Garage rock anni '60 con le giovani L.A. Witch

Martedì 18 giugno, ore 21.30, tornano al bagno Hana-Bi di Marina di Ravenna le L.A. Witch.

Le giovani Sade, Ellie e Irita vivono a Los Angeles, hanno costruito un immaginario traversale a partire dai maestri del garage 60s e le hanno descritte come le eredi contemporanee del sound selvaggio dei Gun Club e dei primi X. Tornano con un album digitale, “Octubre”, un disco che parla di relazioni malate e di amore debilitante, ma allo stesso tempo un involontario resoconto del passato e di ciò che resta.

L'omonimo album di debutto delle L.A. Witch – uscito nel 2017 – attinse al fascino delle notti calde della West Coast accennando al contempo alla solitudine e all'illegalità del vivere nella periferia di un paese fondato su un passato oscuro. Il disco era adatto per guidare attraverso il deserto a tarda notte, per essere trasmesso da qualche DJ radiofonico solitario da una stazione FM a basso segnale. Il trio composto dalla chitarrista e cantante Sade Sanchez, dalla bassista Irita Pai e dalla batterista Ellie English ha abbattuto i suoni dei “fuorilegge” dei climi più caldi, che si trattasse del rock ‘n' roll lisergico dei 13th Floor Elevators, dei lamenti striduli di Bakersfield o del fatalismo catturato dai Doors in canzoni come "The End". Non c'è stagione migliore per questo genere di canzoni che l'autunno, quando le promesse dell'estate si sono attenuate e le notti si fanno più lunghe.

A fine estate 2018 infatti le L.A. Witch hanno colto l'occasione per rivisitare una manciata dei loro primi brani lasciati da parte, rimodellandoli in “Octubre”, un EP di cinque canzoni che scava più a fondo nel loro lato oscuro. L'apripista e singolo principale, "Haunting", è un elucubrante riflessione sull'eroina, pieno di grandi accordi squillanti, tremoli vorticosi e voci stupefacenti. È più densamente stratificato di qualsiasi cosa la band abbia fatto in passato, grazie in parte alle capacità ingegneristiche di Samuel Shea (Warbly Jets) e al talento di produzione di Gregg Foreman (Cat Power, Delta 72), ma anche come risultato della deviazione premeditata della band dalle registrazioni nude e crude. «Proprio perché queste sono vecchie canzoni – non le suoniamo più dal vivo ma volevamo che fossero ascoltate – questa era l'occasione perfetta per sperimentare con suoni e trame», dice Sanchez riguardo all’Ep. Nonostante questo nuovo avventurismo da studio, le canzoni di “Octubre” rimangono fedeli alla spigolosità vintage delle L.A. Witch. L'ossessiva canzone d'amore "Sleep" è ancora incentrata sull'interazione minimalista del trio, ma gli spazi vuoti tra gli accordi riverberanti sono pieni di chitarre fuzz, come se il nastro avesse catturato il fantasma di un trovatore dimenticato. La criptica "BB's Momma" viene sostenuta da un vibrato d'organo nei suoi versi sensuali e bombardata da un pianoforte sanguinante nei suoi cori. Mentre l'Ep culmina con la ballata acustica "Heart of Darkness" e la strumentale "Outro", sentiamo echi sullo sfondo, come se la magia evocata dalle L.A. Witch stesse iniziando a prendere vita da sola.

“Octubre” può essere un disco di infatuazioni malsane e di amore debilitante, ma è anche una dichiarazione involontaria sul passato e sulla permanenza. Offerto al mondo come una versione digitale a sorpresa (ma ora uscirà la versione in cd), potrebbe suggerire una sorta di episodio a sé, ma il motivo alla base è reinventare e portare una nuova vita a queste canzoni seminali dei primi anni della band. Ripensate e rimodellate, queste canzoni non rappresentano solo l'inizio della band, ma servono anche come teaser per la loro futura produzione.

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