Il gatto lupesco di Virgino Gazzolo e le speciali visite di Dante2021

  • Dove
    Antichi Chiostri Francescani
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 13/09/2018 al 13/09/2018
    vari orari - vedi programma
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

Un gatto lupesco, l’uomo che da quasi trent’anni veglia sulla fabbrica delle parole, un leggendario pianista e compositore ungherese: a unirli il programma della seconda giornata di Dante2021, il festival dedicato al padre della lingua italiana che giovedì 13 settembre continua il proprio viaggio attraverso il lascito dantesco con quattro appuntamenti, tutti ai Chiostri Francescani e tutti rigorosamente a ingresso libero, inclusa la visita in forma di spettacolo attorno alla Tomba di Dante (alle 11 e alle 16, prenotazione obbligatoria). Alle 17 la parola al filologo Claudio Ciociola della Scuola Normale Superiore di Pisa e all’attore Virginio Gazzolo per un’acuta interpretazione del poemetto duecentesco Il detto del gatto lupesco, quasi un antecedente della Commedia. Seguirà l’incontro con Mario Cannella, per scoprire le Presenze dantesche nel vocabolario Zingarelli di cui è direttore, sulle tracce dell’influenza di Dante sulla lingua italiana come la conosciamo oggi. Alle 21 il grande pianista Michele Campanella, che ha suonato con le maggiori orchestre al mondo e con i più celebri direttori, offrirà la sua lettura del Dante di Liszt, esplorando il rapporto fra il compositore ungherese e l’opera dantesca. 
 
Alle 11 e alle 16 uno speciale percorso accompagnerà il pubblico nella “zona del silenzio” e, naturalmente, al suo cuore - la Tomba del Poeta: Dante e altri tesori nascosti parte dai Chiostri Francescani con la guida di Alessandro Libertini e Véronique Nah della Compagnia teatrale Piccoli Principi. Questa produzione originale, in nuovissima e rivisitata edizione, è destinata ad adulti e bambini che, tra un verso e l’altro del Poeta, avranno modo di apprendere con ironia e leggerezza la storia di quest’angolo di centro storico fra la Tomba, il Quadrarco di Braccioforte e la Basilica di San Francesco. E, grazie ai due attori, la visita si trasforma presto in spettacolo. Il doppio appuntamento sarà riproposto, negli stessi orari, anche venerdì 14; la prenotazione è obbligatoria (biglietteria del Museo Dantesco ai Chiostri Francescani e 0544 215676). 
 
Alle 17 di nuovo ai Chiostri Francescani: a introdurre Il detto del gatto lupesco sarà Claudio Ciociola - il quale, formatosi con Alfredo Stussi e Gianfranco Contini, ha concentrato la propria ricerca principalmente sulla letteratura delle origini, compresa la tradizione dell’opera dantesca. «Quello k’io sono, ben mi si pare. / Io sono un gatto lupesco»: così si presenta il protagonista del poemetto di fine Duecento, 144 versi fra ottonari, novenari e decasillabi in distici a rima baciata - qui interpretato da Virginio Gazzolo (già insignito del premio Dante-Ravenna nel 2013 e raffinato interprete della poesia dantesca). Questa volta Gazzolo si calerà nei fantastici ed enigmatici panni del gatto lupesco, che l’ignoto autore del pometto in volgare fiorentino accompagna con un ritmo da cantastorie, verso dopo verso e avventura dopo avventura, tra cavalieri arturiani ed eremiti, tigri e giraffe, pantere e dragoni, in un viaggio funambolico e liberatorio attraverso un «diserto aspro e duro» che certamente ricorda la “selva oscura” di Dante, “selvaggia e aspra e forte”. 
 
A seguire l’incontro con Mario Cannella, direttore del Vocabolario Zingarelli; in altre parole l’uomo che misura il polso della lingua italiana. Lessicografo di mestiere - «mestiere rimanda al latino ministerium, cioè servizio» ricorda puntuale - rende il proprio servizio all’Italia rivedendo, anno dopo anno, le voci che riempiono le pagine del dizionario. Una missione per la quale servono occhio, orecchio, cervello ed estro: «L’occhio serve a cogliere le novità nella lettura di qualunque testo, dall’articolo di giornale al cartellone pubblicitario. L’orecchio dev’essere sempre teso quando si ascoltano la radio, la televisione o una conversazione. Il cervello è la sede della capacità logica nel costruire le voci del dizionario. L’estro soccorre nella creazione di esempi adeguati che spieghino le parole». A Cannella non poteva che essere affidato il sorprendente itinerario Presenze dantesche nel vocabolario Zingarelli sulle tracce delle «Parole mie che per lo mondo siete» (così Dante in una delle sue Rime). 

Alle 21 i Chiostri Francescani ospiteranno il secondo momento musicale di quest’edizione, il concerto-lezione Il Dante di Liszt: al piano uno dei maggiori interpreti mondiali del compositore ungherese, Michele Campanella. Il maestro - che ha collaborato con, fra gli altri, Muti, Mehta, Abbado, Prêtre, Sawallisch, Schippers… - avverte: «Non mi chiamate pianista, preferisco il termine musicista: con il primo si pensa alle mani, con il secondo al cuore e al cervello». Due ingredienti - cuore e cervello - fondamentali per l’appuntamento di giovedì sera, non solo concerto ma anche, attraverso la sapienza di Campanella, scoperta nelle cose e nelle note del rapporto profondo fra Liszt e la Commedia (e altri autori della letteratura italiana), fonte d’ispirazione di alcune delle composizioni in programma oltre che, naturalmente, della Dante-Symphonie.  
 
Venerdì 14 settembre Dante2021 continua alle 11 nella Sala dantesca della Biblioteca Classense con un dibattito dedicato alle lingue classiche: guida Claudia Arletti del Venerdì di Repubblica e partecipano Francesco Sabatini, Paolo D’Achille, Gianfranco Agosti e Cosimo Burgassi. Alle 17 nella Sala Corelli del Teatro Alighieri l’incontro sulle prospettive europee con Antonio Tajani e Antonio Patuelli, coordinato da Paolo Giacomin. Alle 21 ai Chiostri la pièce teatrale L’ultimo incontro (Dante e Francesca) di Marco Vichi con Andrea Giordana, regia di Antonio Frazzi; alle 22 nella Basilica di San Francesco il concerto spettacolo Morte e resurrezione - Thánatos kai Anástasis ideato da Stefano Albarello. 

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