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La non-scuola si scatena e torna in scena con un festival di teatro

Il regista Marco Martinelli racconta il suo laboratorio di teatro. Il plauso dell'assessora Signorino: "Un'iniziativa in grado di educare alla bellezza e alla vita"

Anche quest’anno la non-scuola del Teatro delle Albe mette come di consueto in atto la sua dionisiaca serie di debutti al Teatro Rasi di Ravenna, da sabato 2 marzo a martedì 7 maggio. 

E nel 2019 la non-scuola – che coinvolge tutti gli istituti superiori cittadini e l’Università – registra un’ulteriore crescita partecipativa delle scuole secondarie di primo grado, avviata negli ultimi anni: oltre a Don Minzoni, Montanari e Guido Novello ecco infatti la scuola di San Pietro in Vincoli. La pratica avviata da Marco Martinelli quasi trent’anni fa è tuttora fonte di rinnovamento continuo delle proprie fertili istanze, facendo di Ravenna Teatro una sede di alfabetizzazione scenica a più sfaccettature, ed esportando il “modello” in diverse parti del mondo. Da quest'anno la non-scuola è coordinata, a livello nazionale, da Laura Redaelli, attrice del Teatro delle Albe.

"Siamo lieti di salutare la festa della non-scuola – spiega l’assessora alla Cultura del Comune di Ravenna, Elsa Signorino – per l’ampio coinvolgimento di studenti e studentesse nelle attività pensate e promosse fuori dai soliti schemi, in maniera originale e vivace, ma sempre in grado di educare alla bellezza e alla vita senza essere accademiche o noiose e allo stesso tempo riuscendo nell’intento di far conoscere e amare i grandi classici e i loro sempre attuali insegnamenti".

"Le facce dei trecento adolescenti che a Ravenna partecipano ai laboratori nelle scuole medie superiori, dai licei agli istituti tecnici, le conosco tutte - racconta Marco Martinelli. - Fanno parte della mia vita di regista, di direttore artistico, di scrittore, così come le facce di tanti ateniesi erano parte viva dell’immaginario e della scrittura di Aristofane. Io amo questo rapporto carnale tra autore e spettatore, che non è in questo caso solo un rapporto tra autore e spettatore, perché con questi adolescenti costruiamo insieme eventi scenici sorprendenti. Giochiamo, affrontiamo il tutto con la stessa vitalità che richiede una partita di calcio, un concerto rock. Il palco si fa luogo di energie sporche, furibonde, non accademiche, la vita irrompe nel tessuto dei testi antichi, li attraversa senza rispetto, e il linguaggio fisico della scena diventa per chi se ne impossessa più esaltante di un videogame. Le oscenità della commedia antica o i lirismi di Shakespeare rivivono sulla bocca dei quindicenni come lezioni di nuovo teatro, per me e per gli spettatori che le ascoltano".

La non-scuola ha quasi trent'anni di storia alle spalle. Dapprima negli istituti superiori della città di Ravenna, poi in diverse periferie del mondo (da Milano alla Sicilia, passando per Scampia, Lido Adriano e Santarcangelo, dagli Stati Uniti alla Francia e dal Senegal al Brasile e al Kenya), attraverso il contagio della non–scuola si è innestato tra la scena e l’universo corale dei ragazzi un atto teatrale che è al contempo pedagogico e artistico. A Ravenna la non–scuola ha generato negli anni un flusso che vede migliaia di giovani appassionarsi alla scena e allo sguardo, chiamati a rivitalizzare in profondità la cultura teatrale della città. Ogni anno a primavera si tiene il festival della non–scuola, un’invasione adolescente del Teatro Rasi che attraversa e divora i classici restituendone l’origine dionisiaca.

La non-scuola rappresenta un bacino di coinvolgimento che ogni anno raccoglie nei suoi laboratori circa 300 ragazzi più gli insegnanti, con una presenza di oltre 5.000 spettatori durante il festival al Rasi. Tutto ciò nonostante la difficile situazione economica delle scuole e quindi la poca disponibilità a investire sull’esperienza teatrale, e nonostante le difficoltà che gli istituti incontrano nell’organizzazione dei laboratori. Ravenna Teatro continua tuttavia questo dialogo prezioso anche investendo di proprio: nel 95% dei casi infatti la non-scuola è guidata da ragazzi che proprio nella non-scuola sono cresciuti.

Le guide della non-scuola

Antonio Jacopo Argento, Lorenzo Carpinelli, Salvatore Caruso, Matteo Cavezzali, Alessandra Crocco, Flaminia Pasquini Ferretti, Tonia Garante, Matteo Gatta, Antonio Maiani, Simone Marzocchi, Alessandro Miele, Giusy Mingolla, Greta Mini, Marco Montanari, Massimiliano Rassu, Laura Redaelli, Alessandro Renda, Federica Francesca Vicari.

Biglietti, carnet e abbonamenti

Per gli spettacoli del Rasi i biglietti sono in vendita il mercoledì e il giovedì dalle 16 alle 18 e da un’ora prima degli spettacoli: intero 5 €, ridotto* 3 €.

Abbonamenti e carnet in vendita il mercoledì e il giovedì dalle 16 alle 18 e fino alle 20.30 nelle sere di spettacolo. Il carnet non dà diritto all’accesso in sala ma va cambiato con regolare biglietto.
3 spettacoli: intero 12 €, ridotto* 7 €
5 spettacoli: intero 20 €, ridotto* 12 €
Abbonamento 9 spettacoli: intero 35 €, ridotto* 21 €
*under20, universitari e docenti degli istituti coinvolti

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