Rileggere “Stilo” alla Classense: donazione e presentazione della rivista

Sabato, 22 aprile, alle 17 alla sala Muratori della Biblioteca Classense avrà luogo la presentazione della rivista “Stilo” di Antonio Marchetti (1952-2013) pubblicata a Ravenna dal 1982 al 1988, in occasione della consegna dei numeri del periodico all’Istituzione Biblioteca Classense.

Al saluto del direttore Maurizio Tarantino seguiranno un’introduzione di Alberto Giorgio Cassani, docente di Storia dell’Architettura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, e gli interventi di Umberto Palestini, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, e Rocco Ronchi, docente di Filosofia Teoretica all’Università degli studi dell’Aquila.

Fondato e diretto a Ravenna da Antonio Marchetti, artista e intellettuale, “Stilo” ha rappresentato un laboratorio culturale tra i più particolari e interessanti nel panorama italiano degli anni Ottanta. In un andamento monografico, dedicato ad autori in quegli anni controcorrente o di rottura, da Truffaut a Barthes, da Dino Campana a Pasolini, la rivista ebbe un’impronta letteraria e filosofica, unendo fortemente la ricerca artistica a un pensiero critico. Pensare e fare arte, dunque. Per “Stilo” l’esercizio della scrittura e l’esperienza estetica si saldarono, rivendicando un’autonomia dell’artista. Queste istanze si trovarono in sintonia con quella volontà espressiva e dialogante tra i linguaggi delle arti visive, musicali, performativi. Le partecipazioni di artisti, da Concetto Pozzati, Mario Giacomelli a Fabio Mauri, di compositori contemporanei come Gian Franco Pernaiachi e Luciano Bellini, personalità che oggi hanno maturato vasti riconoscimenti; musicologi quali Paolo Fabbri, critici ed intellettuali quali Alberto Boatto, Achille Bonito Oliva e Umberto Palestini, cineasti come Attilio Bertolucci, il filosofo Giorgio Agamben, autori quali Anne Marie Sauzeau Boetti furono presenti a partecipare ai palinsesti tematici di Marchetti; trai più noti “La distanza e il tempo”, “Diario”, “Secretaire”, “Immagine”, “Immagine della Terra”.

Marchetti condivise con Gianni Scalia, sicuramente uno dei padri dell’opera, la necessità che gli intenti rivoluzionari degli anni Settanta si trasferissero nel linguaggio, nella ricerca di autori e testi; che le idee nuove maturassero attraverso la complessità e la varietà di parole memorabili, come recitava il titolo della rivista di Scalia, “In forma di parole”, che nasceva nel 1980. Gli inediti che “Stilo” offriva al lettore furono scelti tra autori dalla forte impronta innovativa, e furono André Malraux, Marcel Schwob, René Char, René Daumal, Jean Cocteau, Ernst Jünger. Autori ricercati con la collaborazione del francesista Charles Debierre, che divenne stretto collaboratore dell’album prezioso. Come anche si deve dare memoria alla folta schiera d’interpreti, che curarono la scientificità delle traduzioni, che diverranno in seguito stimati cultori nelle Università italiane e straniere.

“Stilo” fu distribuita da Essegi di Ravenna nelle più importanti librerie italiane e in Francia, prese posto negli annuari delle riviste di cultura italiani accanto ai più noti periodici di letteratura ed ebbe importanti vetrine, quali programmi radiofonici sul terzo canale, gli incontri d’arte di Villa Medici con Alberto Boatto e Jacqueline Risset, presso la Soffitta e l’Associazione Italo Francese di Bologna con Scalia e Debierre. La rivista attraversa gli ambienti della cultura ravennate con l’assidua presenza di Giulio Guberti, Mariella De Logu, Giordano Fanelli, per poi, aldilà di ogni localismo, aprirsi alle personalità più significative della scena italiana e internazionale.

Questo evento ha avuto la cura dell’Istituzione Biblioteca Classense di Ravenna e dell’Archivio Cardi Marchetti Fagnani Pani di Rimini.

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