Dal canto di Ulisse alle traduzioni della Commedia: si apre il settembre dantesco

Da mercoledì 4 a sabato 7 settembre tornano gli incontri di Dante Hors d'Oeuvre, l'anteprima del festival dantesco che ogni anno porta in città spettacoli, ospiti di rilievo e la cerimonia dell'olio.

Anche quest'anno D.H.O. porta i suoi appuntamenti in diversi luoghi del centro cittadino portandoci a spasso per i canti della Divina Commedia e alla scoperta dell'universo dantesco.

Programma dell'anteprima

Mercoledì 4 settembre, al Museo Nazionale di Ravenna, D.H.O. riparte anche quest’anno da una delle più alte pagine della letteratura del Novecento…e da uno dei più attenti commenti a un passo della Commedia: “Il canto di Ulisse” da Se questo è un uomo di Primo Levi, l’indimenticabile episodio in cui Levi accetta di insegnare la lingua italiana al compagno di prigionia Pikolo (Jean Samuel) e sceglie di farlo attraverso la Commedia. Così, in quell’altro Inferno che è il campo di concentramento, le parole di Ulisse sopraggiungono nella tragedia dell’Olocausto e consentono di ritrovare, sia pure per pochi momenti, il senso e il valore della dignità umana e della libertà. Lettura e commento sono affidati a Silvia Brasca, giornalista e caporedattrice del TG La7; formatasi sulla cronaca di Mani Pulite, è stata caporedattore del programma televisivo Matrix ai tempi della direzione di Enrico Mentana. L’appuntamento, organizzato in collaborazione con il Museo Nazionale di Ravenna - Polo Museale dell’Emilia Romagna, ha il patrocinio del Centro internazionale di studi Primo Levi.

Giovedì 5 settembre è la Sala Dantesca della Biblioteca Classense a ospitare - con l’introduzione del Direttore della Biblioteca, nonché dirigente alla Cultura del Comune di Ravenna, Maurizio Tarantino - Dante Alighieri: una questione di famiglia. La testimonianza è quella dell’editore Daniele Olschki, erede di una tradizione iniziata nel 1886 con il bisnonno Leo Samuel. Tedesco di origini polacche, in Italia Leo si dedicò all’attività editoriale e al commercio antiquario dei libri: un esordio che ha segnato la storia di famiglia, sviluppatasi sotto il segno di Dante. Lo stesso marchio editoriale (globo e doppia croce con le iniziali dell’editore, ispirato a quello del tipografo Lazaro de’ Soardi attivo a Venezia tra Quattrocento e Cinquecento) apparve per la prima volta nelle Figure dantesche di Giuseppe Crescimanno (1893). Risale invece al 1911 l’edizione monumentale della Commedia con prefazione di d’Annunzio e incisioni del 1491; cent’anni dopo il commento a cura del grande dantista americano Robert Hollander. L’incontro alla Classense è per Daniele Olschki anche una… visita di famiglia: nelle sue sale si conserva infatti la splendida collezione dantesca che nel 1905 la Biblioteca acquistò dal bisnonno, collezione che comprende tutte le principali edizioni a stampa della Commedia fin dai primi incunaboli.

Venerdì 6 settembre appuntamento al Caffè Letterario (via Diaz 26) con Il mio Dante: da L’inferno di Topolino alle traduzioni in cinese e giapponese della Commedia. Emanuele Banfi, glottologo dell’Università di Milano-Bicocca, racconta momenti salienti, formativi, ma anche divertenti della propria vita. Un percorso lungo il quale Dante è sempre stato, da quando Banfi aveva poco più di sei anni, un fido compagno: dalle pagine del fumetto più famoso, e dalle avventure di Topolino nell’Inferno dantesco, fino al confronto con la sfida delle traduzioni della Commedia in lingue che appartengono a una sfera culturale lontanissima dalla nostra e che forse sono, in particolare nel caso del cinese, le lingue del futuro. Banfi si è occupato di storia linguistica dei Balcani e quindi di lingue orientali (arabo, cinese, giapponese, coreano), trascorrendo periodi di studio in Cina e in Giappone.

Sabato 7 settembre ancora al Caffè Letterario per la conclusione di D.H.O.: la parola passa a Carlo Francini, storico dell’arte e responsabile dell’Ufficio UNESCO del Comune di Firenze. Il racconto del “suo” Dante è una narrazione divertita - ma profondamente competente - a partire dal confronto fra la statura imponente dello studioso e la piccolissima eppur fedelissima copia di riferimento della Commedia. Così Un metro e novanta per il Dante minuscolo hoepliano (cm 7,5 x 12) è una passeggiata fra ricordi e strade fiorentine - quelle che furono testimoni della vita, della poesia e dei pensieri dell’Alighieri - con una guida d’eccezione. Francini ha curato numerosi restauri di monumenti fiorentini per conto dell’Amministrazione Comunale e pubblicato monografie sulla scultura fiorentina del Cinquecento e sulla museologia tra Otto e Novecento a Firenze; fra i suoi principali interessi Baccio Bandinelli e Michelangelo (è infatti anche membro del comitato scientifico della Fondazione Casa Buonarroti).

Il festival dantesco si apre invece l'11 settembre.

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