Cinema e musica, a Ravenna torna il "Soundscreen Film Festival"

Scoundscreen Film Festival torna a Ravenna, in sala e nel pieno rispetto delle prescrizioni sanitarie, presso il centrale Palazzo del Cinema e dei Congressi. L'edizione numero V del Festival internazionale interamente dedicato a Cinema e Musica si terrà dal 26 settembre al 3 ottobre. Anche quest'anno Soundscreen è tra i pochi festival riconosciuti dal MiBACT - Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Programma

Soundscreen Film Festival 2020 inizia sabato 26 settembre: una serata imperdibile con la sonorizzazione dal vivo di un grande classico del cinema muto: L'INFERNO del 1911, il primo film ispirato a ‪‎Dante, musicato dal vivo da una delle maggiori realtà della scena indie italiana, gli OvO (v.foto). Inferno 1911 è il primo kolossal italiano che narra con fedeltà la prima cantica del capolavoro dantesco: nella selva oscura Dante incontra Virgilio e con lui inizia il viaggio tra gironi e Malebolge. Difficile pensare a un connubio più naturale di un Inferno musicato dagli OvO. Non solo per l'ambientazione che si presta perfettamente al sound del duo ravennate, ma anche perché la realizzazione del film ha oggi un sapore di ingenuità "vintage" che lascia spazio anche al lato ironico e grottesco del gruppo musicale. Estetica "bizarre" e genuina ferocia saranno dunque gli ingredienti con cui gli OvO renderanno omaggio al più grande poema di tutti i tempi. La sonorizzazione è in collaborazione con il MAR – Museo d'Arte della città di Ravenna, ed è la prima parte di un doppio progetto live: il secondo tempo si terrà nella primavera 2021, come evento collaterale della mostra Dante. Gli occhi e la mente. Un'epopea pop al MAR di Ravenna, in occasione delle celebrazioni nazionali per il VII centenario della morte del Sommo Poeta.

Tra i cine-concerto in programma si segnala anche il compositore e chitarrista Paolo Spaccamonti e il trombettista Ramon Moro che musicano dal vivo il capolavoro di Carl Theodor Dreyer Vampyr (1932); i bolognesi Kyokyokyo che propongono l'accompagnamento di alcuni cortometraggi girati da due importanti rappresentanti delle avanguardie artistiche - Meshes of the Afternoon (1943), At Land (1944) di Maya Deren e Arabesque (1928) di Germaine Dulac -; Alessandro Baris (Collisions, Comfort, L'Altra, C'Mon Tigre) che sonorizza il post-apocalittico La Jetée di Chris Marker. In chiusura, il quartetto alt-rock di Bologna Earthset accompagna live una delle opere più perturbanti e citate della storia del cinema, la prima libera trasposizione dell'immortale Dracula di Bram Stoker, Nosferatu, eine Symphonie des Grauens di Friedrich Wilhelm Murnau.

Questi i 9 lungometraggi in gara: il film ad episodi Chess Stories, da Cuba, del filmaker, giornalista e professore di scacchi Emmanuel Martin Hernandez; dagli Stati Uniti Dinner in America, black-comedy firmata da Adam Rehmeier e prodotta dal celebre Ben Stiller, in concorso al passato Sundance Film Festival; il pluripremiato documentario White Riot dell'inglese Rubika Shah, un grido rock contro il razzismo; dall'Ucraina il lungometraggio di debutto di Antonio Lukich My Thoughts Are Silent, commedia surreale vincitrice al festival di Karlovy Vary; il francese film d'animazione The Swallows of Kabul, di Zabou Breitman e Eléa Gobbé-Mevellec, una storia di amore e formazione sotto il regime talebano; Time is On Our Side, co-produzione belga e africana diretta dalla documentarista Katy Léna Ndiaye, sul rapper ed attivista Serge Bambara del Burkina Faso; lo scozzese Dave Mclean, storico manager della band Placebo, dirige il suo primo film, Schermers, tratto dalle sue leggendarie esperienze personali come promoter musicale; dall'Italia infine due titoli, La macchia mongolica di Piergiorgio Casotti, sul viaggio in Asia del 1996 di Massimo Zamboni, musicista fondatore dei gruppi CCCP e CSI, e Gli anni che cantano di Filippo Vendemmiati, docufilm sulla storia del Canzoniere delle Lame, gruppo impegnato socialmente nato a Bologna nel 1967. Graditi ospiti ad accompagnare le loro opere, i registi Filippo Vendemmiati, noto per il suo film È stato morto un ragazzo (2010), e Piergiorgio Casotti. Assieme a quest'ultimo, il musicista Massimo Zamboni che domenica 27 settembre presenterà il suo triplico progetto (un libro, un album, un film) La macchia mongolica con uno speciale recital poetico.

