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Giovedì, 29 Settembre 2022
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Dante2021+1, 4 giorni dedicati a Dante. Tra gli ospiti Paolo Gentiloni, Irene Grandi e Vittorio Pettinato

Il festival interamente dedicato al Poeta è in scena dal 14 al 17 settembre con incontri, spettacoli e concerti nel cuore della Ravenna dantesca, quell’angolo di città che ne abbraccia la Tomba

Se il settecentenario del 2021 è stato un formidabile stimolo per gli studi e la divulgazione – con esiti importanti grazie al sostegno costante dell’amore popolare per Dante – si ritorna ora alla “normalità” e si riparte dai fondamentali: da quell’orizzonte spirituale che per il Poeta era l’anelito alla pace, considerata come la condizione necessaria per la felicità e la realizzazione umana e, trasfigurata nell’eternità, come la destinazione che è il premio dei beati. Intitolato con guizzo giocoso Dante2021+1, il festival interamente dedicato al Poeta è in scena dal 14 al 17 settembre con incontri, spettacoli e concerti nel cuore della Ravenna dantesca, quell’angolo di città che ne abbraccia la Tomba.

Promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e diretto fin dall’inizio da Domenico De Martino, con il sostegno della direzione scientifica dell’Accademia della Crusca, il festival raggiunge così l’XI edizione. Il cui titolo, «per quella pace / ch’i’ credo che per voi tutti s’aspetti» (Purgatorio III, vv. 74-75), ci trasporta ai piedi della montagna del Purgatorio; con gli occhi rivolti alla cima, ma soprattutto a quella pace che, oggi più che mai, è l’orizzonte e il desiderio di ognuno. Con la consapevolezza che Dante può essere ancora il nostro compagno di viaggio lungo un cammino («noi siam peregrin come voi siete») che intreccia la ricerca più avanzata all’alta divulgazione. Tutti gli appuntamenti in programma sono a ingresso libero.

"Oggi è un’occasione fortemente “istruttiva” traguardare la pace che Dante voleva veder realizzarsi in Europa e nel Mediterraneo con le ben diverse iniziative, responsabilità e modelli ideali del quadro attuale, che può fornire di prima mano un protagonista come il commissario europeo Paolo Gentiloni – sottolinea il direttore del festIval Domenico De Martino – Ma non minor valore hanno le ricerche testuali di uno studioso come Giorgio Inglese, che riceverà il premio Dante-Ravenna e alle cui cure è stata affidata la nuova edizione nazionale della Commedia appena pubblicata. In effetti , il nostro Dante, di noi uomini e donne del XXI secolo, si radica pienamente nella concretezza del testo, per proiettare inesorabilmente le sue intenzioni nella nostra difficile, controversa umanità di oggi e domani".

Quasi al centro della Commedia, nel canto XVII del Purgatorio, il primo dopo il cinquantesimo dei cento canti di cui è composto l’intero poema, Dante incastona una delle beati tudini del discorso della montagna risportate nel Vangelo di Matteo: «Beati / pacifici, che son sanz’ira mala!» (vv. 68-69) proclama l’angelo della mansuetudine. Dopo tutto la pace, accanto ad amore e giustizia, è il valore su cui si fonda la promessa divina della vita eterna; ma è anche una condizione essenziale – come Dante ha argomentato nel De Monarchia – perché il potenziale dell’intelletto umano si dispieghi, perché siano possibili sviluppo e progresso. Quell’essere “in movimento”, insomma, che è anche la natura profonda e la missione di Dante2021, manifestazione che dal 2011, anno dopo anno, invita il pubblico a condividere slanci e conquiste della ricerca, sia essa filologica, letteraria, filosofica, artistica... riconoscendo implicitamente l’indissolubile legame tra pace, cultura e sviluppo dell’umanità.

Anche quest’anno il festival ha per “casa” gli Antichi Chiostri Francescani, proprio accanto alla Tomba, centro fisico e ideale della città di Dante: in quella armoniosa e potente cornice – ma per una sera anche presso la Basilica di San Francesco dove si tennero i funerali del Poeta – si alterneranno studiosi, artisti, giornalisti, attori, musicisti ...tutti accomunati da quel diffuso amore per Dante e la sua poesia che è il motore primo della manifestazione e al tempo stesso il suo traguardo. Di appuntamento in appuntamento, Dante sarà ispirazione, esempio, interrogativo, esperienza; parte, insomma, del vissuto di ognuno.

