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Il nuovo volto della Biennale del Mosaico: mostre, botteghe, restauro e città

Quattro temi nel nuovo corso di RavennaMosaico, la rassegna biennale di arte contemporanea che torna nel segno dell'internazionalità, della curatela scientifica e del "museo diffuso". Con un importante progetto espositivo al Mar.

Il Ritratto di Teresita di Lucio Fontana

IL NUOVO PROGETTO DI RAVENNAMOSAICO

Il rilancio di Ravenna come città del mosaico internazionale è una realtà già in cantiere, pronta a mostrarsi all'alba dell'autunno, il 7 ottobre, all'apertura della quinta edizione di RavennaMosaico, la rassegna di arte contemporanea che si sta sviluppando sulla base di quattro linee tematiche strategiche e il pieno coinvolgimento degli attori del territorio, a partire dall'AIMC (Associazione Internazionale dei Mosaicisti Contemporanei), gli istituti di alta formazione come l'Accademia di Belle Arti, il Polo Museale, l'Università di Bologna, RavennAntica, la Curia, le associazioni di intellettuali, gli imprenditori, infine una realtà museale di assoluto rilievo come il Mic di Faenza. Un tavolo di lavoro che, nel segno della continuità di investimento progettuale e di risorse, proseguirà nel suo compito anche dopo la conclusione della manifestazione, fissata per il 27 di novembre.

Sul versante degli eventi espositivi l'obiettivo è quello di pervadere luoghi già consacrati all'arte ed altri ancora "vergini": si va dagli imprescindibili Chiostri Francescani, Palazzo Rasponi, Museo TAMO, Biblioteca Classense e Mar, fino a terreni insondati, oppure non fruibili da tempo, come la Casa del Mutilato, attualmente chiusa al pubblico e sede di un importantissimo ciclo musivo a tema bellico realizzato dai maggiori maestri mosaicisti del Novecento (due nomi su tutti, Libera Musiani e Renato Signorini).

"Centrale il ruolo del Mar, il Museo d'arte della Città, che ospiterà un ampio progetto espositivo di impianto autoriale, che indagherà il rapporto tra scultura e mosaico, e avrà la curatela di un intellettuale del calibro di Alfonso Panzetta, con la collaborazione di Daniele Torcellini - commenta Elsa Signorino, Assessore alla Cultura del Comune - La mostra coinvolgerà tutti e tre i piani del Museo, esponendo centoquaranta opere di ben sessanta autori differenti e prestiti da importanti realtà pubbliche e private. Data la complessità e la levatura del progetto, abbiamo deciso di mantenere l'esposizione oltre il corso della Biennale, stabilendone la conclusione a gennaio del 2018, per renderla fruibile anche durante le festività natalizie".

Novità assoluta sul fronte delle partecipazioni, la presenza della Sicis, azienda ravennate leader nel mondo per il mosaico industriale, che ha deciso di aderire in occasione del trentesimo anniversario di attività, riconoscendo il valore del progetto complessivo e chiudendo così il cerchio sulla nuova stagione della Biennale che, per la prima volta, abbraccia il mosaico in tutte le sue declinazioni: artistica, di design, artigianale, didattica e anche industriale.

La seconda linea di lavoro riguarda quella degli atelier dei tanti mosaicisti presenti in città: si riconfermano le aperture al pubblico, ma con l'aggiunta di un progetto artistico condiviso. Ogni mosaicista realizzerà infatti un'installazione sul tema dell'Inferno dantesco, che potrà essere utilizzata in futuro per scambi internazionali ed attività di gemellaggio culturale con le città europee.

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