Michele de Pascale e di Antonio Patuelli, a dar conto di un recupero la cui importanza è commisurata alla valenza di uno spazio civico che è divenuto luogo simbolico delle vicende storiche e culturali ravennati, soprattutto nel nome di Dante Alighieri, e attorno al quale si sono concentrate le sensibilità e le energie positive della nostra città, anche in vista del VII° Centenario della morte di Dante Alighieri.

Sabato 18 marzo, alle 17 nella sala Dantesca della biblioteca Classense l'illustre storico dell'arte Antonio Paolucci, che è stato anche ministro per i Beni culturali e ambientali, terrà una lectio magistralis dal titolo “Dante Alighieri e le arti”.

Il professore, laureato in storia dell’arte nel 1964 con Roberto Longhi e specializzato a Bologna in arte italiana del Rinascimento con Francesco Arcangeli, ha iniziato la sua carriera al ministero della Pubblica Istruzione sin dal 1969. È stato direttore degli Uffizi, Soprintendente, prima a Venezia, poi a Verona, Mantova e infine all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, per poi passare alla Soprintendenza speciale per il Polo Museale Fiorentino e alla direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, Ministro dei Beni Culturali nel governo tecnico di Lamberto Dini, Commissario Straordinario del Governo per il restauro della Basilica di San Francesco ad Assisi, in seguito al terremoto del ’97. Nel 2007 Paolucci è stato nominato da papa Ratzinger Direttore dei Musei Vaticani, ha insegnato all'Università di Firenze e di Siena, oltre a scrivere e collaborare con diverse testate; ha inoltre pubblicato numerose monografie e saggi, sempre a carattere storico artistico, insieme a cataloghi di alcune importanti mostre sul Rinascimento da lui curate, in Italia e all'estero.

L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Domenica, 19 marzo, alle 11, l'Istituzione Biblioteca Classense offre alla comunità l'opportunità, grazie al concerto di Accademia Bizantina “Dal tramonto all'alba. La viola da gamba e i Bach”, di godere delle musiche di Bach suonate con strumenti originali dal duo composto da Rosita Ippolito, per la viola da gamba, e Valeria Montanari, per il clavicembalo.

Il concerto si propone di far rivivere gli anni che, a cavallo tra la quarta e la quinta decade del Settecento, aprono una fase di grandi sviluppi e trasformazioni nella storia della musica. La metà di quel secolo segna infatti il tramonto del Barocco con il conseguente declino di alcuni strumenti ‘simbolo’, quali la viola da gamba, il flauto diritto, la tiorba, e inaugura l’epoca moderna, con l’ascesa di strumenti (come il violoncello e, in modo molto più graduale, il pianoforte) dalle sonorità più adatte ai nuovi spazi della fruizione musicale, le grandi sale da concerto e non più i salotti di corte. Tali cambiamenti sono molto ben testimoniati anche nella produzione della famiglia Bach per viola da gamba e per gli strumenti a tastiera, della quale verranno proposte alcune sonate durante il concerto di domenica.

L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Vero gioiello del complesso della Biblioteca Classense, l'antico Refettorio del monastero camaldolese di Classe, completato nel tardo Cinquecento, divenne sala civica dopo la soppressione del Monastero camaldolese. Nel 1921, in occasione del Sesto Centenario della morte di Dante Alighieri, acquisì l'attuale intitolazione di Sala Dantesca, in quanto adibita ad ospitare letture   dantesche. La sala si propone nuovamente come il luogo deputato alle Letture Classensi, che ogni anno dal 1965, ininterrottamente vengono dedicate a Dante assieme alle altre celebrazioni che la città tributa annualmente al poeta, primo fra tutti, l'Annuale della morte nel mese di Settembre.

Il restauro della Sala Dantesca e dell'atrio fanno parte del progetto di lavori di restauro del III° stralcio della Biblioteca Classense, (progetto dell'architetto Giampiero Cuppini – direzione lavori ing. Luigi Tundo) attualmente ancora in corso che prevede, fra l'altro, il completamento del restauro degli ambienti afferenti il chiostro minore e le sale del piano ammezzato prospicienti la via Baccarini non interessate dagli stralci precedenti,  tra cui la grande Sala del mosaico, per un importo complessivo di 1.597.499,65 €.

I lavori alla Sala Dantesca, coordinati dal Servizio edilizia Edifici Vincolati del Comune di Ravenna diretta dall'Ingegner Claudio Bondi, sotto l'alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e in stretta collaborazione con la direzione dell'Istituzione Biblioteca Classense, hanno interessato gli apparati lignei (gli stalli, la pedana, il portale d'ingresso), il vestibolo coi suoi apparati lapidei, i pavimenti, a cui si è aggiunto il restauro del dipinto cinquecentesco. La sala è stata poi dotata di un impianto di climatizzazione, di un impianto illuminotecnico, degli arredi e di un impianto audio e video necessari ad una moderna sala conferenze. La sala sarà destinata ad ospitare eventi e alla celebrazione di matrimoni sullo sfondo del prezioso dipinto delle Nozze di Cana di Luca Longhi.

L'intervento della Sala Dantesca è stato realizzato grazie ad un investimento di 450.000,00 €, risorse messe a disposizione in primis dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, con il contributo della Regione Emilia Romagna e del Comune di Ravenna attraverso i fondi di Ravenna Capitale Italiana della Cultura 2015. 

IL PROGRAMMA

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