Il festival dedicato al padre della lingua italiana: al via la sesta edizione di Dante2021

Apre mercoledì la sesta edizione di Dante2021 il Festival dedicato al padre della lingua italiana e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca. L’orizzonte del Festival 2016 è definito da una citazione dalla Commedia, «A piè del vero il dubbio» (Paradiso IV, v. 131), che illustra la natura della manifestazione: ogni arte interpretativa è vitale progresso, che in ogni risposta scopre nuove domande e caratterizza una realtà “in movimento”, come il festival da sempre si definisce. 

Dante2021 cerca di essere espressione di questo dinamismo della ricerca, le cui energie e i cui traguardi propone e diffonde da sei anni. La nuova tappa del percorso verso le celebrazioni per il settimo centenario della morte di Dante Alighieri presenta un ricco programma di incontri, spettacoli, concerti - come sempre tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero – che animerà fino al 18 settembre i luoghi della Ravenna dantesca. Protagonisti, tra gli altri, Furio Honsell, Stefano Salis, Stefano Folli, Antonio Patuelli, Mimmo Paladino, Virginio Gazzolo, Enrico Bonavera, Luciano Canfora, Alberto Puoti, Franco Zabagli e Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca e studioso noto al grande pubblico televisivo anche per i suoi interventi di Pronto Soccorso linguistico, a cui andrà il Premio Dante-Ravenna 2016.

L’apertura del Festival, alle ore 17 si terrà presso gli Antichi Chiostri Francescani e sarà affidata ai saluti di Lanfranco Gualtieri (presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna), Claudio Marazzini (presidente dell'Accademia della Crusca), Domenico De Martino (direttore artistico di Dante 2021) e Antimo Cesaro (sottosegretario di Stato, rappresentante diretto del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo). “Dante è senza dubbio il miglior ambasciatore della lingua e della cultura italiana nel mondo - sottolinea il sottosegretario Cesaro - La loro promozione rappresenta un segmento strutturale di politica estera e il MiBACT guarda con particolare attenzione ad eventi come quello di stasera, che hanno il pregio di avvicinare il pubblico, non solo quello degli addetti ai lavori, alla produzione del Sommo poeta. Siamo consapevoli che il prestigio della nostra cultura non sia sufficiente a garantire “rendite di posizione”: servono infatti politiche strutturali e una governance ben coordinata. Proprio per questo l’Italia negli ultimi anni ha scelto di puntare sulla cultura, sia in termini di investimenti strategici, che a livello diplomatico, utilizzandola come strumento di “soft power”, per rafforzare il nostro potenziale d'attrazione e il nostro ruolo all’interno della Comunità internazionale”.

Seguirà i saluti “da quel punto depende il cielo e tutta la natura” (Paradiso XXVIII): Temi di matematica e logica nella Commedia, un incontro all’insegna della grande divulgazione scientifica e del commento alla Commedia alla luce dei temi logici e matematici affrontati in particolare nel canto XXVII del Paradiso. Furio Honsell - per sette anni Magnifico Rettore dell’Università di Udine e dal 2008 sindaco della città - dispiegherà i propri molteplici interessi (matematico, si è occupato di sistemi formali, di linguaggi di programmazione e di semantica del linguaggio) e la propria abilità di divulgatore, già testata con successo nella partecipazione come ospite fisso alla trasmissione di Fabio Fazio Che tempo che fa, unite al proprio entusiasmo dantesco.

Il programma di questa prima giornata dimostra come “accanto” a Dante si raccolga, anche quest’anno, una grande varietà di temi e ispirazioni che spaziano dagli argomenti più concreti e attuali alle arti visive e performative: la sera di mercoledì, dopo la rilettura della Commedia dal punto di vista della scienza con la guida d’eccellenza del professor Honsell, la parola sarà del teatro, con una fantastica ricostruzione del dantesco Alichino portata in scena da Enrico Bonavera. In attesa dello spettacolo serale rimane il tempo per un aperidante, in attesa dello spettacolo serale.

Alle 21 saranno infatti sempre i Chiostri a farsi palcoscenico per Alichin di Malebolge. Ne è autore e interprete Enrico Bonavera, che, formatosi nell’ambito del teatro di ricerca ed erede di Ferruccio Soleri nello strehleriano Arlecchino servitore di due padroni del Piccolo di Milano, annovera fra le prestigiose collaborazioni quella con l’Odin Teatret di Eugenio Barba e da decenni accompagna all’attività di attore di prosa quella di insegnante di teatro. Questa sua nuova creazione è la straordinaria storia del personaggio-maschera di Arlecchino, trasfigurazione del diavolo Alichino che Dante incontra nel canto XXI dell’Inferno (v. 118). Il racconto del ritorno di Alichino a Malebolge, il suo originale girone infernale, dopo secoli di incarnazioni nel corpo e sul volto di tanti commedianti, è anche una riflessione sul bene e sul male, sulle trasformazioni dei peccati e del nostro mondo attraverso gli occhi selvaggi e insieme ingenui del vecchio diavolo dantesco, aggregatosi a una compagnia di buffoni girovaghi. Ecco dunque che “accanto” a Dante si raccolgono studiosi e artisti, nonché un pubblico che è cresciuto assieme al Festival non soltanto nei numeri, ma anche e soprattutto nella conoscenza e consapevolezza del ruolo del Sommo Poeta per la cultura italiana e europea, accanto alla ricchezza e bellezza della sua eredità letteraria e linguistica.  

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