Il programma vedrà protagonisti Carlo Ossola, Marcello Ciccuto, Nicoletta Maraschio, Alberto Manguel, Paolo Gentiloni, Antonio Patuelli, Agnese Pini, Giorgio Inglese, Gian Luigi Beccaria, Carlo Galli, Roberto Rea, Irene Grandi, Patrizia Zappa Mulas, Nicola Smerilli, Virginio Gazzolo, Francesco Dillon, Isabella Fabbri, Vittorio Pettinato, Vincenzo De Angelis. La manifestazione, posta sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica, ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ravenna, della Fondazione Enzo Bettiza e degli Amici dell’Accademia della Crusca; media partner QN.

Il programma

L’apertura del festi val è mercoledì 14 settembre, alle 17 presso i Chiostri, con i saluti di Ernesto Giuseppe Alfieri (presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna), Nicoletta Maraschio (presidente onorario dell’Accademia della Crusca) e Domenico De Martino (ideatore e direttore di Dante2021). Segue l’incontro con Alberto Manguel e Carlo Ossola. Lo scrittore e traduttore argentino Alberto Manguel – uno dei “lettori ad alta voce” di Jorge Luis Borges tra il ’64 e il ’68, dopo un fatidico incontro nella libreria Pygmalion di Buenos Aires – è stato Direttore della Biblioteca nazionale argentina e ora vive a Lisbona, città alla quale ha donato la sua biblioteca di 40.000 volumi per farne un Centro internazionale sulla lettura, di cui è direttore.

Raffinato filologo e critico letterario, accademico e umanista, nonché rappresentante della cultura italiana al Collège de France di Parigi, Ossola è stato invece investi to della delicata e preziosa responsabilità di guidare, come Presidente, il Comitato nazionale per le celebrazioni del VII centenario. La loro presenza offre l’occasione per inaugurare la mostra di Nicola Smerilli: ai Chiostri sarà esposta una selezione di scatti tratti dal libro fotografico con testi proprio di Manguel, Dante. Orizzonti dell’esilio / The Landscapes of Exile (L. Olschki editore, con la cui collaborazione si realizza l’iniziativa), del quale Ossola firma la nota introduttiva e che alterna foto di Ravenna e luoghi limitrofi ad altre dedicate ai quattro elementi.

Alle 21 Vittorio Pettinato, talento comico che dopo aver cavalcato le onde delle tendenze su Tik Tok è approdato anche a Zelig, è autore e interprete di Dantemporaneo, perché «Noi dobbiamo andare da Dante, non il contrario – disse il prof»; a tessere la trama musicale dell’appuntamento, organizzato in collaborazione con l’Associazione musicale Angelo Mariani di Ravenna, saranno i sassofoni e la voce di Isabella Fabbri.

Giovedì 15 settembre, alle 17 la seconda giornata del festival si apre con Roberto Rea, docente di Filologia della letteratura italiana presso l’Università Tor Vergata di Roma. Con la complicità delle letture di Vincenzo De Angelis, Rea – la cui attività di edizione e interpretazione spazia dalla lirica stilnovistica e dantesca a Leopardi, Montale, l’ecologia della letteratura – ci presenta...un amico-avversario di Dante. Si tratta di Guido Cavalcanti , per l’appunto «il primo de li miei amici», come Dante lo definì nella Vita nuova che gli dedicò: un sodalizio intenso, umano e letterario a cui seguì una decisa frattura politica e poetica. Sul rapporto fra i due molto è stato scritto, ma Rea porterà nuove analisi e una più precisa interpretazione del “dissidio”, la cui eco risuona nel X canto dell’Inferno, quando Dante ne incontra il padre Cavalcante, condannato tra gli epicurei.

