Il "filo rosso della memoria" tra Ravenna e la Sicilia: una mostra ricorda Peppino Impastato

Martedì 1 marzo, ore 17:30, alla sala Manica Lunga della Biblioteca Classense di Ravenna, inaugura alla presenza dell'artista Pino Manzella e di Giovanni Impastato, “Il filo rosso della memoria”, mostra dedicata a Felicia e Peppino Impastato (fino al 15 marzo).

Si tratta di una mostra itinerante
che arriva in Romagna, facendo tappa a Ravenna, Bagnacavallo, Cervia e Forlimpopoli, per poi concludersi in Sicilia, a Cinisi. 

Saranno presenti l’artista Pino Manzella, Giovanni Impastato (fratello di Peppino), la curatrice della mostra Evelin Costa e l'assessore comunale alla Cultura Ouidad Bakkali.

La mostra potrà essere visitata dal lunedì al sabato dalle 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 18,30 (il sabato chiusura alle 18).

Sempre alla Classense, il 4 marzo alla sala Muratori alle 17,30, si terrà l'incontro “Felicia - Una donna in Sicilia” dove Manuela Trancossi presenterà il progetto alla presenza di Felicia Vitale Impastato e Pino Manzella.

Oltre che a Ravenna la mostra, in cui si potranno ammirare le opere dell'artista Manzella dedicate alla Sicilia e a Felicia e Peppino Impastato, si terrà a Bagnacavallo dal 16 al 31 marzo (nella sala comunale di piazza della Libertà; apertura tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19), a Cervia dal 1 al 15 aprile (nella sala Rubicone dei Magazzini del sale, apertura tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19), a Forlimpopoli dal 16 aprile al 1 maggio (nella sala Museo comunale di piazza Fratti; apertura dal lunedì al sabato dalle 15 alle 17, domenica e festivi dalle 10 alle 17), e a Cinisi dal 5 al 6 maggio.

La mostra
Ci sono pittori autoreferenziali che si professano antimafia nel timore che la loro attività artistica non sia evidente agli occhi degli osservatori. Non è il caso di questo nostro autore, Pino Manzella, già amico e compagno di lotta di Peppino Impastato, solitario artista dell’impossibile, cioè sognatore di un mondo nuovo fino al limite dell’intimismo e del paradosso. 
Il filo conduttore di questa mostra è la Sicilia rivisitata attraverso la lente dei suoi migliori interpreti o mediante la condanna di alcuni suoi simboli negativi. Simboli e realtà della quasi secolare distruzione dei doni che stanno alla base della condizione siciliana e universale: la parola, il segno, l’esempio, l’azione, la sconfitta, il mistero e il paradosso, la ricerca della verità, la condanna senza mezzi termini, il valore della speranza.  Per questa ragione il visitatore troverà in questa mostra il filo conduttore dell’antimafia attraverso la raffigurazione delle migliori voci che la Sicilia ha avuto nel corso del Novecento: da Vitaliano Brancati ad Andrea Camilleri, da Leonardo Sciascia a Danilo Dolci.  

L'artista
Pino Manzella nasce a Cinisi (Palermo) nel 1951. Studia Lingua e Letterature straniere e si laurea all'Università di Palermo. Fin dai primi anni '70 disegna manifesti e vignette per le attività politiche e culturali animate da Peppino Impastato nel circolo Musica e Cultura prima e a Radio Aut poi. 

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