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Homunculus e la magia del canto vedico

Homunculus avrà luogo a Ravenna dall’8 novembre al 9 dicembre. Protagonista il canto vedico, ma si parlerà anche di postura e automassaggio

Il Canto vedico, una delle forme più antiche di salmodia e di tradizione orale indiana ininterrotta oggi esistente, sarà al centro dell’edizione 2017 di Homunculus, il progetto annuale che Tanticosiprogetti sviluppa attorno alle arti della scena e del pensiero in convenzione con il Comune di Ravenna - assessorato alla Cultura e, nell’occasione, in collaborazione con la scuola elementare Pascoli, l’associazione “Il centro del cerchio” e Il Planetario.

La decima edizione di Homunculus, che avrà luogo a Ravenna dall’8 novembre al 9 dicembre, è stata presentata da Gabriella Tardozzi, insegnante di canto vedico, Danilo Conti, Antonella Piroli e Francesca Proia di tanticosiprogetti.
“E’ con molto piacere che abbiamo accolto l’argomento cui è dedicata questa edizione della rassegna legata al canto vedico - commenta Elsa Signorino, assessora alla Cultura -   trattandosi di una forma d’arte antichissima che merita di essere conosciuta per tutti i significati non tanto musicali, ma soprattutto espressivi che reca con sé e per la relazione  con le pratiche della concentrazione e della meditazione, aspetti sempre più trascurati in un’epoca caratterizzata dalla fretta e dalla velocità”.   
 
Il programma prevede da mercoledì 8 a giovedì 10 novembre, incontri sul Canto vedico con gli studenti della 5 A della scuola elementare Pascoli con una introduzione pratica di Danilo Conti dedicata alla postura ed all’automassaggio del corpo; sabato 11 e domenica 12 novembre, dalle 9.30 alle 12.30, si svolgeranno  due incontri sullo stesso argomento nella sede de “Il centro del cerchio”, in via Cerchio 21 con l’introduzione pratica di Francesca Proia e l’intervento di Gabriella Tardozzi.
Per questi due appuntamenti è obbligatoria la prenotazione che può essere fatta telefonando ai numeri 338/8017819 e 335/5622377 oppure scrivendo a homunculusravenna.tumbir.com
I veda sono una vasta collezione di inni che formano la più autorevole fonte della saggezza indiana dato che contengono informazioni su ogni argomento immaginabile: dalla relazione tra insegnante e studente alla struttura del sistema umano, dall’importanza della natura e degli elementi della nostra vita alla conoscenza tecnica per costruire case, dall’origine dell’universo all’etichetta sociale. Di conseguenza i veda sono stati per migliaia di anni la fonte primaria di riferimento per la vita indiana.
Il canto vedico presuppone l’arte di ascoltare e imparare a recitare con attenzione, cura e coinvolgimento profondo della mente e del corpo. La pratica regolare del canto vedico può portare a fare esperienza dell’espressione vocale alla stregua di uno strumento musicale.
 
Inoltre sabato 9 dicembre, nel Planetario, in via Santi Baldini 4/A, tanticosiprogetti presenterà un incontro dedicato a “L’usignolo dell’imperatore”, un racconto di Hans Christian Andersen, con la partecipazione di Marco Garoni e Gabriella Tardozzi e la collaborazione di Antonella Piroli.
Il racconto, pubblicato nel 1843 narra la storia di un imperatore che preferisce la melodia di un uccello meccanico ingioiellato al canto di un usignolo vero. Quando l’imperatore si ammala sarà proprio il canto dell’usignolo a confortarlo e fargli tornare la salute. La suggestiva ambientazione della cupola che ospita il planetario, arricchita delle immagini celesti selezionate da Marco Garoni, dal canto di Gabriella Tardozzi e dall’intervento di Danilo Conti, accoglierà e guiderà i partecipanti attraverso le visioni e le emozioni suscitate dallo scritto di Andersen.
Prosegue in questo modo la collaborazione tra tanticosiprogetti e Il Planetario che, come per Scuola solare, atelier dedicato all’infanzia che propone un percorso esperienziale dedicato all’arte e alla percezione corporea, oggi si concretizza in una vera e propria produzione artistica in forma di studio, che trova ispirazione in un classico della letteratura danese.
L’appuntamento è dedicato a bambini dai 5 anni in su. Per informazioni telefonare al Planetario 0544/62534 oppure collegarsi al sito www.planetarioravenna.it
 
Gabriella Tardozzi insegna yoga da oltre 20 anni, studia canto vedico dal 1997 presso l’Istituto KrishnamacharyaYoga Mandiram (Chennai – India) e con Chandra Klee Cuffaro (Italia).
Nel 1995, dopo un biennio di studi, ha conseguito il primo diploma di Insegnante di Yoga dalla Bihar School of Yoga (Munger- India), fondata da Sw. Satyananda. Nello stesso anno ha ricevuto il livello di Reiki Master da Hema Simondes (L. A. California), allieva di William L. Rand, Center for Reiki Training, Michigan. Nel 2005, dopo 5 anni di studi, ha conseguito il diploma di insegnante di yoga nella tradizione di Krishnamacharya. Ha ricevuto tale riconoscimento da Desikachar e Chandra al termine di uno stage di approfondimento sul tema "lo Yoga della guarigione" a Madras nel febbraio 2006. Nel 2012 ha conseguito la certificazione dal Krishnamacharia Healing and Yoga Foundation di Madras. Nel corso degli anni ha anche studiato con Diane Long e Sandra Sabatini, allieve di Vanda Scaravelli. In agosto 2013 ha frequentato lo Yoga Teacher Training (200 ore) alla School of Santhi, Kerala, in India.
 
Homunculus è un progetto, a cadenza annuale, curato da TCP Tanti Cosi Progetti. Porta come sottotitolo La rappresentazione fisica del pensiero,  e si concretizza di volta in volta in forma di progetti unici legati a forme di  ricerca in campo performativo.
Scegliendo di relazionarsi di anno in anno con alcune tra le realtà culturali più significative della città, Homunculus mantiene nel tempo la sua identità peculiare, che è quella di dare luogo ad un'operazione artistica, di volta in volta unica e differente, che possa creare spazi di soggettività condivisa, invitando la collettività non tanto a porsi di fronte ad un prodotto artistico finito, quanto a condividere il momento vivo che conduce dall'ispirazione all'opera.
Il fine è quello di creare, all'interno della comunità cittadina in cui opera, una sensibilità  rispetto all'ascolto profondo di sé in ogni momento, e una presa di coscienza rispetto all'evanescenza dei confini tra individuo e società, pubblico e privato.
Il nome deriva dall’Homunculus del Faust di Goethe, la creatura che gli alchimisti cercano di portare alla vita attraverso i loro esperimenti. Da un punto di vista fisiologico, l’homunculus è la definizione che in neurologia viene usata per indicare la figura che risulta dalla rappresentazione grafica sulla corteccia cerebrale, delle aree corrispondenti alle differenti zone di innervazione. In questo senso la rappresentazione fisica del pensiero sarà, quindi, frutto di ricerca filosofica, artistica ed esoterica in profondo legame con la natura del corpo dell’artista e con la sua appartenenza al corpo sociale.

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