Martedì, 28 Settembre 2021
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"Memorie del Buio": lunedì sera un viaggio nelle miniere abbandonate

Si tratta di un viaggio nelle miniere europee ed italiane, sia della catena alpina che appenninica, compreso la rivisitazione delle miniara di zolfo di Perticara

Nell'ambito del 32esimo Meeting della Montagna e della natura, organizzato da Club Alpino Italiano di Ravenna, lunedì alle 21 gli speleologi Giovanni Belvederi e Maria Luisa Garberi presenteranno nella sala Buzzi (via Berlinguer, 11) "Memorie del  Buio - Viaggio nelle miniere abbandonate", un viaggio nelle miniere europee ed italiane, sia della catena alpina che appenninica, compreso la rivisitazione delle miniara di zolfo di Perticara.

Giovanni Belvederi e Maria Luisa Garberi, geologi e speleologi del Gruppo Speleologico Bolognese-Unione Speleologica Bolognese dalla fine degli anni ’70, sono soci della Sezione Cai di Bologna. Membri attivi della “Commissione Cavità Artificiali” della Società speleologica Italiana. Da tanti anni fanno foto nel mondo sotterraneo, prima nelle grotte naturali e poi nelle cavità artificiali. Hanno pubblicato numerosi articoli corredati dalle loro foto su riviste del settore speleologico e presentato lavori a congressi scientifici nazionali ed internazionali. Attualmente partecipano attivamente, coordinando la parte mineraria, al progetto “Gessi e Solfi della Romagna-Orientale”della Federazione Speleologica Regionale Emilia-Romagna; il progetto si occupa di esplorare, rilevare e documentare le cavità naturali ed artificiali dell’area che si estende dalla bassa Valle del Savio fino al confine con le Marche. 

Così presentano " Memorie del Buio" : "Siamo speleologi, quindi amiamo gli ambienti sotterranei, ci piace percorrerli, guardarli e fotografarli. Tra questi  ambienti prediligiamo le cavità artificiali come le miniere. L’attività estrattiva era abbastanza diffusa in tutta Italia; ma dai primi anni sessanta agli anni ottanta le miniere sono state chiuse e oggi la quasi totalità è abbandonata.Perché cercare e ri-esplorare le cavità artificiali, in particolare le miniere abbandonate, che sono luoghi, nella migliore delle ipotesi, pericolosi, remoti e difficili da trovare? Perché il fascino che questi luoghi esercitano, secondo noi è molto forte; non solo perché sono ambienti sotterranei, dove appaiono dal buio le attrezzature, i mezzi, gli ascensori, ma anche perché testimoniano la storia dello sfruttamento minerario da parte di un numero esiguo di compagnie se paragonato ai milioni di uomini che per loro hanno lavorato e perso la vita. Per ascoltare le memorie del buio: la memoria del lavoro, della tecnologia, della fatica, dell’ingegno, degli uomini che ci sono vissuti e delle loro lotte sociali".

Durante la serata verrà presentata anche la ri-esplorazione della Miniera di Perticara, che si apre nel comune di Novafeltria, ed è stata nel periodo del suo massimo splendore la miniera di zolfo più grande d’Europa. La miniera di zolfo presenta una criticità piuttosto importante, in molte gallerie c’è una forte carenza di aria respirabile, manca drasticamente l’ossigeno e sono presenti sia gas tossici sia gas esplodenti. Gli speleologi, per poter percorrere le gallerie, devono utilizzare attrezzature particolari come autorespiratori e misuratori di gas. 

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