Fascino sul palco con la poliedrica Simonne Jones

Mercoledì 16 ottobre, ore 21.30, Simonne Jones giunge in concerto al Bronson Cafè di Madonna dell'albero.

Nata a Hollywood, California, multi-strumentista e artista visiva con un passato da modella, Simonne Jones ha cominciato a comporre all’età di tre anni, canticchiando le melodie a orecchio e studiando pianoforte da autodidatta. Laureata in arte e biomedicina alla University of Maryland, Baltimore County, attualmente vive a Berlino dove sta registrando il suo primo album e dove è stata notata da Peaches che dice di vedere il suo nome nel futuro.
E sempre mercoledì 16 al Bronson Café prima del concerto di Simonne Jones (dalle 16 alle 21), ecco “Inside Band: Aspetti legali nel live e nella discografia”, incontro condotto da Andrea Marco Ricci, presidente dell’Associazione Note Legali. Inside Band è un percorso di orientamento, formazione e divulgazione rivolto ad artisti solisti e band che vogliano approfondire la propria conoscenza del music business.

La storia di Simonne Jones include viaggi trasformativi che esplorano la salute e la cultura nelle giungle dell'Africa e del Brasile, momenti potenti che conducono la ricerca sull'HIV nei laboratori allo stato dell'arte, e l'essere rinchiusa nello studio di Peaches tra vari dildo e sintetizzatori. La sua eredità di Cherokee e caraibica non fa che arricchire la sua prospettiva. Dopo la migrazione da Los Angeles a Berlino, ha intrecciato i vari fili della sua vita in un reticolo musicale di eterea bellezza. Nel 2016, Simonne Jones pubblica il suo EP di debutto, “Gravity”.

Simonne è un'artista, ricercatrice scientifica, modella, compositrice, produttrice e polistrumentista. Per lei, la musica, la scienza e gli sforzi umanitari sono indissolubilmente legati. È laureata in arti visive e ricerca biomedica, con minori in scienze biologiche e storia dell'arte. È stata in prima linea nella ricerca sull'HIV sul campo e in laboratorio. Come studentessa universitaria, ha ricevuto una borsa di studio per viaggiare in Africa, dove ha creato un programma di sensibilizzazione sull'HIV. Simonne ha esplorato la musica come rito quotidiano in Amazzonia, durante una coinvolgente esperienza indigena immortalata nel documentario “Soundhunters” di Jean Michel Jarre.

Questo suo primo Ep di cinque canzoni è elegantemente emotivo. Sfrutta la potenza dicotomica della strumentazione sintetica programmata con motivi melodici dolcemente cupi che si sfregano contro le voci sensualmente espressive. Questa giustapposizione quasi cerebrale/guidata dal cuore è al centro dell'opera di Simonne. "Le canzoni hanno questi doppi significati", ammette Simonne. Tracce come "Gravity" e "Spooky Action" usano i principi della scienza come lente per esaminare le relazioni. "Gravity" riflette sui misteri di connessioni romantiche sfortunate attraverso il potere della lente di gravità di legare invisibilmente due oggetti. Qui, al di sopra di atmosfere electro di struggente bellezza, Simonne tira le melodie dalle corde del suo cuore e le allunga verso il cielo, raggiungendo la salvezza.

Ingresso libero.

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