I paesaggi di Renato Bruscaglia nella prima mostra al Museo Civico dopo la riapertura

"Come segno di ripartenza dopo il lungo periodo di limitazioni sociali, il Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo riapre l’attività espositiva con un progetto che pone al centro uno degli elementi della nostra vita di cui più abbiamo sentito la mancanza in queste settimane: il paesaggio. E lo fa grazie alle opere di un autore di primo piano del Novecento, Renato Bruscaglia, la cui figlia Marta ringraziamo moltissimo a nome dell’intera comunità per la preziosa donazione al nostro museo". Così l’assessore alla Cultura del Comune Monica Poletti introduce la mostra "Renato Bruscaglia. Una donazione per Bagnacavallo", visitabile a partire da venerdì 29 maggio.

La mostra presenta l’importante corpus di acqueforti recentemente donate al museo di Renato Bruscaglia (Urbino 1921 – Bologna 1999), uno dei massimi interpreti del paesaggio del secondo Novecento, la cui opera è stata approfonditamente studiata dal grande storico dell’arte Andrea Emiliani.
I paesaggi di Bruscaglia, benché trovino un riferimento diretto nelle campagne e nelle colline marchigiane, sono a tutti gli effetti l’archetipo del paesaggio italiano, così fortemente caratterizzato dalla stratificazione di arte e cultura. I paesaggi di Bruscaglia non sono semplici vedute, ma d’après nature mediati dall’intelletto. Osservare le sue incisioni significa così ripercorrere la vita, il pensiero, gli orizzonti etici e morali dell’artista. Le opere che da oggi arricchiscono il Gabinetto delle Stampe del Museo Civico permettono di ricostruire con efficacia l’intera parabola artistica di Bruscaglia, dal primo naturalismo degli anni Cinquanta sino alla riduzione e astrazione del segno incisorio tipico dell’attività calcografica degli ultimi anni della vita dell’artista. La mostra presenta inoltre alcuni lavori di ritrattistica realizzati nel primo periodo di attività, in cui si conferma la spiccata sensibilità dell’incisore, in grado di restituire la verità del soggetto facendone emergere le vibrazioni interiori.

L’allestimento della mostra, che non prevede un momento di inaugurazione iniziale, sarà  completato da un video in cui il direttore del Museo Civico Diego Galizzi presenterà e racconterà il lungo percorso espressivo dell’artista marchigiano. 
L’esposizione sarà visitabile fino al 12 luglio nei tradizionali orari di apertura del Museo Civico: martedì e mercoledì: 15-18; giovedì: 10-12 e 15-18; venerdì, sabato e domenica: 10-12 e 15-19. Chiusa il lunedì e i post-festivi.
La visita alla mostra e al museo saranno possibili nel rispetto delle disposizioni di distanziamento e indossando la mascherina. I visitatori saranno invitati a seguire un apposito percorso all'interno delle sale e, se necessario, gli accessi saranno contingentati per garantire all'interno degli spazi il rispetto della distanza interpersonale. 
Ingresso gratuito. Il Museo Civico delle Cappuccine è in via Vittorio Veneto 1/a.

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