Tra rime e fantasia, ecco il rapper Rancore sul palco della Festa

Rancore è il grande protagonista sul Palco della Festa Nazionale dell'Unità di Ravenna giovedì 29 agosto, alle 21.00.

Dopo 40 date dall’uscita del disco “Musica per bambini” e numerosi sold out, Rancore si è esibito sul palco del concertone del Primo Maggio in Piazza San Giovanni a Roma, oltre ad essersi esibito al Festival di Sanremo al fianco di Daniele Silvestri in gara con il brano “Argentovivo”, di cui Rancore è co-autore. Il brano ha ricevuto diversi riconoscimenti dalle giurie del Festival (Premio della critica “Mia Martini”, Premio della Sala Stampa Lucio Dalla e Premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo).

Rancore è da anni considerato uno degli artisti più interessanti del panorama del rap italiano, capace di trovare la giusta alchimia tra rime, tecnica, fantasia e significati. In questo ultimo lavoro l’artista è molto più esplicito ed assume un velo di ironia e provocazione mantenendo un alto grado di cervellotica complessità, ormai alla base del suo rap ermetico. In questo nuovo album di inediti il rapper sembra accusare la sua fantasia di averlo portato troppo lontano in un viaggio interiore fatto di sofferenza, labirinti mentali, sogni e avventure. Una catarsi che porta l’artista a spogliarsi da alcuni sentimenti. Tra questi non manca il rancore. In “Musica per bambini” si raccontano e si analizzano i molteplici aspetti della non comunicazione e del disagio, condizione che nasce dall’estraniarsi dalla realtà nel momento in cui non solo non si è compresi, ma non si comprendono più gli altri. Il filo rosso di questo album, inoltre, è il tema della crescita. ‘’Musica per bambini’’ come ogni disco di Rancore è il viaggio di una vita, analizzata e interpretata in più brani e da più punti di vista. Religioni e pseudo-scienze si ripercuotono come sempre nell’“Hermetic Hip Hop”, nome che Rancore ha attribuito al suo modo di fare il rap. Ogni tema è affrontato in più sfaccettature. Nel disco sonorità cinematografiche e parole violente si alternano a brani più ‘’delicati’’ dove Rancore raggiunge probabilmente i suoi livelli di scrittura più elevati. Ogni parola incisa nel disco ed ogni scelta musicale è firmata Rancore. Compaiono nomi nuovi tra i produttori (Jano e Meiden) oltre che produttori e musicisti con cui Rancore ha collaborato in passato (Dj Aladyn, Giancane e Fisa del Muro Del Canto, 3D e Skioffi, Marco Zangirolami). L’ultima frase del disco è: «Non capisco mezza parola di ciò che dici». Il senso è che Rancore si sente alieno rispetto al mondo e vorrebbe comunicare ma è esattamente come se parlasse un’altra lingua, dunque non riesce, come se fosse risucchiato dal suo stesso ermetismo. Ogni barra viaggia sul filo del rasoio, sembra fatta apposta per essere ascoltata non solo una volta, ma infinite volte.

Ingresso gratuito.

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