Venerdì, 25 Giugno 2021
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Bagnacavallo, il Museo delle Cappuccine riparte dalle grandi opere di Giulio Ruffini

Inaugurata la mostra dedicata al centenario della nascita dell'artista bagnacavallese. Il curatore Diego Galizzi: "L'esposizione è frutto di un intenso lavoro di ricerca"

È stata presentata  mercoledì 17 febbraio presso il Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo la mostra "Giulio Ruffini. L’epica popolare e l’inganno della modernità (1950-1967)", che resterà aperta dal 18 febbraio al 2 maggio. Si tratta del primo di una serie di appuntamenti espositivi in programma in diverse città della regione in occasione del centenario della nascita di Giulio Ruffini (1921-2011). Sono intervenuti il curatore della mostra Diego Galizzi, direttore del museo, il sindaco Eleonora Proni e Eliseo Dalla Vecchia di Percorsi odv. Erano presenti la figlia dell’artista Maria Luisa Ruffini, Roberto Minguzzi del comitato promotore delle manifestazioni per il centenario della nascita di Giulio Ruffini e Paolo Trioschi dell’assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna.

"È con sincera emozione – ha esordito il sindaco Eleonora Proni – che presentiamo oggi questo nuovo progetto espositivo del Museo Civico delle Cappuccine. A quasi un anno dall'inizio della pandemia e con le chiusure e le difficoltà di questi ultimi mesi non era affatto scontato. Ancora più significativo è ripartire da Giulio Ruffini e dal suo percorso artistico e umano in occasione del centenario della sua nascita. Come Amministrazione comunale abbiamo accolto e sostenuto con entusiasmo il progetto promosso dall'associazione Percorsi e dalla famiglia, ai quali vanno il nostro ringraziamento come a tutti coloro che hanno reso possibile l'iniziativa".

"Il progetto dedicato alla memoria di Ruffini è nato nel 2017 – ha raccontato Eliseo Dalla Vecchia – con l'intenzione di dare il giusto risalto a un artista importante del nostro territorio e non solo. Assieme alla figlia Maria Luisa e al marito Roberto Minguzzi e a Paola Babini dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna abbiamo ideato un progetto ambizioso, che durante tutto il 2021 indagherà con diverse mostre i molteplici aspetti della pittura di Ruffini. Alla mostra bagnacavallese ne seguiranno altre a Bologna, Faenza, Rimini e Lugo. Chiuderà l'anno un'ultima esposizione a Ravenna. Un doveroso ringraziamento va a tutti i Comuni che hanno accolto e sostenuto il progetto e agli sponsor che lo stanno rendendo possibile".

"Questa mostra era pronta da dicembre – ha spiegato il curatore Diego Galizzi – e, dopo la chiusura forzata di questi mesi, abbiamo deciso di ripartire da qui perché sentiamo forte l'esigenza delle persone di andare ad arricchirsi nei luoghi di cultura. L'esposizione è frutto di un intenso lavoro di ricerca, svolto assieme alla famiglia, per riunire per la prima volta in mostra le opere più importanti del primo periodo artistico di Ruffini, disperse in moltissime collezioni private. Nel percorso si trovano oltre 70 opere provenienti da più di 30 collezioni diverse, indicative dell’intenso di lavoro di ricerca umana e artistica che ha contraddistinto Ruffini nei suoi primi vent'anni di attività. Ai prestatori delle opere, ai promotori del progetto e ai collaboratori del Museo delle Cappuccine vanno i nostri ringraziamenti".

La mostra bagnacavallese ripercorre i primi anni della lunga carriera del pittore di origine bagnacavallese, quelli che vanno dalla sua formazione presso la scuola di arti e mestieri di Luigi Varoli fino al 1967, un anno “cruciale” per Ruffini, un passaggio che cambierà il successivo corso del suo percorso artistico portandolo verso una poetica introspettiva, tutta giocata sulla memoria e sulla nostalgia. Il percorso espositivo costruito al museo di Bagnacavallo riunisce per la prima volta, offrendoli alla diretta esperienza dei visitatori, i dipinti che più hanno caratterizzato questo periodo. Tra le opere spiccano la Pietà per il bracciante assassinato (1952), opera vincitrice del Premio Suzzara che ha dato a Ruffini notorietà a livello nazionale, la Crocifissione del 1954 di marcato stampo guttusiano, e i tre dipinti con i quali l’artista ha partecipato alla XXVII Biennale di Venezia. La mostra vuole presentare al pubblico l’arte di Ruffini prima del cambiamento avvenuto nel 1967, un’arte attenta al quotidiano e al sociale che si forma come diretta espressione della sua terra e delle sue radici. 

Alla mostra, promossa dal Comune di Bagnacavallo, seguiranno le altre tappe di un’antologica all’interno del ciclo di mostre ed eventi collaterali Un testimone del nostro tempo, a cura dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, dell’Associazione Percorsi e del circolo Arci di Mezzano, con il patrocinio del Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna. 

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 2 maggio con i seguenti orari: da lunedì a mercoledì ore 15-18; giovedì ore 10-12 e 15-21; venerdì ore 10-12 e 15-19. Chiusa sabato, domenica e festivi. Gli orari potrebbero estendersi anche al fine settimana nel momento in cui le disposizioni anti-Covid lo consentiranno. Si consiglia di controllare il sito internet www.museocivicobagnacavallo.it. Ingresso gratuito; accessi contingentati; necessario l’uso della mascherina.

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