“Casa di carte”, un viaggio nell'industria culturale italiana con Matteo Marchesini e Rossella Menna

Prosegue sabato 30 novembre, alle 18.00, la rassegna I Sabati del Moog, curata da Ivano Mazzani. Torna così la letteratura negli spazi del Moog, in vicolo Padenna 5 a Ravenna, con Matteo Marchesini che presenta il suo libro "Casa di carte" (Il Saggiatore) in compagnia della critico teatrale e dramaturg Rossella Menna.

Attraverso la "Casa di carte" Matteo Marchesini e Rossella Menna discutono l'evoluzione della letteratura italiana dal Boom ai social.
Moribonda è la critica letteraria, la sua è un'agonia loquace che si esprime in una querela corrente di elzeviri, recensioni e monografie, sui siti e sui social network, tra le pagine di libri, quotidiani e settimanali. Pagine che, analizzate come un unico testo, assomigliano sempre più a un certificato di morte, o meglio all'autocertificazione di un decesso.
I luoghi del delitto sono facoltà umanistiche divenute conventicole di iniziati, dediti ai riti vacui espressi in gerghi oscuri; sono redazioni di giornali troppo vicino a redazione editoriali, in cui ed è caduta la pratica essenziale della stroncatura. 
Tra i congiurati, oltre ai critici stessi, i lettori poco inclini ad aprirsi a un rapporto vitale con l'opera è assai più disposti a trattarla come un orpello.

Matteo Marchesini si muove da intruso tra le figure umbratili “dell'industria culturale”. E’ critico, poeta, narratore. Affronta i libri altrui senza la fatua enfasi del giornalista, ma non è neppure un accademico: è uno scrittore che parla di letteratura e attraverso la letteratura del mondo. Pratica con pungente intelligenza l'arte della stroncatura e della satira, destinate a scagliarsi contro lo status quo, ovvero contro gli autori monumento ed è questa la ragione per cui Casa di carte ha incontrato grandi ostacoli prima di essere pubblicato. I saggi che lo compongono sono una reazione chimica al presente, un presente che affonda le sue radici nella metamorfosi del boom economico, di cui Marchesini analizza gli esiti letterari più emblematici, da Bassani che visse in quegli anni come un tramonto,  a Pasolini che li attraversò in trionfo subendoli però come un insulto.
Mentre si avvicina all’oggi ridiscute un canone accettato ormai come un dato geologico, profanando primati intoccabili (Gadda, Montale) e riappropriandosi di autori perduti; ritrova i sintomi di un male antico nei testi contemporanei e indica alcuni antidoti. Marchesini si assume così il compito di ogni vero scrittore quello di costruire da se la propria tradizione, di parlare del suo interno dopo averla eletta a dimora. Perché la letteratura è un luogo da plasmare e abitare è una Casa di carte

Matteo Marchesini è nato nel 1979 a Castelfranco Emilia e vive a Bologna. Poeta, narratore e saggista, oltre ad alcuni libri per ragazzi ha pubblicato la raccolta di versi "Marcia nuziale" (Scheiwiller 2009), le satire di "Bologna in corsivo. Una città fatta a pezzi" (Pendragon 2010), i ritratti letterari di "Soli e civili" (Edizioni dell’Asino 2012), il romanzo "Atti mancati" (Voland 2013), entrato nella dozzina del premio Strega, la raccolta critica "Da Pascoli a Busi (2014), "False Coscienze. Tre parabole degli anni zero" (Bompiani editori 2017). Collabora con le pagine bolognesi del Corriere della Sera, con Radio Radicale, Il Foglio, il Sole-24 ore, Doppio Zero e Robinson, inserto culturale di Repubblica.

Rossella Menna è studiosa di teatro, dramaturg, saggista e curatrice indipendente. Ha ideato e diretto progetti di approfondimento, teatrali e letterari per il Festival VolterraTeatro, la Compagnia della Fortezza, l’Associazione Archivio Zeta, Ravenna Teatro e collaborato con il Segal Theatre della City University di New York e il Centro Studi La Permanenza del Classico dell’Università di Bologna. La sua ultima pubblicazione è "Un’idea più grande di me", un libro di conversazioni con Armando Punzo (Luca Sossella Editore 2019). Oltre a diversi programmi di sala e prefazioni, ha curato È ai vinti che va il suo amore di Armando Punzo (Clichy 2013), e "Incompiuto. Pilade/Pasolini" di Archivio Zeta (Fratelli Lega/Archivio Zeta 2016). Fa parte del comitato e della giuria dei Premi Ubu e del Premio Rete Critica. Scrive regolarmente su riviste e webzine di settore, insegna in corsi di alfabetizzazione teatrale e seminari specialistici, e collabora come critico teatrale con Doppiozero. 

L'ingresso è gratuito.

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