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Bagnacavallo, un pieghevole dedicato al Fondo antico Manoscritti e Rari della biblioteca

Una nuova mostra sarà inaugurata sabato 17 dicembre e vedrà esposti per la prima volta tutti insieme i 61 incunaboli posseduti dalla biblioteca bagnacavallese

È disponibile nella biblioteca Taroni di Bagnacavallo, l'Ufficio Relazioni col Pubblico e l'Ufficio Informazioni Turistiche, nonché in versione digitale sul sito del Comune, il nuovo pieghevole informativo appena realizzato e dedicato al Fondo antico Manoscritti e Rari della biblioteca bagnacavallese. Come molte biblioteche in Italia, in particolare comunali, formatesi a seguito dell’incameramento dei beni di proprietà degli ordini religiosi soppressi in epoca napoleonica e post unitaria, anche la biblioteca Taroni (le cui origini risalgono al 1774) possiede una doppia anima: quella di biblioteca di pubblica lettura e quella di biblioteca di conservazione. Il Fondo antico Manoscritti e Rari si compone di 17.538 volumi tra manoscritti medievali e moderni e libri stampati tra il 1471 e il 1830. 

Nel pieghevole, studiato per informare e sensibilizzare i cittadini e gli studiosi nei confronti del patrimonio librario antico custodito dalla Taroni, si possono trovare una breve storia della biblioteca e dell’edificio che la ospita; una descrizione del patrimonio e dei fondi speciali posseduti; i progetti di catalogazione cui la biblioteca ha aderito; le modalità di consultazione; la bibliografia dedicata.
L'iniziativa si inserisce nelle attività promosse dal Comune di Bagnacavallo per valorizzare il patrimonio librario antico custodito nella biblioteca Taroni, accanto alla pubblicazione di saggi sui pezzi di maggior pregio, al restauro di alcuni esemplari unici posseduti dalla sola biblioteca Taroni e alla realizzazione di mostre, l'ultima delle quali è allestita nei locali della biblioteca fino al 12 novembre in occasione dell’ottavo centenario della fondazione dell’Ordine dei Frati predicatori di San Domenico.

Una nuova mostra sarà poi inaugurata sabato 17 dicembre e vedrà esposti per la prima volta tutti insieme i 61 incunaboli posseduti dalla biblioteca bagnacavallese, in concomitanza con il completamento della catalogazione di questi esemplari nella banca dati Mei (Material Evidence in Incunabula), curata dal Consortium of European Research Libraries di Londra. Questo progetto, al quale la Taroni ha aderito insieme ad altre 68 biblioteche italiane, costituisce uno strumento fondamentale per tutti gli studiosi dei primi libri stampati con caratteri mobili di metallo, tecnica messa a punto, come noto, dal tedesco Johann Gutenberg negli anni Quaranta del XV secolo. In questa banca dati è possibile recuperare la descrizione di tutti gli esemplari posseduti dalla Taroni, con tanto di focus sulle caratteristiche proprie e particolari di ciascuno (legature, miniature, provenienze, note di lettura, stato di conservazione).
 

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