Appuntamento ogni venerdì per ammirare la ceramica di Picasso

Sarà possibile ammirare i 50 pezzi unici provenienti dalle collezioni del Musée National Picasso-Paris a confronto con i tesori del MIC di Faenza

Tornano a grande richiesta le visite guidate gratuite (incluse nel prezzo del biglietto) a “Picasso, La sfida della ceramica”, a cura di Salvador Haro e Harald Theil con la collaborazione di Claudia Casali, terza grande mostra dedicata al suo lavoro ceramico degli ultimi 60 anni che è in corso al MIC di Faenza fino al 13 aprile 2020.

Con l’ausilio di una guida, il venerdì di ogni settimana, dal 17 gennaio fino al 10 aprile (ore 17.30) sarà possibile ammirare i 50 pezzi unici provenienti dalle collezioni del Musée National Picasso-Paris a confronto con i tesori della collezione del MIC di Faenza, sue fonti di ispirazione.

La mostra approfondisce il rapporto che il genio ebbe con la ceramica. Picasso si interessò alla ceramica grazie a Paul Gauguin nei primi anni del 1900, ma iniziò a lavorarla solo nel dopoguerra a Vallauris nel laboratorio Madoura di Georges e Suzanne Ramié. La famiglia Ramié racconta che quando Picasso nell’estate del 1947 cominciò a lavorare nel loro studio “si mise di fronte alla tecnica ceramica come un torero nell’arena”. Da allora comincia una febbrile attività creativa che lo porterà a realizzare oltre 3000 pezzi unici di ceramica.

Il suo avvicinamento alla ceramica non fu infatti improvvisato come testimoniano i diversi disegni preparatori e la sua fonte di ispirazione fu la ceramica antica delle grandi civiltà del Mediterraneo.  “Mettiamo in dialogo le ceramiche di Picasso con anonimi maestri della ceramica del passato – spiega Harald Theil - dall'antichità greco-romana, alla ceramica popolare, dalla ceramica preispanica a quella ispano-moresca. La mostra cerca di dimostrare come tutti questi elementi possano essere rintracciati nella ceramica di Picasso”.

Una sezione speciale è dedicata al rapporto tra Picasso e Faenza. Diversi sono i pezzi di Picasso che il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza possiede grazie al tramite di Tullio Mazzotti di Albisola, di Gio Ponti e dei coniugi Ramié i quali furono sollecitati a richiedere alcuni manufatti al Maestro per un’esposizione a Faenza e, soprattutto, per la ricostruzione delle Collezioni d’arte ceramica moderna andate distrutte nell’ingente bombardamento alleato del maggio 1944. Merito dell’allora direttore Gaetano Ballardini, nonché fondatore del Museo faentino, che contattò Picasso a Madoura con una lettera commovente e davvero toccante. Fu così che arrivò nel 1950 il primo piatto ovale raffigurante la Colomba della Pace, memento contro ogni guerra, espressamente dedicata al Museo di Faenza e al tragico destino della sua Collezione e della sua struttura.  Seguirono altri piatti nel 1951 con teste di fauno e vasi dal sapore arcaico e archeologico e il grande vaso “Le quattro stagioni” (1951), graffito e dipinto, con la raffigurazione pittorica e morfologica di quattro figure femminili, le cui forme sinuose vengono sostanziate dalla curvatura accesa del vaso.

Al termine della visita verrà offerto un calice di vino offerto da Caviro.

La prenotazione alle visite guidate del venerdì è obbligatoria entro le ore 12 del giovedì precedente.

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