Ad 'Ammutinamenti' arriva la Vetrina della Giovane danza

  • Dove
    Artificerie Almagià
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 12/09/2019 al 14/09/2019
    vari
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

Dal 12 al 14 settembre 2019 il festival di Ravenna Ammutinamenti - festival di danza urbana e d’autore a cura dell’Associazione Cantiere Danza, dedica tre intense giornate alla Vetrina della giovane danza d’autore, da sempre il fulcro del festival, dove i protagonisti sono selezionati dai più importanti operatori della danza nazionale che fanno parte del network Anticorpi XL, la rete che dal 2007 ha come focus principale la giovane danza d’autore italiana e che attualmente coinvolge 37 operatori di 15 regioni.

La Vetrina ha permesso di far emergere la vitalità della danza italiana e dei nuovi autori, che si sono via via affermati sulla scena. I giovani coreografi e coreografe protagonisti di questa edizione e provenienti da tutta Italia sono: Pablo Girolami, Ottavia Catenacci, Giselda Ranieri, Fabio Novembrini, Maria Vittoria Feltre, Luca Zanni e Nicola Simone Cisternino, Adriano Bolognino, Nicolas Grimaldi Capitello, Roberta Ferrara, Giovanni Napoli, Greta Francolini, Claudia Gesmundo e Vera Sticchi, Maria Focaraccio e Maria Giulia Serantoni, Giada Vailati, Sara Sguotti. La Vetrina della giovane danza d'autore 2019 presenta due sezioni IN e OUT, con creazioni di formato short e, in via sperimentale per l’edizione 2019, di formato lungo con una durata superiore ai 20 minuti. Novità di questa edizione, oltre agli spazi dell’Almagià, le sale di Palazzo Rasponi dalle Teste e della Biblioteca Classense, la Vetrina trova un nuovo spazio al Socjale di Piangipane, storico e glorioso teatro nel forese ravennate. Il teatro, costruito nel 1920 dai braccianti della locale cooperativa, è strettamente legato al territorio che affonda le sue radici nella concezione collettivistica della produzione dei primi del ‘900 e dalla ricerca di migliori condizioni di vita per il paese attraverso la realizzazione di spazi che permettessero l’elevazione culturale delle masse bracciantili.

Giovedì 12 settembre inizia la tre giorni della Vetrina con la performance Space Oddity di Sara Sguotti nelle sale di Palazzo Rasponi dalle Teste (ore 17 e in replica ore 18). Space Oddity è una performance che nasce per il pubblico, resa possibile grazie allo studio del luogo ed è limitata da un tempo che l’autrice ama definire “i 5 minuti di gloria della solitudine”, tempo dettato da una clessidra che determinerà il crearsi e lo svanire delle relazioni. Sara Sguotti dopo le collaborazioni con la Compagnia Virgilio Sieni e la compagnia A. Lachky come danzatrice inizia il suo percorso come autrice con S.Solo, vincitore del bando DNAppunti coreografici 2017, debuttando poi con S.rituale nel 2018 a Romaeuropa Festival.

Dalle ore 21.00 fari puntati sul palcoscenico dell’Almagià (dalle ore 21.00) dove si susseguono quattro spettacoli dei selezionati. Inizia Claudia Gesmundo&Vera Sticchi che curano le coreografie e sono anche in scena in Atmos, che trae ispirazione dal concetto di modernità liquida elaborato da Bauman. La scena è sottoposta a un processo di scioglimento e diventa progressivamente ‘liquida’ perdendo i suoi contorni chiari e definiti. Gesmundo e Sticchi, dopo varie esperienze, nel 2015 lavorano insieme nella compagnia AltraDanza e in altre nelle produzioni. Nel 2018 sono state selezionate per Nuove Traiettorie.