Martedì 29 settembre Soundscreen presenta una serata all'insegna del Concorso Internazionale per Lungometraggi. Alle ore 20.30 il film francese d'animazione The Swallows of Kabul, di Zabou Breitman e Eléa Gobbé-Mevellec, una storia di formazione sotto il regime talebano, nell'estate del 1998. Presentato allo scorso Festival di Cannes, il lungometraggio narra di Zunaira e Mohsen, innamorati a Kabul. Nonostante la violenza e la miseria quotidiana, i due giovani sperano in un futuro migliore, ma un giorno uno stupido gesto darà una svolta irrevocabile alle loro vite. Segue, alle ore 22.00, il film cubano ad episodi Chess Stories, del regista, giornalista e professore di scacchi Emmanuel Martin Hernandez. Tre storie ambientate a Santiago, centrate sul gioco degli scacchi, tra il 1966 e i giorni nostri, tra musica, amore, desiderio, vittorie e sconfitte.

Mercoledì 30 settembre il sipario si alza alle ore 20.30 con Time is On Our Side, co-produzione belga e africana diretta dalla documentarista Katy Léna Ndiaye, sulla figura del rapper ed attivista politico Serge Bambara del Burkina Faso. A seguire, alle ore 21.45, dall'Ucraina, il lungometraggio di debutto di Antonio Lukich, My Thoughts Are Silent, commedia surreale vincitrice allo scorso festival di Karlovy Vary.

Giovedì 1 ottobre si comincia alle ore 20.30 con Gli anni che cantano, lungometraggio di Filippo Vendemmiati, giornalista e filmaker ferrarese, conosciuto per i suoi film d'impegno sociale come il documentario È stato morto un ragazzo, sulla tragica morte di Federico Aldrovandi (2010). In sala sarà presente il regista Filippo Vendemmiati ed alcuni membri del Canzoniere delle Lame.

Venerdì 2 ottobre si apre con gli Eventi Satellite, ovvero i grandi classici del cinema sonorizzati dal vivo dai migliori musicisti della scena indie italiana. Alle ore 20.30 i Kyokyokyo – trio bolognese composto da Bob Nowhere, Carlo Marrone e Laura Agnusdei che spazia tra rock-noise, ambient e momenti lirici - propongono l'accompagnamento live di alcuni cortometraggi girati da due importanti cineaste simbolo delle avanguardie artistiche: Meshes of the Afternoon (1943) e At Land (1944) di Maya Deren, Arabesque (1928) di Germaine Dulac.

Subito a seguire Alessandro Baris (Collisions, Comfort, L'Altra, C'Mon Tigre) sonorizza il post-apocalittico La Jetée di Chris Marker, corto di fantascienza che racconta di un mondo post-apocalittico, dove si effettuano viaggi indietro nel tempo. La forma del film è un montaggio di immagini fisse, una sequenza di "fotografie" con voce fuori campo che conferisce un'atmosfera sconcertante tutt'oggi. Un film sperimentale noto come fonte di ispirazione del celebre L'Esercito delle 12 Scimmie di Terry Gilliam.

Si prosegue con un film molto atteso del Concorso Internazionale per Lungometraggi. Alle ore 22.00 è prevista la proiezione di Dinner in America, black-comedy firmata da Adam Rehmeier e prodotta dal celebre Ben Stiller. In concorso al passato Sundance Film Festival e premio del pubblico a Neuchâtel 2020, il film racconta le gesta di un punk rocker in fuga e di una giovane ragazza ossessionata dalla sua band, attraverso le decadenti periferie del Midwest americano. Un'improbabile coppia allo sbando tra dialoghi irresistibili e situazioni surreali, dentro il lato disgraziato dell'America.

Sabato 3 ottobre ultimo atto del festival. La serata prende il via nel segno del Concorso Internazionale per Lungometraggi con la proiezione dell'ultimo film in gara. Alle ore 20.30 si inizia con il grido rock contro il razzismo di White Riot (v.foto) documentario dell'inglese Rubika Shah, premiato alla Berlinale 2019 e ai festival di Cracovia e Londra 2020: Gran Bretagna, fine anni '70.

Segue, alle ore 22.00, la tradizionale Cerimonia di Premiazione. La giuria Soudscreen 2020 (composta dall'artista fotografa Alessandra Dragoni, dall'attore e filmaker Alessandro Renda e dall'esperto di cinema, membro del Circolo Sogni di Ravenna, Francesco Della Torre) assegnerà i premi al Miglior Film Lungometraggio, alla Miglior Regia e il Gran Premio Speciale della Giuria. Il pubblico del SSFF decreterà invece il premio al Miglior Cortometraggio in concorso.

Si chiude con l'ultimo evento-satellite di questa edizione: il quartetto alt-rock di Bologna Earthset accompagna live una delle opere più perturbanti e citate della storia del cinema, la prima libera trasposizione dell'immortale Dracula di Bram Stoker, Nosferatu, eine Symphonie des Grauens di Friedrich Wilhelm Murnau.

Tutti gli appuntamenti Soundscreen – dalle proiezioni agli spettacoli – sono a ingresso gratuito.

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