Davide Enia e "L’abisso" dei migranti

  • Dove
    Teatro Masini
    Indirizzo non disponibile
    Faenza
  • Quando
    Dal 17/12/2018 al 17/12/2018
    21.00
  • Prezzo
    da 14 a 25 euro
  • Altre Informazioni

Lunedì 17 dicembre alle ore 21 al Teatro Masini di Faenza andrà in scena il racconto urgente, profondo, attuale di Davide Enia L’abisso – quello del Mediterraneo che ingoia i migranti e quello interiore di un uomo di mare – che il palermitano, scrittore, drammaturgo, interprete e regista ha tratto dal suo nuovo romanzo in presa diretta da Lampedusa, Appunti per un naufragio (Premio Mondello 2018). Davide Enia torna in scena con il gesto, il canto, il cunto, per affrontare l’indicibile tragedia contemporanea degli sbarchi sulle coste del Mediterraneo. Epopea di eroi odierni, tra vita e morte, che diventa metafora di un naufragio individuale e collettivo. Lo spettacolo, che vede in scena anche Giulio Barocchieri, autore ed esecutore delle musiche originali, è frutto della co-produzione di Teatro di Roma - Teatro Nazionale, Teatro Biondo di Palermo e Accademia Perduta - Romagna Teatri.

Dopo la rappresentazione al Masini di Faenza, lo spettacolo replicherà in Romagna al Teatro Mentore di Santa Sofia (25 gennaio), al Teatro Galli di Rimini (17 febbraio), al Teatro Goldoni di Bagnacavallo (18 febbraio), al Teatro Diego Fabbri di Forlì (19 febbraio).

“Il primo sbarco l’ho visto a Lampedusa assieme a mio padre. Approdarono al molo in tantissimi, ragazzi e bambine, per lo più. Io ero senza parole. Era la Storia quella che ci era accaduta davanti. La Storia che si studia nei libri e che riempie le pellicole dei film e dei documentari". 

Come raccontare il presente nel momento della crisi. Questa domanda nasconde continue insidie. In assoluto, il continuo rischio di spettacolarizzare la tragedia. Il lavoro è indirizzato, quindi, verso la ricerca di una asciuttezza continua, in cui parole, gesti, note, ritmi, cunto devono risultare essenziali, irrinunciabili, necessari alla costruzione del movimento interno.
Questo ha determinato il carattere performativo del lavoro in scena, in cui si riproietta se stessi nel preciso stato emotivo che ha generato tutto, immergendosi dentro quell’esatta condizione del sentimento, in un loop che si ripete replica dopo replica, in un ritorno continuo che non ha esito se non il suo essere rivissuto, parola dopo parola, gesto dopo gesto, suono dopo suono, trauma dopo trauma, cunto dopo cunto.

Biglietti: da 14 a 25 € + ddp. 

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