Ravenna Festival: l'’Orchestra Nazionale della Rai al Pala De Andrè

È sulle note di una delle più intense e innovative pagine di Robert Schumann che prosegue, venerdì 30 giugno, la galleria di grandi orchestre, direttori e solisti che Ravenna Festival ospita sul palcoscenico del Pala de André. Venerdì 30 giugno (ore 21) al fianco dell’Orchestra Nazionale della Rai diretta da Jurai Valčuha, il maestro slovacco che fino a pochi mesi fa ne è stato direttore principale, a interpretare il Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 è chiamato David Fray, il pianista francese di cui il pubblico ravennate ha già avuto modo di apprezzare lo stile impeccabile e il rigore espressivo. A completare il programma della serata il maestoso e immaginifico affresco sinfonico di Richard Strauss, “Eine Alpensinfonie” op. 64.

Si tratta di un ritorno, come si è detto, per David Fray, che negli ultimi anni si è imposto sempre più all’attenzione del pubblico e della critica sia europei che d’oltreoceano, ma anche per Valčuha e per quello che è uno dei più importanti complessi orchestrali italiani; un ritorno nel segno di due grandi opere, entrambe frutto di lunghe riflessioni e di maturazione interiore. 

Da una parte, Schumann già nel 1939 comincia a pensare a un’opera che ridisegni gli equilibri e le relazioni nella forma del concerto, tanto che scrive a Clara Wieck: “Quanto al concerto, ti ho già detto che si tratta di un qualcosa a metà tra sinfonia, concerto e grande sonata. Mi rendo conto che non posso scrivere un concerto da virtuoso e che devo mirare a qualcos’altro”. Il concerto di cui parla è appunto l’op. 54 che porterà a termine anni dopo, nel 1845, quando sarà la stessa Clara ad eseguirlo, e che comunque impone al solista un virtuosismo ad alta definizione: una pagina densa in cui l’autore riassume tutte le suggestioni e le ansie espressive e formali che lo assillavano, superando gli schemi tradizionali, fin dall’imperioso e celebre attacco del primo movimento, dallo strappo violento dell’orchestra seguito dalla rutilante cascata di accordi del pianoforte.

Dall’altra, la composizione della “Alpensinfonie” si dipana tra il 1911 e il 1915, ma i primi abbozzi risalgono al 1902, così come il titolo di “Anticristo” che sarebbe poi stato definitivamente scartato ma che getta una luce utile a comprendere il recondito significato di questa mastodontica partitura di Strauss (l’ultima a cui riserva tali proporzioni). È lui stesso ad annotare, nel 1913, che essa dipinge “la purificazione morale dell'uomo grazie ai suoi soli sforzi, la liberazione dal lavoro, il culto dell'eterna, splendida natura”, lasciando però poi in primo piano l’intento descrittivo: una scalata in montagna dall’alba al tramonto, tra paesaggi suggestivi e visioni sovrannaturali, dal sorgere del sole all’entrata nel bosco e ai pascoli alpestri, dal ghiacciaio fino alla cima e poi dal levarsi della nebbia fino alla tempesta, alla discesa e infine al tramonto e alla notte. Ventidue episodi che si susseguono in un’unica soluzione, con un fecondità immaginativa e un dispiegarsi di mezzi tecnici e espressivi di inarrivabile eloquenza. 

Il concerto è reso possibile grazie al contributo di BCC Credito Ravennate e Imolese e Confartigianato della Provincia Ravenna.

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org 
Biglietteria serale al Pala de André dalle ore 19: tel. 331 1795599
Biglietti: da 16 euro (ridotti 12) a 80 euro (ridotti 72)
‘I giovani al festival’: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni e universitari, 50% tariffe ridotte.

Il servizio navetta gratuito per il Palazzo de Andrè, realizzato in collaborazione con Start Romagna e con il contributo di Tecno Allarmi Sistemi, percorrerà 2 volte la tratta Stazione – Palazzo M. De André, con partenza da Piazza Farini, alle ore 20.15 e 20.30. Al termine dello spettacolo due corse riporteranno gli spettatori al capolinea.

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