Sant'Agnese sotto piazza Kennedy: per il sito archeologico bisogna pensarci bene

L'assessore Roberto Fagnani annuncia che una parte di Piazza Kennedy non interessata dagli scavi archeologici sarà fruibile da giugno. E gli archeologi (quelli veri) chiariscono quando la valorizzazione può avere senso, oggi.

L'assessore Roberto Fagnani ha fatto il punto sulla vexata quaestio Piazza Kennedy, mettendo a fuoco il lavoro di concertazione tra amministrazione e soprintendenze in merito agli interventi archeologici e strutturali. Un confronto che continuerà anche in futuro, dal momento che le indagini sulla Chiesa di Sant'Agnese proseguiranno nei prossimi mesi, parallelamente, e anche oltre, ai lavori di pavimentazione che interesseranno invece la porzione di scavi ultimati, nuovamente calpestabile da giugno prossimo.

Le opere di riqualificazione di piazza Kennedy a cura dell'impresa Cbr e finanziate interamente dalla Fondazione del Monte di Ravenna e Bologna sono iniziate nel giugno 2015. Il progetto è stato redatto da tecnici del Comune in collaborazione con l’architetto Pierluigi Cervellati.

Contestualmente ai lavori, conclusi per quanto riguarda i marciapiedi sul lato Palazzo Rasponi Murat, sono state realizzate operazioni di scavo presidiate dalla Soprintendenza Archeologia dell'Emilia Romagna, che hanno interessato sia il versante della piazza su via D'Azeglio (Orti Rasponi), oggi concluse, e l'area della chiesa di sant'Agnese, dove proseguiranno le indagini stratigrafiche. Da lunedì 11 aprile, riprenderanno sul versante di via D'Azeglio per la realizzazione delle fondazioni che ospiteranno le strutture di vendita (edicola, street food) e le sedute collocate negli ex orti Rasponi.

I ritardi dei lavori nella piazza dell'ex parcheggio hanno fatto discutere tantissimo e suscitato molti mal di pancia, forse non sempre supportati dalla consapevolezza di cosa significhi oggi valorizzare un'area archeologica.

Giorgio Cozzolino, Luigi Malnati e Valentina Manzelli (rispettivamente Soprintendente Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini; Soprintendente e funzionaria della Soprintendenza Archeologia dell'Emilia Romagna) hanno gettato luce su tutto quel che comporta, a livello scientifico, logistico ed economico, un'operazione complessa come la valorizzazione.

"In Italia sono tutti 'allenatori di calcio' e tutti 'archeologi' - commenta Malnati - peccato che per essere archeologi, servano una laurea, specializzazioni, concorsi e competenze tecnico-scientifiche di un certo livello. Le scelte legate alle indagini archeologiche sono più complesse di quel che può apparire al senso comune. Gli obiettivi delle indagini su Piazza Kennedy erano di due ordini: il primo, verificare la consistenza dei depositi archeologiciIl secondo obiettivo era invece studiare la chiesa di Sant'Agnese, esaminarne le condizioni, la conformazione della pianta e la stratigrafia. 

Il primo obiettivo, il sondaggio stratigrafico, è arrivato fino all'età romana: sappiamo che c'è un edificio, anche se non ne conosciamo la tipologia. Il secondo obiettivo, Sant'Agnese, è ancora in fase di studio: siamo arrivati al livello del 1200, sappiamo che c'è anche quello del VI secolo, ma il sondaggio non è ancora finito".

Ma cosa c'è quindi sotto la pavimentazione su cui abbiamo parcheggiato l'auto fino all'anno scorso? E varrà la pena renderla un bene fruibile?

L'archeologa Manzelli, spiega i risultati delle indagini: "nella zona degli Orti Rasponi sono stati rinvenuti una cisterna del XVIII secolo, una piccola struttura residenziale in mattoni di epoca medievale-romanica e, negli ultimi due livelli un pavimento di mattoni di V-VI secolo e pavimenti di età imperiale di mattoni e lastre di marmo rosso di Verona, sigillati da un crollo con tracce di un incendio. Ci siamo fermati all'età imperiale perchè per proseguire avremmo dovuto aprire una voragine profonda più di sei metri e chiudere la viabilità per motivi di sicurezza. Il vero "tesoro" qui è avere scoperto quali sono le quote di insediamento delle città delle diverse epoche, per poter programmare i futuri lavori. Sant'Agnese sapevamo che c'era, ma non com'era fatta. Oggi la parte visibile è principalmente quella medievale: a causa delle spoliazioni non resta molto oltre i muri perimetrali, danneggiati peraltro da alcuni cavi della Telecom installati negli Anni '80. Abbiamo però trovato il ciborio, con l'unica fossa di sepoltura medievale, l'altare in muratura usato fino al 1600, l'abside con il sedile del clero. Pensiamo di riuscire a raggiungere anche la chiesa di VI secolo con il proseguimento degli scavi e di trovarla simile a quella medievale, scavando solo nei punti strategici dell'altare e forse anche del pulpito".

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"Infatti non si può scavare a caso lungo tutta un'area: ogni scavo è un'opera distruttiva ed è quindi fatto di scelte strategiche, indirizzate verso obiettivi precisi che vanno ben ponderati secondo criteri scientifici - conclude Malnati - la valorizzazione poi è una questione molto delicata: in regione oggi ci sono 110 aree archeologiche - prosegue il soprintendente - mantenerle ha un costo e, anche per questo, la metà di queste non è in buone condizioni. Appartengono allo Stato e vengono affidate in gestione a terzi tramite accordi. I tempi sono cambiati e oggi, affinchè abbia senso, bisogna valutare se ci sono reperti rari, non riscontrabili in altri contesti, va valutato il costo per rendere i beni visibili, quello per la manutenzione, senza contare cosa può significare per una città avere una piazza inagibile per vent'anni a causa dei lavori. Alla fine dei lavori, spetterà all'amministrazione la decisione sul destino di Piazza Kennedy".

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