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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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"L'uomo della sindone" al Mic di Faenza

Il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza inaugura una nuova Sezione permanente dedicata alla ceramica di devozione

Il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza inaugura una nuova Sezione permanente dedicata alla ceramica di devozione. Questo percorso si colloca ad integrazione e prosecuzione dello spazio espositivo dedicato alle targhe devozionali e al Presepe Zucchini e rappresenta un’importante occasione per offrire al pubblico numerosi capolavori inediti, ad ulteriore incremento della raccolte retrospettive del museo.

L’eterogeneità tipologica del materiale esposto, accomunato da un’accezione marcatamente devozionale, fornisce un ampio quadro d’insieme, non di certo esaustivo ma indubbiamente articolato, sull’estrema varietà di declinazioni che la ceramica di carattere religioso ha assunto nei secoli e nei vari contesti regionali italiani: 126 ceramiche comprendenti sculture, bassorilievi, plastiche, targhe con emblemi religiosi, acquasantiere, fiasche da pellegrino, dal XV secolo fino agli albori del ‘900 e rappresentative dei principali centri di produzione italiani incluse un gruppo di ceramiche robbiane di grande interesse.

In occasione dell’apertura della nuova Sezione di Arte Sacra, dal 18 settembre al 30 ottobre, nelle sale del Museo sarà esposta l’opera Il Corpo dell'Uomo della Sindone, realizzata dallo scultore Luigi E. Mattei. Un'opera unica al
mondo. Per tracciare al meglio la figura di Cristo, catturata nell'opera di Mattei, tra le mani dello scultore si sono fuse arte, scienza e fede. Arte perché è senza dubbio la mano di un artista quella che ha saputo scolpire nella materia il, seppure ipotetico, Corpo di Cristo. Scienza perché per compiere la preziosa ricostruzione, Mattei si è avvalso di documenti unici e inediti, di dati acquisiti tramite noti esperti in antropologia, anatomia e informatica presso le Università di Bologna e Padova. Fede, infine, perché non si tratta di scultura qualunque ma della raffigurazione del Corpo di Cristo.

Lo scultore bolognese, nel 2008, è stato premiato dall'Unesco che ha dichiarato le sue opere "Patrimoines pour
une Culture de la Paix". In occasione dell’inaugurazione, che vedrà la presenza di Sua Eccellenza il Vescovo della Diocesi di Faenza e Modigliana, Monsignor Claudio Stagni e del Sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi, il Professor Bruno Barberis, docente di fisica matematica all’Università di Torino e direttore del Centro Internazionale di Sindonologia di Torino, terrà una conferenza sulla Sindone intitolata ”Il caso Sindone non è chiuso”, della quale si
anticipa un suo breve commento:  "Sulla Sindone, conservata a Torino, sono stati effettuati numerosi tipi di esami scientifici, molti dei quali si sono rivelati incompleti o hanno fornito risposte non definitive. Quello di fronte a cui ci troviamo è ancora un mistero: l'immagine di un uomo che si presenta come una fotografia in negativo impressa dall’interno del lenzuolo e che riproduce in modo anatomicamente perfetto le ferite e le lesioni subite da un uomo torturato e crocifisso. Come si sia potuta produrre non ha ancora una spiegazione scientifica e in tutto il mondo scienziati e ricercatori continuano a studiare questa immagine unica ed eccezionale, con l’ausilio delle più recenti tecnologie."

L’esposizione dell’Uomo della Sindone al MIC rientra all’interno dell’evento “Porte del cielo” a cura di Marco Violi che comprende anche le esposizioni di altre opere di Luigi E. Mattei: presso la Rocca di Riolo Terme dal 25 settembre al 1° novembre 2011 (Inaugurazione: sabato 24 settembre ore 18.00) e al Museo Diocesano di Imola dal 2 ottobre al 1° novembre 2011 (Inaugurazione: sabato 1 ottobre ore 17.00). Per i residenti di Faenza l’accesso alla mostra e alle collezioni del MIC è gratuito.

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