L'opera festeggia i 40 anni dello Ior. Il maestro Muti dedica il concerto alla lotta contro il cancro

Parte dell'incasso dell'ultimo spettacolo de “Le Nozze di Figaro” sarà dedicata alle attività di assistenza gratuita dei pazienti seguiti dall’Istituto Oncologico Romagnolo

L'opera lirica incontra la solidarietà. Proseguono le celebrazioni per i 40 anni di attività dell’Istituto Oncologico Romagnolo con il maestro Riccardo Muti che ha deciso di festeggiare questo importante traguardo e di dedicare una serata ai tanti volontari che, ogni giorno, si spendono in maniera completamente gratuita per i pazienti che portano avanti la propria battaglia contro il cancro. 

Muti è in scena in questi giorni al Teatro Alighieri di Ravenna assieme ai giovani direttori dell’Italian Opera Academy con una selezione di brani tratti da “Le Nozze di Figaro”.

L’ultimo concerto, in programma venerdì 2 agosto alle 20.30, avrà infatti una forte impronta solidale. Parte dell’incasso della serata sarà infatti dedicata alle attività di assistenza gratuita dei pazienti che l’Istituto Oncologico Romagnolo porta avanti nella sede di Ravenna. Per l’occasione sarà nutrita in platea la presenza dei volontari IOR, cui sono stati riservati dei posti a tariffa agevolata proprio per favorirne la partecipazione. Prima dell’inizio dell’esibizione, infine, il prof. Dino Amadori, presidente IOR, salirà sul palco assieme proprio a Riccardo Muti, per ringraziare il grande Maestro dell’iniziativa e salutare i presenti.

"Per l’Istituto Oncologico Romagnolo il 2019 continua ad essere un anno molto speciale – afferma Mario Pretolani, Presidente dell’Associazione Volontari e Amici dello IOR e Responsabile per la sede IOR di Ravenna – vorrei ringraziare a nome di tutta la nostra organizzazione il Maestro Riccardo Muti e l’Italian Opera Academy di questa bella opportunità. Per noi si tratta non solo di un’occasione di grande prestigio, ma anche un modo per sensibilizzare le persone sulle attività che portiamo avanti dal 1979 e per consolidare l’unione che ci lega al territorio. Il fatto che anche una personalità così di spicco del panorama internazionale abbia voluto fare qualcosa di concreto per il nostro quarantennale, dedicando persino dei posti riservati ai volontari che ogni giorno donano il loro tempo gratuitamente a chi soffre, ci riconferma come quanto ottenuto fino ad oggi sia ben riconosciuto e apprezzato: un buon viatico per il prossimo futuro, che ci vedrà incrementare la nostra presenza a sostegno della ricerca scientifica e delle nuove esigenze del malato oncologico".

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