Dante e attualità: Antonio Tajani dialoga con Patuelli

Continuano a Ravenna gli incontri di Dante2021: venerdì 14 settembre, alle 17, nella Sala Arcangelo Corelli del Teatro Alighieri, un evento di alto rilievo internazionale che vedrà dialogare, con il riferimento dantesco «Europa dolce carco» (Paradiso XXVII, v. 84), il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, con Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana e del Gruppo La Cassa di Ravenna; coordinerà l’incontro Paolo Giacomin, direttore di QN Il Resto del Carlino - Il Giorno - La Nazione.

Il programma, però, inizia già alla mattina. Alle 11 Alle 11, nella storica Sala dantesca della Biblioteca Classense, si affronterà uno dei temi più ricorrenti nel recente dibattito culturale, naturalmente in prospettiva dantesca: il valore dell’eredità classica della cultura latina e greca. Con la guida di Claudia Arletti del Venerdì di Repubblica si discuterà Nelle lingue classiche le chiavi della complessità (Un preavviso di Dante): non solo chi conosce latino e greco acquisisce maggiori competenze in italiano, nel lessico e nella struttura grammaticale, ma la complessità, caratteristica fondamentale e ardua della civiltà contemporanea, trova chiavi interpretative e possibilità di dominio proprio nelle lingue classiche. Accanto a Francesco Sabatini, già docente dell’Università di Roma Tre e presidente onorario dell’Accademia della Crusca (di cui è stato presidente effettivo dal 2000 al 2008) e ormai notissimo volto della televisione come protagonista del Pronto soccorso linguistico in onda la domenica all’interno di Unomattina (RAI 1), lo storico della lingua Paolo D’Achille (Università Roma3, direttore della «Crusca per voi»), il classicista Gianfranco Agosti (La Sapienza di Roma) e il lessicologo Cosimo Burgassi (Opera del Vocabolario CNR).

Alle 11 e alle 16 si rinnova lo speciale percorso di visita-spettacolo che accompagna il pubblico nella “zona del silenzio” tra Tomba del Poeta, Quadrarco di Braccioforte e Basilica di San Francesco: Dante e altri tesori nascosti parte dai Chiostri Francescani con la guida di Alessandro Libertini e Véronique Nah della Compagnia teatrale Piccoli Principi. La prenotazione è obbligatoria (biglietteria del Museo Dantesco ai Chiostri Francescani e 0544 215676). 

Alle 17 si svolge il preannunciato incontro con Antonio Tajani alla Sala Corelli. L’evento è allo stesso tempo significativo perché non solo vede la presenza a Ravenna del primo Presidente Italiano del Parlamento Europeo, ma anche perché rievoca la storica presenza a Ravenna nel 1980 di Simone Veil, figura storica di primissimo piano, Presidente del primo parlamento europeo eletto a suffragio diretto, che sabato 3 maggio del 1980, sempre presso il Teatro Alighieri, consegnò, in una solenne cerimonia, alla Città di Ravenna il “Trofeo Europeo di civismo” per aver fatto registrare la più alta partecipazione al voto europeo nelle città degli allora nove paesi della Comunità.

Alle 21 si ritorna nei Chiostri Francescani per L’ultimo incontro (Dante e Francesca), una pièce firmata dallo scrittore fiorentino Marco Vichi, premio Scerbanenco e creatore del notissimo commissario Bordelli, ma anche di testi più rarefatti e riflessivi come Il console. La regia di questa novità, realizzata in prima nazionale per Dante2021 (in collaborazione con il Teatro della Toscana - Teatro nazionale), è di Antonio Frazzi, anche adattatore del testo; protagonista, Andrea Giordana.

Alle 22, sarà la “dantesca” Basilica di San Francesco, dove quasi sette secoli fa si celebrarono i funerali del Poeta, ad accogliere Morte e resurrezione - Thánatos kai Anástasis, che sulla traccia del XIV canto del Paradiso combina suoni e parole in un recitar cantando che è anche un viaggio tra Ponente e Levante, tra arcaico e contemporaneo, tra suggestioni dantesche ed echi dell’antica Persia. Ideato da Stefano Albarello, il concerto-spettacolo raccoglie interpreti impegnati in un percorso sulla vocalità come forma di spiritualità e sulla rinuncia alla vita materiale per la rinascita spirituale. Così la voce recitante dell’attore Amerigo Fontani si immerge nei suoni puri delle campane di cristallo di Giuseppe Olivini (Lux Vivens) e incontra il canto armonico di Raffaele Schiavo; mentre il richiamo del ney (flauto di canna) di Giovanni De Zorzi e dello zarb (tamburo a calice) di Fabio Tricomi invitano alla meditazione sulle parole dei mistici sufi, sull’armonia delle sfere e la «dolce sinfonia di paradiso» (Paradiso XXI, v. 59). Ma c’è spazio anche per i canti polivocali della tradizione campana, come il Miserere tramandato oralmente dai confratelli dell’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso e Monte dei Morti di Sessa Aurunca. E ancora: il canto greco-bizantino su morte e resurrezione, tratto proprio da manoscritti conservati nella Biblioteca Classense di Ravenna e di cui sarà interprete lo stesso Albarello.

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