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La musica senza barriere: il viaggio "etico" dell'Orchestra Cherubini

Da Mozart e Rossini a Nino Rota ed Ennio Morricone, per un totale di 22 appuntamenti musicali che accompagnano le formazioni da camera della Cherubini in vari luoghi del Ravennate

22 concerti, in 13 luoghi della città e della provincia destinati al volontariato, alla cura e al recupero delle persone, questo è il programma di concerti che attende le formazioni da camera dell’Orchestra Cherubini nell'estate 2019.

“La musica non è solo un atto estetico, ma anche etico”: Riccardo Muti aveva risposto così a chi gli chiedeva il perché di quel concerto nel carcere di Ravenna ad agosto 2018. Una lezione che i giovani della sua Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”, a meno di un anno di distanza, fanno propria.

L’iniziativa La musica senza barriere, che è anche un dono della Cherubini a Ravenna Festival nell’anno in cui se ne festeggia la XXX edizione e alla città che è residenza estiva dell’orchestra, vedrà impegnate una varietà di formazioni da camera - quartetti d’archi, ensemble di viole o contrabbassi, duo di fiati, solisti e molto altro ancora - in programmi che spaziano da Bach, Mozart, Rossini a Nino Rota, Ennio Morricone, Hans Zimmer. 

Il primo appuntamento, domenica 2 giugno, è significativamente quello nel cortile esterno della Casa Circondariale di Ravenna, ma i giovani della Cherubini saranno anche all’Ospedale S. Maria delle Croci, all’Associazione Alzheimer e all’Opera di Santa Teresa - Caritas, nonché presso centri sociali, comitati, coordinamenti del volontariato tra Ravenna, Bagnacavallo, Russi, Alfonsine, Cervia. A rendere possibile l’iniziativa, destinata a portare la musica a coloro che normalmente non possono assistere ai concerti, il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, in collaborazione con il Comune di Ravenna, Lions Club Host, Consulta delle Associazioni di Volontariato Comune di Ravenna, Associazione Il Paese e Associazione “Per gli altri”.

I musicisti della Cherubini sono tutti sotto i 30 anni, provengono da ogni regione d’Italia e nel corso del loro triennio in orchestra, superate le rigorose selezioni, hanno l’opportunità di lavorare non solo con Muti, che ha creato l’orchestra nel 2004, ma con direttori e solisti di calibro mondiale, all’interno di prestigiose rassegne e nuove produzioni. La nascita di gruppi di camera, per volontà degli stessi ragazzi e su invito del loro mentore, mira a sviluppare e perfezionare l’affiatamento dei singoli grazie all’attività cameristica, che consente di approfondire ulteriormente il rapporto dialettico fra gli elementi dell’orchestra. Che fare musica insieme possa rappresentare uno dei più alti esempi di convivenza civile è una delle convinzioni su cui si fonda il lavoro di Muti in orchestra. E allora perché non fare di questo spirito la forza motrice di un progetto che si rivolge a chi non può varcare la soglia di un teatro o un auditorium?

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