Elio mette tutte le certezze in discussione ne "Il Grigio"

  • Dove
    Teatro Masini
    Indirizzo non disponibile
    Faenza
  • Quando
    Dal 20/11/2019 al 20/11/2019
    21.00
  • Prezzo
    da 15 a 27 euro
  • Altre Informazioni

La nuova edizione della rassegna che il Teatro Masini di Faenza dedica alla contemporaneità sarà inaugurata mercoledì 20 novembre alle ore 21 da Elio, protagonista di Il Grigio, capolavoro teatrale di Giorgio Gaber e Sandro Luporini la cui rielaborazione drammaturgica e regia sono affidate a Giorgio Gallione. Nello spettacolo sono inserite alcune celebri canzoni del Signor G., con arrangiamenti curati da Paolo Silvestri. Una versione recital perfetta per il talento di Elio.

Il Grigio è la storia di un uomo che a un certo punto della sua vita sente il bisogno di allontanarsi da tutto e da tutti, afflitto più da problemi personali che sociali. Si ritira così in una casa di campagna per essere più tranquillo e concentrarsi meglio su sé stesso e sui propri problemi. La sua desiderata solitudine viene però disturbata da un topo che gli gironzola per casa. 
Il topo, che sarebbe poi “Il Grigio”, rappresenta l’elemento scatenante degli incubi dell’uomo: ha la capacità di tenerlo sveglio sulla poltrona della sopravvivenza, fino a tramutarlo in un individuo pronto a tutto pur di ritrovare la propria serenità. A causa della presenza sgradita del topo, l’uomo sprofonda in una totale depressione che lo costringe a rivedere tutta la sua vita e gli fa mettere in discussione le proprie certezze. Falliti i tentativi di catturare il topo con i metodi tradizionali, comincia un lungo duello con l’invisibile nemico e in questa battaglia si trova a dovere riflettere su tutte le sue scelte affettive e morali. La lotta contro l’occulto roditore provoca nell’uomo una sorta di risveglio dall’anestesia del presente, in un crescendo drammatico dal finale imprevedibile.
Il Grigio è il racconto, emblematico più che mai, di un essere che parte dal più cieco egocentrismo per arrivare, attraverso un percorso che lo porterà a divinizzare e demonizzare il topo, a una sorta di pietas laica nella quale ritroverà la capacità di accettare ciò che è diverso da lui. Perciò, il topo, in questo racconto un po’ delirante e un po’ reale, forse esiste e forse no, e la sua tanto agognata fine diventa un rito, un esorcismo per uscire dalla metafora infernale e accettare la propria parte nera, ovvero l’altro. 
Nel Grigio il protagonista dichiara spudoratamente la propria pochezza, l’incapacità di amare il prossimo e sé stesso, ed è un bilancio spietato sia nell’ironia sia nell’angoscia. Il topo è chiaramente uno spettro, un simbolo e rappresenta i problemi rimossi che tornano quando si cerca di insabbiarli in una tranquillità fasulla. Il topo è anche un pretesto per portare il protagonista fuori dalla routine, perché solo un imprevisto, una situazione di emergenza, hanno il potere di aprirgli gli occhi. 

Biglietti: da 15 a 27 euro.

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

A proposito di Teatri, potrebbe interessarti

  • Teatro e sport, si apre il progetto con "Il rigore che non c’era" di Federico Buffa

    • dal 14 al 16 dicembre 2019
    • Teatro Alighieri
  • Una "Massa di risate" con lo storico duo comico Gigi e Andrea

    • 10 gennaio 2020
    • Sala Del Carmine
  • Favole in scena con lo spettacolo "Valentina vuole"

    • solo domani
    • 15 dicembre 2019
    • Teatro Masini

I più visti

  • Sogni e visioni a Natale: le spettacolari videoproiezioni di "Ravenna in Luce"

    • Gratis
    • dal 18 dicembre 2019 al 12 gennaio 2020
    • Mar, San Vitale e Battistero degli Ariani
  • Mosaici di Lego: gli 800mila mattoncini di Riccardo Zangelmi in "Forever young"

    • dal 5 ottobre 2019 al 12 gennaio 2020
    • Mar - Museo d'Arte della città di Ravenna
  • Una serata naturista con sauna, bagno turco e docce emozionali

    • solo domani
    • 15 dicembre 2019
    • centro Driadi
  • "Il privilegio dell’inquietudine": la grande grafica nella mostra dedicata ad Albrecht Dürer

    • Gratis
    • dal 21 settembre 2019 al 19 gennaio 2020
    • Museo Civico delle Cappuccine
  • Potrebbe interessarti

    Torna su
    RavennaToday è in caricamento