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Domenica, 25 Settembre 2022
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Ravenna 2019, il sindaco: "Chi vincerà non lo farà per se"

Il sindaco Fabrizio Matteucci è intervenuto sabato mattina al convegno "Capitale europea della cultura: quale modello per l'Italia e per l'Europa?"

Sono venuti da Matera e da Bergamo, da Venezia e da Siena, da Mantova e da Brindisi e da altre ancora per confrontarsi sul titolo al quale tutte ambiscono, “Capitale europea della cultura 2019”: assessori, dirigenti comunali, consulenti o responsabili dei comitati promotori che hanno accolto l'invito del Comune di Ravenna, promotore e organizzatore di questo primo incontro nazionale, con ospiti stranieri che hanno portato la propria testimonianza sulla manifestazione quasi trentennale.

Capitale della cultura 2019, convegno a Ravenna (Foto Argnani)



« La Commissione valuterà con procedure rigorose – ha fatto sapere il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, che impossibilitato a partecipare ha inviato un messaggio letto in apertura dei lavori – al fine di assicurare il conseguimento del miglior risultato possibile. » Il ministro si è inoltre complimentato « con chi ha pensato a questa iniziativa, questa occasione di confronto fra le aspiranti », confermando che entro la fine dell'anno il suo dicastero emanerà il bando per la presentazione ufficiale delle candidature.

Entrambe le sessioni dei lavori sono state seguite da un pubblico numeroso e attento, compresi tanti giovani: molto soddisfatto per questa partecipazione – oltre che per l'adesione di 10 città su 17 invitate – il Coordinatore del Comitato per Ravenna 2019, Alberto Cassani: « Si è dimostrata l'utilità di questa giornata, come ci è stato riconosciuto da tutte le città intervenute, che ha creato le basi per un confronto aperto fra le aspiranti candidate. »

Nella sessione pomeridiana, che si è conclusa dopo le 17, ogni città ha illustrato le ragioni della propria aspirazione a candidarsi, e lo stato del lavoro preparatorio: erano presenti Amalfi, Bergamo, Brindisi, Lecce, Mantova, Matera, Perugia-Assisi, Siena, Urbino e Venezia – oltre a Ravenna naturalmente – che si sono lasciate con l'auspicio di continuare a collaborare pur nella “competizione”.

Nell'intervento di saluto, a inizio del convegno, il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci ha auspicato che – indipendentemente dall'esito della competizione – possa costituirsi un coordinamento nazionale affinché alcuni progetti delle città candidate vengano valorizzati e sostenuti, anche economicamente, dallo Stato, per non sprecare un patrimonio di idee e una ricchezza di progettualità.Il primo cittadino ha ricordato nell'introduzione come Ravenna abbia avanzato la sua candidatura già nel 2007, iniziando un percorso con numerose iniziative e cercando il dialogo ed il confronto con la comunità. "Viviamo questa entusiasmante avventura come un’occasione preziosa per promuovere la nostra città", ha evidenziato il sindaco.

L'occasione è quella di "valorizzare i talenti emergenti, nella prospettiva ambiziosa di creare una nuova classe dirigente per la città e per il territorio. Per questo abbiamo cercato di coinvolgere attori diversi: istituzioni, associazioni economiche, di volontariato sociale e culturali, semplici cittadini che abbiamo invitato, attraverso lo strumento dell’open call a fornire idee e spunti progettuali che dovranno poi confluire nel dossier della candidatura".

Il convegno è stata l'occasione per "creare un tavolo di confronto è l’obiettivo prioritario di questo convegno nazionale, il primo che chiama a raccolta tutte le realtà che a oggi hanno espresso la volontà di candidarsi. Il 2019 non è poi tanto lontano. E comunque il percorso che ci conduce a questa meta alla quale tutti noi ambiamo, è scandito da una serie di tappe ormai ravvicinate che ci impongono di accelerare e moltiplicare le nostre azioni".

Matteucci ha sottolineato poi che la città che sarà capitale della cultura nel 2019 "non lo farà solo per sé, ma avrà il compito importante di rappresentare l’Italia in Europa. Una grande responsabilità ma anche un onore e un innegabile motivo d’orgoglio. Quella della candidatura è una sfida che ciascuna città lancia prima di tutto a se stessa, scommettendo sulla propria capacità di mettersi in dialogo con il resto dell’Europa partendo dalla propria identità".

"Tutte le aspiranti capitali, ne sono sicuro, faranno la loro gara al massimo delle proprie possibilità - ha aggiunto il primo cittadino -. Nello stesso tempo però tutte insieme ci mettiamo in gioco per fare crescere il nostro paese. Il fatto che ben diciotto città italiane ambiscano al titolo è molto positivo e la dice lunga sulle energie e sulla passione che il nostro paese è in grado di esprimere. Anche per questo motivo è importante che il tema della Capitale europea entri quanto prima nell’agenda pubblica nazionale".

"Soprattutto in un momento di crisi economica come questo che tocca ogni angolo del nostro Paese, riuscire a darci idee e strumenti per valorizzare al meglio il nostro immenso giacimento culturale e per produrre nuova cultura rappresenta un grande segno di lungimiranza ed una risorsa preziosa che può aiutarci a superare questo momento difficile e contribuire a costruire il nostro futuro - ha aggiunto -. Sono d’accordo quindi con chi afferma che quella della candidatura debba essere vissuta anche come un’occasione per mettere a punto un piano strategico per la cultura del nostro paese che non si fermi al 2019 ma che vada anche oltre, generando nuove idee, opportunità, rafforzando la coesione e la partecipazione sul territorio".

"E sono altrettanto d’accordo sul fatto che questo sforzo che tutte le città aspiranti capitale stanno facendo e faranno, debba essere valorizzato, a prescindere da chi vincerà, attraverso un coordinamento nazionale con specifiche risorse finanziarie, in modo che i progetti principali dei vari dossier possano diventare anche patrimonio di tutte le nostre città. E' a partire da queste considerazioni che auspico che questa giornata sia davvero l’occasione per un confronto utile e proficuo", ha concluso il sindaco.

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