“Il filo che non vedo”, la figura di Tiziano Terzani raccontata dagli scatti di Alfredo Lando

“Una strada c’è nella vita. La cosa buffa è che te ne accorgi solo quando è finita. Ti volti indietro e dici “oh, guarda, c’è un filo”. Quando vivi non lo vedi il filo, eppure c’è”. Tiziano Terzani, “La fine è il mio inizio”. Prende spunto da questa frase la mostra che, a partire da sabato 13 febbraio, fa tappa allo spazio espositivo dell'Ufficio decentrato di via Berlinguer 11 a Ravenna la mostra fotografica “Il filo che non vedo”. L’esposizione, realizzata con il patrocinio dell’assessorato al Decentramento, è composta da 40 pannelli fotografici realizzati da Alfredo Lando ed è imperniata sulla figura di Tiziano Terzani, amico personale del fotografo ravennate.

Fotografo professionista, ha avuto modo di trarre ispirazione dagli ambienti più diversi per la creazione ed elaborazione delle sue opere. Come fotografo nei Vigili del Fuoco, corpo di cui ha fatto parte durante la sua vita professionale, ha avuto la possibilità di scattare foto uniche pubblicate su riviste di pregio in tutto il mondo. Servizi su tuffi acrobatici, foto sub e intense fotografie incentrate sul mondo degli artisti di strada, come il mimo francese Jean Menengue (Menigold) e Urana Marchesini, insegnante di acrobatica e movimento corporeo artista di strada.

Ha collaborato con nomi notissimi del panorama musicale: fotografo ufficiale di Zucchero Fornaciari per 16 anni e poi al seguito di concerti con i più grandi nomi della musica italiana e straniera, quali Vasco Rossi, Tina Turner, Bob Dylan, Eric Clapton, Joe Cocker, Brian May, Tina Arena, Michael Bolton, Elton John, Fiorello, PFM, Tommaso Carlini, Lou Reed, Andrea Bocelli, Luciano Pavarotti, Bruce Springsteen, Irene Fornaciari, Paul Young, Dolores O’Riordan, Ronan Keating, Cheb Mami, Jovanotti e Giovanni Allevi. Nel 2002 ha avuto l’onore di conoscere personalmente e fotografare il grande giornalista e scrittore Tiziano Terzani, per il quale ha anche realizzato il libro fotografico “Le parole Altre” edito da Repubblica e L’Espresso.

La mostra potrà essere visitata, nel rispetto delle vigenti normative per la prevenzione ed il contenimento della pandemia da Covid 19 fino al 28 febbraio, dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 18, il venerdì dalle 9 alle 13.

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