A seguire Maria Focaraccio&Maria Giulia Serantoni in Storie brevi-Nulla di troppo intimo, performance che genera forme dialogiche che compongono frammenti coreografici dove la sempre diversa relazione tra le interpreti mappa un’invisibile costellazione nello spazio, definendo codici di possibili nuovi lessici. Maria Focaraccio studia presso il Balletto di Toscana, nel 2010 prende parte ad Agora coaching project, lavora e danza a Berlino in diverse produzioni. Maria Giulia Serantoni si diploma presso l’Accademia Paolo Grassi e si perfeziona a Scenario Pubblico. Nel 2018 inizia la sua prima creazione Eutropia, finalista al Premio Equilibrio. È cofondatrice della compagnia Fattoria Vittadini che riceve nel 2018 il premio Hystrio-Corpo a Corpo. La coreografa Ottavia Catenacci è in scena con Glory was at the fingertips che rende omaggio alla manifestazione avvenuta il 23 agosto 1989 in Estonia, Lettonia e Lituania, passata alla storia come Linea Baltica. Si tratta della più grande manifestazione organizzata nell’Unione Sovietica e consiste in una catena umana di 600 km a cui parteciparono due milioni di persone. Ottavia Catenacci artista e danzatrice si forma in danza contemporanea presso la Scuola del Balletto di Toscana e approfondisce lo studio con artisti italiani e internazionali come Giorgio Rossi, Raffaella Giordano, Virgilio Sieni, Natalia Iwaniec. Con i suoi lavori ha partecipato a mostre collettive in Lituania e Canada. Nel 2019 si diploma in scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino. Conclude l’intensa giornata danzante il lavoro del coreografo Adriano Bolognino che presenta RM94978 from Paris to Tenerife, storia dell’imprevedibilità, la routine di due assistenti di volo che si trovano alle prese con passeggeri, indicazioni e imprevisti. Adriano Bolognino, dopo numerose collaborazioni con importanti compagnie vince il premio di migliore coreografo al Festival Corpo Mobile di Roma nel 2019 con Your body is a battleground (solo-studio version), Con RM94978 from Paris to Tenerife è finalista del Premio Twain_direzioniAltre e vince nel 2019 il Premio Prospettiva Danza Teatro di Padova.

Venerdì 13 settembre (dalle ore 18.30) è il Teatro Socjale di Piangipane, nel forese ravennate, ad ospitare i giovani della Vetrina. Apre la giornata il lavoro di Greta Francolini in scena con la performance Annunciazione, un meccanismo drammaturgico che permette allo spettacolo di avere un inizio, un andamento e una fine; una compagine di elementi che si mostrano nella loro superficialità intesa come essenza, anima che si manifesta nella superficie delle cose. Greta Francolini è danzatrice e coreografa, ed è finalista per DNAppunti coreografici 2017 e selezionato per la Vetrina della giovane danza d’autore 2018. Viene selezionata, nel 2017, per il progetto europeo N.O.W. all’interno di Fabbrica Europa Festival e ISA Inteatro Summer Academy, progetto di formazione a Polverigi. Nel giugno 2018 lavora come danzatrice in Prélude di Cristina Rizzo ad Amburgo, ed è inoltre selezionata per Anghiari Dance Hub 2018. A seguire Giada Vailati autrice ed interprete della performance La madre folle, che trae spunto dall’anonima chanson de geste e ne interpreta due momenti, due istanti del climax circolare di questo rituale di consapevolezza: una danza prima grottesca, istintiva e radicalmente naturale evolve in un linguaggio estremamente nitido e ripetitivo. Giada Vailati, dopo anni di studi, nel 2018 viene selezionata per un master in danza contemporanea presso La Biennale di Venezia e lavora con la coreografa Marie Chouinard e con la coreografa Daina Asbhee. Lavora come danzatrice e performer con diverse compagnie italiane e internazionali fra cui Public Movement (Israele), è membro fondatore di Cult of Magic, collettivo di artisti che opera nell’ambito musicale e performativo. A seguire Giovanni Napoli con lo spettacolo You deserve a lover, che parla di una storia d’amore, ma anche di solitudine, voglia di allontanarsi e di ritornare. Sguardi intensi, il calore di un abbraccio, il significato di un piccolo gesto, accompagnati da dolci note, portano i due danzatori a manifestare le loro reali emozioni. Giovanni Napoli, danzatore e coreografo, dal 2010 è danzatore della MM Contemporary Dance Company diretta da Michele Merola, nel 2013 entra a far parte della InCompany diretta da Emanuele Soavi. Nel 2017 e nel 2018 è finalista al concorso Hannover Choreographic Competition e nel 2019 del concorso Copenhagen Choreography Competition. Sempre nel 2019 crea Ne mai sí dolci baci per la compagnia torinese EgriBiancoDanza ed è invitato al Festival Internazionale di Città del Messico.

La Vetrina prosegue poi alle Artificerie Almagià (dalle ore 21) con lo spettacolo T.I.N.A (There Is No Alternative) di Giselda Ranieri, in scena con un lavoro di confine da un punto di vista drammaturgico e sociologico. È un dialogo giocato sul filo tra reale e visionario, un confronto tra personale e sociale con sconfinamenti ironici e onirici: una donna che prova a districarsi tra mille puntini di sospensione ansiogena. Giselda Ranieri è danzatrice di formazione classica e contemporanea, dal 2008 si occupa di composizione istantanea collaborando con artisti nazionali e internazionali. Tra i fondatori di UBIdanza/Nari-Frangioni, collabora con la compagnia dal 2009. Nel 2010 entra in ALDES di cui è artista associata dal 2014. Nel 2015 il suo lavoro i…i…io?! è premiato per la miglior regia ed entra a far parte del network internazionale IYMA. Il suo HO(ME), in collaborazione con Collectif Corps Citoyen, è parte del programma Valletta 2018.

