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Il Museo di Classe corre l'ultimo miglio prima dell'apertura: appuntamento a primavera del 2018

Annunciato l'assegnatario provvisorio dell'incarico per l'allestimento del Museo. Entro ottobre l'aggiudicazione definitiva dell'appalto, a dicembre il varo dei lavori e, nella primavera del 2018, l'apertura del futuro portale d'accesso turistico alla città

Intaccato "l’ultimo miglio" dell'impegnativo percorso che porterà all’inaugurazione del Museo della Città e del Territorio di Ravenna, a Classe: sono 2.200 i metri quadri di superficie interessati dai lavori di allestimento, oltre la metà dei 5.347 relativi ai locali interni, di cui 1097 già interessati dai Laboratori di Restauro, operativi da diversi anni.

Ma nella primavera del 2018, l'evento che attende la città non sarà solo l'apertura di 2.800 mq di area espositiva museale, bensì l'inaugurazione di un'importante area cittadina, un vero e proprio parco pubblico di 15mila metri quadri, risultato di un complesso intervento di recupero di archeologia industriale "Forse il più grande e importante che abbia mai toccato la città di Ravenna" sottolinea l'assessore alla cultura del Comune Elsa Signorino, anima dell'impresa che ha visto il suo avvio ai tempi del precedente incarico come presidente della Fondazione RavennAntica.

"Il percorso è stato molto lungo e ha visto anche diverse fasi di difficile comprensione da parte della città - rimarca Lanfranco Gualtieri, Presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Ravenna e vice presidente vicario di RavennAntica, che ha fortemente sostenuto il progetto durante tutte le sue fasi - Inizialmente nel Parco archeologico che contiene il Museo, sarebbe dovuta rientrare anche anche la Basilica di Sant'Apollinare in Classe, ma poi lo Stato si è tirato indietro. Spero che ora il Ministero dia una grossa mano, perchè si tratta di una grandissima opportunità per la città".

Il cronoprogramma dei lavori che porterà all'apertura del Museo annovera anche l'abbattimento di un edificio pericolante e l'inaugurazione - prevista per la fine del 2016 - della palazzina destinata ad ospitare il centro direzionale di RavennAntica, attualmente situato in via Gordini, in centro.

Lavori importanti, sottolinea Sergio Fioravanti il direttore di RavennAntica, con un importo a base di gara di circa un milione e cinquecentomila euro, di cui 860mila stanziati dalla Fondazione Cassa dei Risparmi. Quattordici le imprese in gara che, sulla base di una forte prevalenza di valutazione qualitativa (il 70 percento del punteggio riguarda questo aspetto, mentre solo il 30 percento è determinato da quello economico) vede al primo posto in graduatoria la ditta Gianluigi Fiorella.

"Le immagini danno l'idea di quanto sia stato complesso il percorso - riprende l'assessore Signorino - dovremo sempre di più abituarci a valutare il 'com'era / com'è', perchè nella distanza tra le prime e le ultime foto c'è tutta la percezione plastica di quanto è stato fatto in questi anni. Dal punto di partenza in poi - 5 milioni stanziati dallo Stato, ancora ai tempi di Veltroni, sulla legge del Gioco del Lotto, solo per l'attivazione dei Laboratori di Restauro - è stata una corsa ad ostacoli il reperimento delle restanti risorse, una corsa cominciata nel 2008. E' un progetto difficile e molto innovativo, che va ben oltre il museo tradizionale, sia dal punto di vista dei finanziamenti, sia da quello della gestione, perchè unisce la proprietà di RavennAntica a quella dello Stato, titolare quest'ultimo dei reperti da allestire in mostra. Sarà un museo che racconta una storia, dall'antico al contemporaneo, non una replica di qualcosa che è già in città; grazie al programma regionale delle Città partecipate sarà inoltre una fucina di ricerca per l'applicazione delle tecnologie moderne, nonchè sede delle istituzioni cittadine di Classe. Insomma, sarà al centro di un'azione di sistema tesa a prolungare il soggiorno dei turisti a Ravenna".

Il Museo rappresenterà quindi un vero e proprio portale d’ingresso alla città, trasferendo ai visitatori una serie di sollecitazioni per stimolarli a proseguire la visita
"Proprio in un’ottica di sistema, stiamo lavorando insieme al Ministero dei Beni Culturali per sperimentare forme avanzate d’integrazione tra il patrimonio storico artistico dello Stato e quello del Comune e questo progetto si colloca a pieno in questo percorso” rimarca anche il sindaco, Michele de Pascale - Vogliamo collegarci stabilmente con le tre grandi città turistiche italiane, Venezia, Roma e Firenze, non secondo logiche campanilistiche, ma sinergiche. Il Museo, costato complessivamente 22milioni di euro, sarà parte di un ampio progetto di promozione e commercializzazione del territorio che verrà affidato a grandi professionisti del settore, già impegnati in un lavoro di rete con gli altri comuni italiani".

Il progetto scientifico alla base del Museo, che racconterà la storia di Ravenna e del suo territorio, è stato elaborato secondo le linee guida di un autorevole comitato scientifico, che vede al suo interno importanti esponenti del mondo della cultura ed è presieduto da Andrea Carandini, professore emerito di Archeologia e storia dell’arte greca e romana all’Università La Sapienza di Roma, il più importante archeologo vivente italiano.
Curatore del progetto di allestimento del Museo della Città e del Territorio di Ravenna è l’architetto Andrea Mandara, che la Fondazione RavennAntica ha selezionato attraverso una procedura aperta per l’affidamento di servizi attinenti all’allestimento.

Il Museo, nella sua veste attuale, è quindi il risultato di una serie di interventi che ha consentito alla struttura di essere predisposta alla realizzazione dell’allestimento. Attraverso la rampa esterna di accesso al primo piano del Museo, caratterizzata dal Mosaico dell’Onda, si accederà nel 2018 ad un evocativo percorso espositivo, una vera e propria narrazione dei circuiti storici ed archeologici del nostro territorio, nell’ambito di un rivoluzionario progetto di valorizzazione culturale e turistica dell’area di Classe e Ravenna.

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