Matteo Cavezzali presenta "Icarus", l'ascesa e la caduta di Raul Gardini

"Ho sentito parlare della vicenda di Gardini da decine di persone, e ognuno raccontava una storia completamente diversa. Colpevole o vittima? Inebriato dal potere o incastrato da un complotto? Visionario o pazzo? Sognatore o assetato di denaro? A Ravenna tutto è un mosaico, ma a differenza di quelli bizantini, che visti da lontano tratteggiano volti di imperatori e santi, questo mosaico è molto più ambiguo. Ci sono dentro sia imperatori che santi, ma è difficile, quasi impossibile, identificarli". Il giornalista e direttore del festival letterario “ScrittuRa” di Ravenna Matteo Cavezzali ci conduce attraverso una delle storie più controverse dell’Italia di fine secolo scorso con "Icarus" un libro che sta rapidamente scalando la classifica dei best-seller. Appuntamento giovedì 12 luglio, 21.30, al Bagno Hanabi di Marina di Ravenna. La serata sarà condotta da Eraldo Baldini.

Il 23 luglio 1993 Raul Gardini viene trovato morto nella sua residenza di piazza Belgioioso, a Milano. Si è sparato un colpo in testa, o almeno così dicono, anche se l'ipotesi del suicidio urta con un muro di incongruenze e di punti non chiariti. "Icarus" è una storia di fantasmi. Di un uomo, Raul Gardini, che si ritrovò a capo di un colosso finanziario e da lì sfidò il mondo, con i suoi progetti visionari e le sue follie sportive. Di una città, Ravenna, che per un breve periodo tornò agli splendori dell'impero bizantino. E di un ragazzo, Matteo, che nutrì per anni l'ossessione di scrivere un libro: su Gardini, sulla sua città, sulle macerie che, dopo ogni caduta o crollo, seppelliscono i vinti e i loro segreti. Senza appiattirsi nella mera inchiesta giornalistica, giocando tra biografa e autobiografa, cronaca e finzione, Cavezzali compone un mosaico emozionante dal quale mancherà sempre una tessera, come dalla verità. Restano soltanto le narrazioni della sventura e dell'infamia. Le case degli spettri, gli aerei schiantati, il cemento di Cosa Nostra, gli affari del secolo sfumati, l'utopia della benzina verde e della plastica biodegradabile, le salme rapite e i cadaveri nelle carceri, le valigette sparite e le pistole cambiate di posto. E su tutto la vertigine del vento in poppa e la malinconia di un'ultima regata.

Matteo Cavezzali è nato e vive a Ravenna, collabora con diversi giornali tra cui la Repubblica e tiene un blog sul sito del Fatto Quotidiano. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su minima&moralia, “Nazione Indiana” e nella raccolta “Almanacco 2017. Mappe del tempo” (Quodlibet 2017) curata da Ermanno Cavazzoni. Ha scritto testi per il teatro portati in scena in Italia e all’estero. Dal 2014 è direttore artistico del festival letterario ScrittuRa.

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