Maria Vittoria Feltre, Luca Zanni e Nicola Simone Cisternino sono in scena con Doyouwannajudgeme, che concretizza in performance quelli che sono i ‘frammenti coreografici’ derivati da un’analisi visiva e puramente personale dell’affresco Giudizio universale di Michelangelo Buonarroti. Maria Vittoria Feltre, Luca Zanni e Nicola Simone Cisternino si incontrano nel 2010 a Firenze. Dopo gli studi, ognuno porta avanti la propria carriera in diverse realtà importanti. Nel 2018 i tre artisti lavorano assieme a Piece#1 per il Festival FUSIONI. Questa esperienza li porta a collaborare nuovamente per Doyouwannajudgeme, sostenuto da Company Blu. Il coreografo Fabio Novembrini è anche l’interprete di When I was in Stoccolma, lavoro che è cambiato e si è delineato nella sua forma attuale parallelamente all’evoluzione della ricerca artistica dell’autore. Fabio Novembrini danzatore freelance, collabora come danzatore e performer per la mostra The Cleaner di Marina Abramović a Palazzo Strozzi. Ha collaborato con il CollettivO CineticO e con Masako Matshushita. All’attività di danzatore affianca un percorso autoriale e nel 2018 crea il suo primo solo When I was in Stoccolma. Ha danzato con la compagnia del Balletto di Roma diretta da Roberto Casarotto, prendendo parte alle produzioni di Alessandro Sciarroni, Chris Haring, Itamar Serussi, Francesca Pennini, Giorgia Nardin e Chiara Frigo. Finale della lunga maratona di danza con il coreografo Nicolas Grimaldi Capitello che presenta Lost in this (un) stable life, due facce della stessa medaglia impegnate nell’affermazione del proprio essere di fronte all’altro, a sè stessi e al pubblico. Il lavoro è il primo duetto del trittico The Art (of never getting angry). Nicolas Grimaldi Capitello lavora nella produzione di What the body does not remember della compagnia belga Ultima Vez di W. Vandekeybus, con la compagnia Körper negli spettacoli Aesthetica e Vivianesque, per il progetto del Ravello Festival con Extract from Nowhere di D. Papaioannou e nel Museo Madre con In Dialogue with Bob di O. Dubois. Collabora con molte realtà campane tra cui Movimento Danza e Interno5. Danza inoltre nella produzione Erectus della compagnia Abbondanza/Bertoni.

Sabato 14 settembre, per l’ultimo giorno dedicato alla Vetrina, le sale affrescate e i chiostri della Biblioteca Classense accolgono i lavori (ore 16.30 e in replica 17.30) di Pablo Girolami, coreografo ed uno degli interpreti della performance Manbuhsa; e della coreografa Roberta Ferrara che presenta Equal to men. Manbuhsa è stato creato immaginando due ragazzini che giocano in una risaia, forgiato sui ritmi della musica, che creano una relazione tra i danzatori spingendoli alla ricerca del loro istinto naturale. Pablo Girolami inizia gli studi accademici nel 2009 presso la Dance Academy Zürich. Nel 2014 ha inizio la sua carriera professionale a Wiesbaden/Darmstadt con il Hessisches Staatsballett. Dal giugno 2018 danza per Spellbound Contemporary Ballet e nel 2019 crea Manbuhsa, lavoro vincitore del Premio Twain_DirezioniAltre 2019.

In contemporanea le sale della Classense ospitano Equal to men, l’intenso lavoro di Roberta Ferrara, che si ispira alle Amazzoni, il mito eterno delle donne guerriere in groppa a un focoso cavallo, l’arco nel pugno, le gambe muscolose nella burrasca, lo sguardo truce sui volti delicati. Roberta Ferrara è artista freelance. Il suo bagaglio artistico si struttura nel tempo tra Italia ed estero, grazie allo studio di più linguaggi e tecniche, necessari per avviare un processo creativo e di scoperta. Dal 2014 dirige la sua compagnia di repertorio Equilibrio Dinamico e il suo progetto educational Ed Ensemble nel sud Italia. Le sue produzioni sono state ospitate in importanti festival. 

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