Alle 21 «Dulcissimum hydromellum» di Virginio Gazzolo, che ritorna una volta ancora a Ravenna per mettersi felicemente alla prova con le originalissime analisi e argomentazioni che Dante mise in campo a favore della lingua volgare nell’incompiuto trattato De vulgari eloquentia. Il testo procede da un’analisi, per il tempo assolutamente innovativa, dei dialetti italiani, a cui si contrappone la ricerca di una lingua “naturale” di cultura che sappia mettersi alla pari con il latino, al tempo unico e assoluto protagonista della letteratura, della filosofia, delle scienze. A curare la “postfazione” allo spettacolo sarà lo stesso Domenico De Martino.

Venerdì 16 settembre, alle 17 è un verso del Purgatorio a offrire lo spunto per il primo evento della giornata: «per tutta Europa» (Pur VIII, v. 123), dialogo tra Paolo Gentiloni, commissario europeo per l’Economia, e Antonio Patuelli, presidente della Cassa di Ravenna S.p.A. e dell’Associazione Bancaria Italiana. L’appuntamento, nel solco delle conversazioni – con il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, con Antonio Tajani all’epoca Presidente del Parlamento europeo e l’allora Ministro degli Affari Esteri Enzo Moavero Milanesi – che hanno caratterizzato le ultime edizioni del festival, è coordinato da Agnese Pini, direttrice di «QN Quoti diano Nazionale», «La Nazione», «il Resto del Carlino» e «Il Giorno».

Alle 21 nella Basilica di San Francesco, sito così denso di memorie, è ospite un artista che non ha mai avuto timore di confrontarsi con il passato e assorbirlo fra le proprie fonti : Mimmo Paladino presenta – con la regia visiva di Cesare Accetta e il violoncello di Francesco Dillon– il proprio progetto per il nuovo portale della “chiesa di Dante” che ne accolse i funerali nel 1321. Grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio e a Confindustria Romagna, l’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia riceverà in dono queste mirabili e immaginifi che porte con pannelli di terracotta modellata – con un’intenzione insieme materica e poetica – con argille toscane e faentine, innesti di mosaico e di bronzo.

Sabato 17 settembre, alle 17.30 si rinnova l’incontro con il teatro, grazie un’interprete magistrale quale Patrizia Zappa Mulas, che è stata diretta dai grandi del teatro italiano in un repertorio che spazia da Shakespeare a Genet. A Ravenna si confronta con la materia dantesca, filtrata dal punto di vista di un’autrice anti convenzionale come Marguerite Yourcenar (e sul progetto musicale di Stefano Napoli e Federico Capranica). Il Dialogo nella palude fu il primo testo teatrale della Yourcenar, composto attorno al 1930 e ispirato ai celebri versi del Purgatorio su Pia de’ Tolomei: la scrittrice immaginò l’ultimo incontro fra Pia e il marito con esiti sorprendenti; altrettanto sorprendente è la scelta di eseguire questo dialogo per voce sola, riconoscendo come le due parti della conversazione convergano in una resa dei conti interiore.

Alle 21 un appuntamento immancabile di ogni edizione: quello con i Premi Parole e Musica e Dante-Ravenna. Il primo sarà assegnato, con l’introduzione di Gian Luigi Beccaria (Accademia dei Lincei, Accademia della Crusca), a Irene Grandi. La cantautrice fiorentina è una esemplare «cattiva ragazza», come si è definita nella sua autobiografia, che ha saputo intrecciare collaborazioni con autori e colleghi in un clima di condivisione e sperimentazione di linguaggi diversi. Nella sua forte adesione alla lingua contemporanea, non ha trascurato talvolta di “riappropriarsi”, con una rilettura personale e da protagonista, di momenti di storia della canzone italiana.

Il Premio Dante-Ravenna è attribuito invece a Giorgio Inglese, a cui si deve la nuova edizione nazionale della Commedia a cura della Società Dantesca Italiana. Allievo di Alberto Asor Rosa e Gennaro Sasso, Inglese insegna letteratura italiana all’Università “La Sapienza” di Roma. È membro del comitato direttivo dell’Istituto storico italiano per il Medio Evo e della rivista “La Cultura” ed è stato capo-redattore dei Dizionari della Letteratura Italiana Einaudi. Presenteranno e festeggeranno Inglese due amici e colleghi: Marcello Ciccuto, presidente della Società Dantesca, e il filosofo della politica Carlo Galli, docente di Storia delle dottrine politiche all’Università di Bologna.

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