Le poesie di Chiara Baldini e Matteo Nicolucci in libreria

Sabato 25 marzo alle 18 un incontro di poesia con Chiara Baldini e Matteo Nicolucci che, accompagnati da Gabriella Montanari parleranno della loro poesia.

"La sposa di Cenere" di Matteo Nicolucci

"Secondo Matteo la tanto agognata coppia mostra nel concreto della quotidianità (e non solo) tutta una serie di limiti che, dettati più dall'apparenza e dal riconoscimento sociale che dal reale volersi bene, evidenziano invece l'assenza di sostanza e di consapevolezza rendendo inaffondabile un rapporto che invece fa acqua da ogni parte e affonda, umiliandolo, l'amore. Così più che una "Sposa di cenere" è l'amore che brucia ed è il vero sconfitto dei giorni nostri. Quell'amore ardente ed appassionato che non brucia più le nostre vite catapultandole dall'innamoramento al desiderio di rendere felice l'altro, ma che, ormai incapace di materializzarsi nelle coppie riconosciute, vive la sua selvaggia clandestinità solo negli amori impossibili e non goduti."

"Prugne sulla pelle" di Chiara Baldini

Le poesie che Chiara Baldini ha raccolto in Prugne sulla pelle hanno Asclepio come nume tutelare. Asclepio dio della medicina, figlio di Apollo; colui che fu istruito nella sua arte dal centauro Chirone; colui che ha come attributo principale il serpente che si attorciglia intorno a una verga. Dov’è Asclepio, lì vi sono delle ferite da guarire, ma prima di tutto da accettare (“Ci vuole la pelle aperta, a volte/per accogliere la vita”) e da trasformare perfino in un “ghigno goloso di conoscenza” (penso alle ferite che si fanno feritoie − e dunque squarci di visione e di possibilità − di cui ci dice Aldo Carotenuto); lì vi è il “sangue infetto”, la conta dei lividi, le epidermiche prugne (questo, d’altronde, è un libro che pullula di vegetale metaforico: castagne, gherigli, semi, bucaneve, bucce, polpe, torsoli, bulbi); lì vi sono vertebre lese che possono diventare sentieri dorati attraverso cui portare in salvo la trinità familiare.

Dov’è Asclepio, c’è sempre un corvo candido che diventa, per maledizione, nero (“pennino corvo che gracchia / il papiro dell’avrei voluto”); del sangue che può scorrere doppio: da un fianco, in forma di veleno, sventura e sterminio, dall’altro, in forma di salvezza e guarigione (“a sanare la vacanza / d’Ippocrate”, “Poi fu la cura”); un fascio di papaveri (e penso allora ai papaveri di altri versi, inediti, di Chiara Baldini: “io troppo singola/goccia di rosso per tanto terreno”; “figlio io di un solo seme / dal caso fatto a cavallo di piuma). E lui, naturalmente: il serpente che lambisce le ferite (leggiamo, dalla bellissima poesia intitolata Albeggia nel letto d’ospedale: “Così / è anche la Primaluce − se rubata / alle ossa − il soffio della Malessenza: / dalle narici fuori a rincalcarsi ancora / in quelle labbra di buco / come il serpente del primo peccato”). Dalla prefazione di Laura Liberale.

Di seguito le prossime presentazioni:

 - sabato 1 aprile alle 18 Francesco Aloe torna a trovarci per parlare del suo nuovissimo romanzo: "L'ultima bambina d'Europa", presentato da Stefano Bon.

 - venerdì 7 aprile alle 18:30 Alessandro Berselli per raccontarci qualcosa di più sul suo nuovo romanzo: "Le siamesi", edito da Elliot. Presenterà Francesca Mazzoni.

Prossimi incontri per genitori e bambini in collaborazione con Nati per Leggere, tutti alle ore 17:

- mercoledì 29 marzo

- mercoledì 12 aprile

- martedì 9 maggio

Info:  Liberamente Libri, viale Alberti 38, 0544 201311, info@liberamentelibri.net.

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