Valerio Varesi e il suo "stato d'ebbrezza" il 12 febbraio a Caffè Letterario

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Valerio Varesi, nato a Torino da genitori parmensi si è laureato in filosofia all'università di Bologna con una tesi su Kierkegaard. Dopo essere stato corrispondente da Parma per La Stampa e La Repubblica, nell'87 ha lavorato alla Gazzetta di Parma e nel '90 è passato alla redazione bolognese di La Repubblica. La prima pubblicazione è del '98, un romanzo giallo (Ultime notizie di una fuga ed. Mobydick) poi, nel 2000 è uscito Bersaglio, l'oblio edito da Diabasis con il quale è stato finalista al festival del noir di Courmayeur e al premio Fedeli, organizzato dal Siulp. Con "Lo stato di ebbrezza" il giornalista "parmigiano" racconta, la "grande farsa", la tragicomica narrazione degli ultimi 30 anni dell'Italia: da Craxi a Berlusconi, mafia e consumismo sfrenato annessi. Sarà ospite della rassegna Caffè Letterario venerdì 12 febbraio, alle ore 21, presso il Salone Estense in Rocca. Gli anni '80 secondo Domenico Nanni, ultimo personaggio uscito dalla sua penna con "Lo stato di ebrezza" (edito da Frassinelli), è un libro in cui l'autore termina una sua ricognizione storica, disquisendo dell'ultimo trentennio, fino al 2011. Lei, nel suo libro, parla degli anni '80: cosa resterà di quel periodo?  " Siamo al cospetto di una fase in cui la politica è diventata praticamente ancella dell'economia. Un periodo di profondi cambiamenti, con il denominatore comune del divertimento senza freni, della vita percepita esclusivamente in una dimensione individuale. Gli anni di Craxi sono il momento in cui nasce il clientelismo".

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