Al Mic il racconto degli stili di vita europei attraverso la ceramica: dal barocco ai giorni nostri

Per tutto il mese di maggio, ogni domenica, alle 10.30,  il MIC di Faenza organizza una visita guidata alla mostra “Stili di vita europei attraverso la ceramica. Dal Barocco ai giorni nostri”, visitabile fino all’11 settembre, per capir meglio come le forme della ceramica siano cambiate insieme agli usi e costumi della società e viceversa come alcune forme abbiano rivoluzionato modi di vivere che ora ci sembrano normali.

Frutto della collaborazione tra i principali musei europei dedicati alla ceramica, “Stili di vita europei attraverso la ceramica. Dal Barocco ai giorni nostri” sarà ospitata al Museo Internazionale delle Ceramiche dal 23 aprile fino all’11 settembre. Si tratta di una mostra originale che finalmente analizza la ceramica da un punto di vista socio antropologico per capire come le forme della ceramica siano cambiate insieme agli usi e costumi della società e viceversa  come alcune forme abbiano rivoluzionato modi di vivere che ora ci sembrano normali.

La mostra itinerante, curata dal Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, all’interno del più ampio progetto europeo Ceramics ad its dimension, che coinvolge 11 paesi europei, espone 200 oggetti provenienti dai vari musei coinvolti: Museo di Arti Applicate di  Belgrado; Museo “Porzellanikon”, Selb;  Museo Nazionale della ceramica "González Martí" di Valencia; MIC Faenza; “Potteries Museum & Art Gallery” di Stoke on Trent; Museo di Arti Applicate e Design di Tallin; Museo di Arti Applicate di Riga; Museo di Arti decorative di Praga; Museo Nazionale di Ljubljana. “Per ogni secolo sono stati scelti - scrive Claudia Casali, direttrice del MIC di Faenza e curatrice, insieme a Valentina Mazzotti, della mostra – pezzi rappresentativi ad illustrare una storia non solo ceramica ma ricca anche di spunti socio-antropologici. ‘Leggere’ l’evoluzione dei manufatti in termini di forme, decorazioni , funzionalità significa comprendere il progresso, il miglioramento, la crescita di una Nazione”.

“Sarà una soddisfazione vedere arrivare a Faenza curatori e direttori di musei con i quali il Mic collabora da anni- dichiara il Presidente Pier Antonio Rivola – siamo finalmente riusciti a concretizzare in una bella mostra un lavoro e una collaborazione di anni”. La mostra inizia con il periodo Barocco e da Faenza che, nel Seicento diventò il punto di riferimento per la ceramica in tutta Europa tanto che, con i suoi Bianchi, fece stile fino a fare diventare Faïence sinonimo di maiolica. Poi ancora la ceramica diventa un racconto delle abitudini alimentari. In mostra i servizi legati alla diffusione in Europa di bevande “esotiche” come il caffè e la cioccolata che diventarono di gran moda e status symbol di raffinatezza delle classi più ricche nel Settecento.

Dal secondo dopoguerra è strumento di sviluppo sociale quando in tutta Europa quando si diffonde a livello popolare l’uso della piastrella industriale nei bagni e nelle cucine rendendoli più igienici. E diventa materiale di studio per lo sviluppo umano e scientifico nella ricerca biomedica, aereo spaziale ed elettromeccanica. E ancora la mostra racconta l’evoluzione del gusto e il susseguirsi degli stili legati alla storia dell’arte. Dall’ottocentesco gusto per i “revival storici” e i decori neo-rococò, rinascimentali e orientaleggianti, soprattutto giapponesi, fino al Novecento quando si diffondono l’Art Nouveau, il Déco e quando nasce il design insieme alle grandi manifatture: Gio Ponti per Richard Ginori in Italia, Rosenthal in Germania. Fino a quando, in pieno XX secolo, si diffonde l’idea che la ceramica possa essere elevata a mezzo espressivo scultoreo.

Il percorso è contestualizzato da arredi, dipinti, tessuti che mostrano le ceramiche nei loro ambienti ed è corredato da ampi pannelli fotografici che raffigurano, attraverso frammenti di scene di vita tratte da quadri e fotografie, l’utilizzo degli oggetti in ceramica nella vita quotidiana. L’esposizione, prima di arrivare in Italia, è stata allestita in Serbia al Muzej orimenjene umetnosti di Belgrado, in Germania al Porzellanikon- Staatliches Museum fur Porzellan Hohenberg a. d. Eger di Selb e al Museo Gonzales Marti di Valencia.  Dopo il MIC riprenderà il suo viaggio alla volta del Potteries Museum & Art Gallery di Stoke on Trent in Inghilterra (1 ottobre 2016- 6 gennaio 2017) e infine all'Estonian Museum of Applied Art and Design di Tallin in Estonia (22 gennaio-30 aprile 2017).

Una ricca offerta didattica completa la mostra attraverso laboratori pratici e visite guidate rivolti ad adulti e ragazzi, che riproducendo l’attività di artigiani e maestranze industriali, potranno toccare con mano i processi creativi e le difficoltà tecniche della produzione ceramica. Il progetto è cofinanziato dal Programma Europa Creativa dell’Unione Europea e Porzellanikon. Con il sostegno di Regione Emilia Romagna, Istituto per i beni artistici culturali e naturali e il patrocinio di Comune di Faenza e la collaborazione di AB Berdondini.

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