Ravenna Festival 2017: Anne-Sophie Mutter al Pala De Andrè

Giovedì 15 giugno sul palcoscenico del Palazzo de Andrè (ore 21) brillerà la stella di una vera e propria diva del concertismo internazionale: la violinista Anne-Sophie Mutter per la prima volta a Ravenna Festival. Sarà la prima esibizione a Ravenna anche per il maestro Leonard Slatkin, alla guida dell’Orchestre National de Lyon, in quest’ultimo caso un felice ritorno dato che nel 1998 fu protagonista – diretta da Kent Nagano - dell'allestimento de “L’amour de trois oranges”.

Anne-Sophie Mutter è una delle più acclamate interpreti degli ultimi decenni, la prima capace di rompere l’ambiente “ingessato” della musica classica abbinando con nonchalance, ma al tempo stesso con il rigore assoluto delle scelte tecniche e interpretative, il talento al fascino - nel suo caso, indiscutibili entrambi. Il tempo sembra non scalfire quel carisma irresistibile che, da quando ha debuttato – tredicenne! - esattamente quarant’anni fa con Herbert von Karajan a Salisburgo, ha segnato ogni sua esibizione, mentre la ricerca e lo scavo continui anche nelle pieghe delle partiture più e più volte eseguite fanno di ogni sua interpretazione un’esperienza del tutto nuova, accompagnata da quello Stradivari del 1710 (Lord Dunn-Raven Strad) di cui dichiara “Ha una personalità fortissima. Non smette di sorprendermi, ha infiniti segreti da svelare”. 

Per il pubblico del Pala de André, Anne-Sophie Mutter, con il direttore americano (ma nato in una famiglia di origini russe) che dal 2011 è stato designato come guida stabile dell’orchestra di Lione, ha scelto infatti una delle pagine più celebri della letteratura violinistica, il Concerto in mi minore op. 64 di Felix Mendelssohn-Bartholdy, in cui, secondo la stessa musicista, sono riassunti “ passione, virtuosismo, purezza e profondità di sentimento e un totale abbandono all’espressione musicale: tutto ciò che rende grande una musica”.
Un lavoro che per la leggerezza timbrica e armonica, e la capacità di fondere dottrina musicale e accensioni sentimentali, sembra composto tutto d’un fiato ma che invece ebbe, come ricorda Alberto Cantù nello scritto che accompagna il programma di sala, “una gestazione di ben sette anni, dal 1838 al 1844, con ritocchi, pentimenti, modifiche, lavoro di lima e assidue consultazioni di amici, anche dopo il battesimo del Concerto”.

Un capolavoro classico a cui la violinista affianca le atmosfere rarefatte di “Nostalghia”, una pagina composta nel 1987 da Toru Takemitsu  “in memoria di Andrej Tarkovskij” e destinata a Yehudi Menuhin: una musica che rispecchia il palpito vivente dei suoni della natura (sogni, acqua, alberi, giardini, cielo, uccelli, vento in risonanze interiori...) e che, come nella poetica del regista russo, si esprime in suoni fuori dal tempo, della stessa intensità del silenzio.

Ma a introdurre le opere violinistiche sarà la sola orchestra con “Le Carnaval Romain”, ouverture caractéristique op. 9 che Hector Berlioz compone nel 1844 (utilizzando temi già presentati nel suo “Benvenuto Cellini”) in cui l’influenza del suo soggiorno italiano si dispiega nella brillantezza della partitura, tra un ritmo di salterello e l’evocazione di una tarantella. Mentre a concludere la serata sarà Maurice Ravel: la malinconia e la voluttà della suite “Rhapsodie espagnole” (1907), la struggente tristezza della “Pavane pour une enfante défunte” (1899) e la Suite n. 2 dal balletto sinfonico “Daphnis et Chloé” scritto per i leggendari Ballets Russes di Djagilev.

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org 
Biglietteria serale al Pala de André dalle ore 19: tel. 331 1795599
Biglietti: da 15 euro (ridotti 12) a 80 euro (ridotti 72)
‘I giovani al festival’: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni e universitari, 50% tariffe ridotte.

Il servizio navetta gratuito per il Palazzo de Andrè, realizzato in collaborazione con Start Romagna e con il contributo di Tecno Allarmi Sistemi, percorrerà 2 volte la tratta Stazione – Palazzo M. De André, con partenza da Piazza Farini, alle ore 20.15 e 20.30. Al termine dello spettacolo due corse riporteranno gli spettatori al capolinea.

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